Prima Settimana [23-90]
[23] 1 PRINCIPIO E FONDAMENTO
2 L'uomo è creato per lodare, riverire e servire Dio nostro Signore, e, mediante questo, salvare la propria animaa;
3 e le altre cose sulla faccia della terrab sono create per l'uomo, e perché lo aiutino a conseguire il fine per cui è creatoc.
4 Ne segue che l'uomo tanto deve usare di esse, quanto lo aiutano per il suo fine, e tanto deve liberarsene, quanto glielo impedisconod.
5 È perciò necessario renderci liberie rispetto a tutte le cose create , in tutto quello che è lasciato al nostro libero arbitrio e non gli è proibito;
6 in modo che, da parte nostra, non vogliamo più salute che malattia, ricchezza che povertà, onore che disonore, vita lunga che breve, e così via in tutto il restof;
7 solamente desiderando e scegliendog quello che piùh ci conduce al fine per cui siamo creatii.
a1,3. 20,6. 39. 46. 50,4. 98,2. 150,2. 152. 153. 155,2. 157,3. 166. 167,1. 168,2. 169,2-7. 177,1-2. 179,1.3. 180,1. 181. 183,2. 185. 188. 189,5.9. 233. 240,2. 316,3. 322,2. 339. 351. 363. 367. 369. 370; b 39. 60. 106-108. 235. 236; c 169. 179. 181. 185; d 130. 229; e 179,2: f 16. 155. 157. 166. 170. 179; g 98,2; h 97. 109,2. 147. 152. 155,4. 315,1. 331,2. 335,1; i 97. 151. 169,6.
[24] 1 ESAME PARTICOLARE E QUOTIDIANOa
COMPRENDE TRE TEMPI E RICHIEDE DI ESAMINARSI DUE VOLTE
2 Il primo tempo: al mattino. Appena alzati si deve fare il proposito di guardarsi con diligenza da quel particolare peccato o difettob che si vuole correggere ed emendare.
a 90; b 245.
[25] 1 Il secondo: dopo pranzo. Chiedere a Dio nostro Signore quello che si vuolea, cioè, la grazia di ricordare quante volte si è caduti in quel particolare peccato o difetto, e di emendarsi per l'avvenireb;
2 fare di seguito il primo esame, chiedendo conto alla propria anima di quella cosa proposta e particolarec da cui ci si vuole correggere ed emendare,
3 passando in rassegna ora per ora, o tempo per tempo, a cominciare dall'ora in cui ci si è alzati fino all'ora e al momento dell'esame presente;
4 si segnino sulla prima linea della g === tanti punti quante volte si è caduti in quel particolare peccato o difetto;
5 e dopo ci si proponga di nuovo di emendarsi fino al secondo esame.
a 48,1; b 43. 53 61; c 98,2.
[26] 1 Il terzo tempo: dopo cena. Si farà il secondo esame, allo stesso modo di ora in ora, cominciando dal primo esame fino al secondo attuale
2 e si segni sulla seconda linea della stessa g === tanti punti quante volte si è caduti in quel particolare peccato o difetto.
[27] 1 Seguono quattro note complementari per eliminare più presto quel peccato o difetto particolare.
2 Prima nota. Ogni volta che si cade in quel peccato o difetto particolare, si porti la mano al petto, dolendosi di essere caduti;
3 gesto che si può fare anche in presenza di molti, senza che se ne accorganoa.
a 88,2.
[28] Seconda. Dato che la prima linea della g === indica il primo esame e la seconda linea il secondo esame, si osservi la sera se c'è miglioramento dalla prima linea alla seconda, cioè dal primo al secondo esame.
[29] Terza. Confrontare il secondo giorno con il primo, cioè, i due esami del giorno presente con gli altri due esami del giorno precedente, e osservare se da un giorno all'altro c'è stato miglioramento.
[30] Quarta. Confrontare una settimana con l'altra e osservare se nella settimana presente c'è stato miglioramento rispetto alla settimana passata .
[31] 1 Si noti che la prima g === grande, che segue, indica la domenica; la seconda, più piccola, il lunedì; la terza, il martedì; e così via.
2 g ===========================================
g ============================================
g ============================================
g ============================================
g ============================================
g ============================================
[32] 1 ESAME GENERALE DI COSCIENZA
PER PURIFICARSI E PER MEGLIO CONFESSARSI
2 Presuppongo che in me esistono tre tipi di pensieria: uno mio proprio, che proviene unicamente dalla mia libertà e volontà;
3 e altri due che vengono dall'esterno: uno dallo spirito buono e l'altro dal cattivob.
a 17,2. 314. 315. 36,4-5; b 6. 17,2. 314. 315. 335. 336. 347. 351.
[33] 1 DEL PENSIERO
2 Ci sono due modi di meritare in caso di cattivo pensiero che viene dall'esterno.
3 Il primo modo quando viene - per esempio- un pensiero di commettere un peccato mortale, al quale pensiero resisto prontamente ed esso resta vinto.
[34] 1 Il secondo modo di meritare è quando mi viene quel medesimo cattivo pensiero e io gli resisto, e mi torna un'altra volta e poi ancora, e io sempre resisto fino a che il pensiero viene vinto;
2 e questo secondo modo è più meritorio del primo.
[35] 1 Si pecca venialmente quando viene il medesimo pensiero di peccare mortalmente, e chi l'ha avuto gli dà ascolto soffermandosi un pochino,
2 oppure provando qualche compiacimento sensualea, oppure quando ci sia stata qualche negligenza nel respingere tale pensiero.
a 314.
[36] Ci sono due modi di peccare mortalmente.
Il primo è quando si acconsente al cattivo pensiero per fare in seguito così come si è acconsentito, o per metterlo in atto se si potesse.
[37] 1 Il secondo modo di peccare mortalmente è quando si mette in atto quel peccato; ed è più grave per tre motivi:
2 il primo, per la maggior durata; il secondo, per la maggiore intensità; il terzo, per il maggior danno delle due persone.
[38] 1 DELLA PAROLA
2 Non giurare, né per il Creatore né per la creatura, se non con verità, per necessità e con riverenza .
3 Per necessità intendo non quando si afferma con giuramento una qualsiasi verità, ma quando è di una certa importanza per il progresso dell'anima o del corpo o dei beni temporali.
4 Per riverenza intendo quando, nel nominare il proprio Creatore e Signore, si è attenti a rendergli l'onore e la riverenza dovuti.
[39] 1 Dato che nel giurare alla leggera, pecchiamo più giurando per il Creatore che per la creatura, bisogna fare attenzione che
2 è più difficile giurare come si deve - con verità, necessità e riverenza -, per la creatura che per il Creatore, per i seguenti motivi:
3 Il primo: quando vogliamo giurare per qualche creatura, proprio il voler nominare la creatura non ci fa essere così attenti e prudenti nel dire la verità, o affermarla con necessità, come quando vogliamo nominare il Creatore e Signore di tutte le cose.
4 Il secondo: nel giurare per la creatura, non è tanto facile prestare riverenza e onore al Creatore, come quando si giura o si nomina lo stesso Creatore e Signore; perché il voler nominare Dio nostro Signore implica maggior rispetto e riverenzaa che il voler nominare la cosa creata.
5 Pertanto giurare per la creatura è consentito più ai perfetti che agli imperfetti;
6 perché i perfetti, per l'assidua contemplazione e illuminazione della menteb, considerano, meditano e contemplano maggiormente Dio nostro Signore presente in ogni creatura secondo la sua propria essenza, presenza e potenzac;
7 e così, nel giurare per la creatura, sono più preparati e disposti a prestare onore e riverenza al loro Creatore e Signore, che non gli imperfetti.
8 Il terzo: nel giurare frequentemente la creatura si deve temere l'idolatria più negli imperfetti che nei perfetti.
a 83; b 2,3; c 235.
[40] 1 Non dire parola oziosa ; con ciò intendo, quando non giova né a me né a un altro, e neppure è diretta a tale scopo.
2 Per cui non è mai ozioso parlare di tutto ciò che giova, o si ha intenzione di giovare all'anima propria o degli altri, al corpo o ai beni temporalia;
3 neanche quando qualcuno parla di cose estranee al suo stato, come quando un religioso parla di guerra o di commerci.
4 Ma in tutto quello che è stato detto c'è merito se è bene ordinato, e peccato se è male indirizzato o inutilmente detto.
a 38,3.
[41] 1 Non dire cosa che costituisca diffamazione o mormorazione ; perché se rivelo un peccato mortale che non sia pubblico, pecco mortalmente ; se un peccato veniale, venialmente; se un difetto, manifesto il mio difetto.
2 Se l'intenzione è retta, si può parlare del peccato o difetto altrui in due maniere:
3 La prima: quando il peccato è pubblico, come quello di una pubblica meretrice o di una sentenza data in tribunale, o di un errore pubblico che contamina coloro con cui si conversa.
4 La seconda: quando il peccato occulto viene manifestato a qualche persona perché aiuti chi è in peccato a rialzarsia, quando però si abbiano indizi o motivi che probabilmente egli lo potrà essergli di aiuto .
a 362,4.
[42] 1 DELLE OPERE
2 Prendendo come oggetto i dieci comandamenti e i precetti della Chiesa e le disposizioni dei superioria, tutto quello che si fa contro qualcuno di questi tre punti, secondo la maggiore o minore entità è peccato più o meno grave.
3 Per disposizioni dei superiori intendo, per esempio, bolle delle crociate e altre indulgenzeb, come quelle concesse per le rappacificazioni, dopo essersi confessati e avere ricevuto il santissimo sacramento.
4 Si pecca infatti non poco quando si provoca o si fa un'azione contro così pie esortazioni e disposizioni dei nostri superiori.
a 238. 362; b 358.
[43] 1 MODO DI FARE L'ESAME GENERALE
COMPRENDE CINQUE PUNTI
2 Il primo punto è rendere grazie a Dio nostro Signore per i benefici ricevutia.
3 Il secondo, chiedere grazia di conoscere i peccati, e di eliminarlib.
4.Il terzo, chiedere conto all'anima, dall'ora della levata fino al presente esame, di ora in ora o di tempo in tempo,
5 e prima dei pensieric e poi delle paroled e poi delle operee, con lo stesso ordine che è stato indicato nell'esame particolaref.
6 Il quarto, chiedere perdono a Dio nostro Signore per le mancanzeg.
7 Il quinto, proporre di emendarsi con la sua graziah. Pater noster.
a 234,1-2; b 63; c 33. 37; d 38-41; e 42, f 24-26, g 54. 241; h 25,1. 53. 61. 240,2. 241. 243.
[44] 1 CONFESSIONE GENERALE E COMUNIONE
2 Chi volesse farla volontariamente, troverà nella confessione generale, tra i molti altri, questi tre vantaggi.
3 Il primo. Sebbene chi si confessa ogni anno non sia obbligato a fare la confessione generale,
4 facendola ricava maggiore giovamento e merito, per il maggiore dolore attuale di tutti i peccati e cattiverie dell'intera sua vitaa.
5 Il secondo. Siccome in questi esercizi spirituali i peccati e la loro maliziab si conoscono più intimamente che nel tempo in cui uno non si dedicava così alle cose interiori,
6 raggiungendo ora maggiore conoscenza e dolore di essic, ricaverà maggiore giovamento e merito di prima.
7 Il terzo. Conseguentemente, essendosi meglio confessato e disposto, si trova più idoneo e più preparato a ricevere il santissimo sacramento;
8 riceverlo non solo aiuta a non cadere in peccato, ma anche a conservarsi e crescere in grazia .
9 Questa confessione generale si farà meglio immediatamente dopo gli esercizi della prima settimana.
a 56; b 52. 57; c 63.
[45] 1 PRIMO ESERCIZIO
MEDITAZIONE CON LE TRE FACOLTÀ
SOPRA IL PRIMO, IL SECONDO E IL TERZO PECCATO
2. COMPRENDE
DOPO UNA PREGHIERA PREPARATORIA E DUE PRELUDI
TRE PUNTI PRINCIPALI E UN COLLOQUIO
[46] La preghiera preparatoria consiste nel chiedere grazia a Dio nostro Signore perché tutte le mie intenzioni, azioni e attività siano puramente ordinatea a servizio e lode di sua divina maestàb.
a 16,5. 155,3. 169,2. 184; b1,3. 20,6. 39. 46. 50,4. 98,2. 150,2. 152. 153. 155,2. 157,3. 166. 167,1. 168,2. 169,2-7. 177,1-2. 179,1.3. 180,1. 181. 183,2. 185. 188. 189,5.9. 233. 240,2. 316,3. 322,2. 339. 351. 363. 367. 369. 370.
[47] 1 Il primo preludio: composizione vedendo il luogoa.
2 Qui è da notare che nella contemplazione o meditazione visiva, com'è contemplare Cristo nostro Signore che è visibile,
3 la composizione sarà vedere con la vista dell'immaginazione il luogo fisico, dove si trova la cosa che voglio contemplare.
4 Per luogo fisico intendo per esempio un tempio o un monte dove si trova Gesù Cristo o nostra Signora, secondo quello che voglio contemplare.
5 Nella non visiva, come questa dei peccati, la composizione consisterà nel vedere con la vista immaginativa e nel considerare la mia anima imprigionata in questo corpo corruttibile,
6 e tutto il composto in questa valle, come esiliato, tra bruti animali. Per composto si intende anima e corpo.
a 91. 103. 112. 151. 232.
[48] 1 Il secondo: chiedere a Dio nostro Signore quello che voglio e desideroa.
2 La domanda dev'essere conforme alla materia trattata ; cioè, se la contemplazione è sulla risurrezione, domandare gioia con Cristo gioiosob;
3 se è sulla passione, domandare pena, lacrime e tormento con Cristo tormentatoc.
4 Qui sarà domandare vergogna e confusioned di me stesso, vedendo quanti sono stati condannati per un solo peccato mortale
5 e quante volte io avrei meritato di essere condannato per sempre per i miei tanti peccatie.
a 25,1; b 221. 229; c 87. 89. 193. 203. 221. 316,3; d 50,2. 74. 193; e 50,2. 52,1.
[49] Nota. Prima di tutte le contemplazioni o meditazioni si devono fare sempre la preghiera preparatoria, senza cambiarla, e i due preludi già detti, cambiandoli alcune volte secondo la materia trattataa.
a 105. 159,2
[50] 1 Il primo punto sarà portare applicare la memoria al primo peccato, che fu quello degli angeli, poi l'intelligenza sul medesimo peccato, ragionando,
2 e infine la volontà, con l'intento di ricordare e capire tutto questo per vergognarmi e confondermia sempre di più,
3 mettendo a confronto l'unico peccato degli angeli con i miei tanti peccatib: e mentre essi per un solo peccato andarono all'inferno, quante volte io l'ho meritato per tanti!c.
4 Dico applicare la memoria al peccato degli angeli: come essi, essendo stati creati in grazia, non volendosi aiutare con la loro libertà per riverire e obbedire al loro Creatore e Signore,
5 divenendo superbi, passarono dallo stato di grazia a quello di malizia e furono cacciati dal cielo nell'inferno.
6 Di conseguenza , discorrere più in particolare con l'intelligenza, e quindi muovere di più gli affetti con la volontàd.
a 48,4-5. 74; b 48,4-5; c 71,3; d 3. 51,6. 52,3. 363.
[51] 1 Il secondo. Fare altrettanto, cioè esercitare le tre potenze facoltà sopra il peccato di Adamo ed Eva,
2 richiamando alla memoria come per tale peccato fecero penitenza tanto tempo, e quanta corruzione dilagò nel genere umano, e tanta gente andò all'infernoa.
3 Dico richiamare alla memoria il secondo peccato dei nostri progenitori, come dopo che Adamo fu creato nel campo damasceno , e posto nel paradiso terrestre, e dopo che Eva fu creata dalla sua costola,
4 essendo stato loro vietato di mangiare dell'albero della scienza, ed avendo essi mangiato e così peccato,
5 vestiti poi di tuniche di pelle e cacciati dal paradiso, vissero tutta la vita tra molti travagli e molta penitenza senza la giustizia originale che avevano perduto.
6 Di conseguenza discorrere con l'intelligenza più dettagliatamente, usando la volontà come è stato dettob.
a 71; b 3. 89,5. 52,3. 363.
[52] 1 Il terzo. Ugualmente fare altrettanto sul terzo: il peccato particolare di uno che per un peccato mortale sia andato all'inferno , e molti altri innumerevoli che vi sono andati per meno peccati di quanti ne ho fatto ioa.
2 Dico fare altrettanto sul terzo peccato particolare: richiamare alla memoria la gravità e malizia del peccatob contro il proprio Creatore e Signore;
3 discorrere con l'intelligenza come giustamente è stato condannato per sempre chi ha peccato e agito contro la bontà infinitac; concludere con la volontà, come sta dettod.
a 48,4-5. 50,2; b 44. 57. 58; c 59; d 3. 50,2. 363.
[53] 1 Colloquio. Immaginando Cristo nostro Signore davanti a me e posto in croce, fare un colloquio: come da Creatorea è venuto a farsi uomo, e da vita eterna a morte temporale, e così a morire per i miei peccati.
2 Alla stessa maniera guardare a me stesso: cosa ho fatto per Cristo, cosa faccio per Cristo, cosa devo fare per Cristo.
3 Vedendolo poi in quello stato, così appeso alla croce, discorrere su quello che mi verrà .
a 43. 61. 197. 236.
[54] 1 Propriamente parlando, il colloquio si fa così come un amico parla a un altro o un servo al suo padrone,
2 ora chiedendo qualche grazia, ora incolpandosi di qualche malefattaa, ora comunicando le proprie cose e chiedendo consiglio su di esseb. E dire un Pater noster.
a 43; b 61. 63. 109. 157. 199. 225.
[55] 1 SECONDO ESERCIZIO
MEDITAZIONE DEI PECCATI
COMPRENDE
DOPO LA PREGHIERA PREPARATORIA E DUE PRELUDI
CINQUE PUNTI E UN COLLOQUIO.
2 La preghiera preparatoria sia la stessaa.
3 Il primo preludio sarà la medesima composizioneb.
4 Il secondo: domandare quello che voglio. Qui sarà chiedere grande e intenso dolore e lacrime per i miei peccatic.
a 46; b 47; c 87. 89. 193. 203 .316,3.
[56] 1 Il primo punto: il susseguirsia dei peccati. Richiamare cioè alla memoria tutti i peccati della vita considerandoli anno per anno, o periodo per periodo. A questo proposito sono utili tre cose:
2 la prima, considerare il luogo e la casa dove ho abitato; la seconda, i rapporti avuti con altri; la terza, gli incarichi ricopertib.
a 74. 234,1-2; b 44.
[57] Il secondo punto: ponderare i peccati, considerando la bruttura e la maliziaa che ogni peccato mortale commesso ha in sé, anche se non fosse proibito.
a 44. 52. 58.
[58] 1 Il terzo punto: considerare chi sono io, ridimensionandomi con esempi: primo, che cosa sono io in confronto a tutti gli uomini;
2 secondo, che cosa sono gli uomini a confronto di tutti gli angeli e santi del paradisoa;
3 terzo, considerare che cosa è tutto il creato a confronto di Dio: ebbene io solo, che posso essere ? ;
4 quarto, considerare tutta la mia corruzione e bruttura corporeab;
5 quinto, considerarmi come una piaga e ascesso da cui sono usciti tanti peccati e tante malvagitàc e tanto turpissimo veleno.
a 60,2; b 47,5; c 44. 52. 57.
[59] 1 Il quarto punto: considerare chi è Dio contro cui ho peccato, confrontando i suoi attributi con i contrari che sono in me:
2 la sua sapienza con la mia ignoranza, la sua onnipotenza con la mia debolezza, la sua giustizia con la mia iniquità, la sua bontàa con la mia maliziab.
a 52,2; b 289.
[60] 1 Il quinto punto: esclamazione di ammirazione con grande affetto , passando in rassegna tutte le creature, come mi hanno lasciato in vita e conservato in essa:
2 gli angelia, che sono la spada della giustizia divina, come mi hanno sopportato e custodito e pregato per me;
3 i santi, come hanno continuato a intercedere e pregare per me; e i cieli, il sole, la luna, le stelle, e gli elementi, i frutti, gli uccelli, i pesci e gli animali;
4 e la terra, come non si è aperta per inghiottirmi, creando nuovi inferni perché io soffra in essi per sempre.
a 58.
[61] Colloquio. Terminare con un colloquio di misericordiaa, ragionando e ringraziando Dio nostro Signore, perché mi ha dato vita sino a ora, proponendo di emendarmi con la sua grazia per l'avvenireb. Pater noster.
a 71,3; b 25,1. 43. 53. 197. 315,3.
[62] 1 TERZO ESERCIZIO
RIPETIZIONE DEL PRIMO E SECONDO ESERCIZIO
FACENDO TRE COLLOQUI
2 Dopo la preghiera preparatoria e due preludi, ripetere il primo e secondo esercizio, notando e facendo pausa sui punti in cui ho sentito maggiore consolazione o desolazione o maggior sentimento spiritualea;
3 dopo di ciò farò tre colloquib, nel modo seguente:
a 2,4. 6,1. 63. 65,4. 89,5. 109. 118,3. 179,3. 184. 227,3. 254. 313. 345; b 147. 148. 156. 159,3. 168. 199,4.
[63] 1 Il primo colloquio a nostra Signora perché mi ottenga grazia dal suo Figlio e Signore per tre cose:
2 la prima, perché sentaa interna conoscenza dei miei peccatib e li aborrisca;
3 la seconda, perché senta il disordinec delle mie attività, affinché, aborrendolo, mi corregga e mi riordini;
4 la terza, chiedere conoscenza del mondo, perché, aborrendolo, allontani da me le cose mondane e vaned; e con questo un'Ave Maria.
5 Il secondo, nello stesso modo al Figlio, perché me l'ottenga dal Padre; e con questo l'Anima Christie.
6 Il terzo, nello stesso modo al Padre, perché lo stesso Signore eterno me lo conceda; e con questo un Pater noster.
a 2,4. 62. 65,4. 89,5. 109. 179,3. 184. 313. 345; b 43. 44; c 169; d 9. 97; e 64. 147. 156. 168. 199. 253.
[64] 1 QUARTO ESERCIZIO
RIASSUMERE QUESTO MEDESIMO TERZO ESERCIZIOa
2 Ho detto riassumendo, perché l'intelligenza, facendone reminiscenza, senza divagare ripercorra assiduamente le cose contemplate negli esercizi precedenti; e fare gli stessi tre colloqui.
a 120.128.
[65] 1 QUINTO ESERCIZIO
MEDITAZIONE DELL'INFERNO
COMPRENDE
DOPO LA PREGHIERA PREPARATORIA E DUE PRELUDI
CINQUE PUNTI E UN COLLOQUIO
2 La preghiera preparatoria sia la solita.
3 Primo preludio, la composizione: qui è vedere con la vista dell'immaginazione la lunghezza, larghezza e profondità dell'inferno.
4 Secondo, domandare quello che voglio: qui sarà chiedere sentimento interiorea della pena che soffrono i dannati,
5 perché, se per le mie colpe mi dimenticassi dell'amore del Signore eterno, almeno il timore delle pene mi aiuti a non cadere in peccatob.
a 2,4. 63. 89,5. 109. 179,3. 184. 313. 345. 352; b 370.
[66] Il primo punto sarà vedere con la vista dell'immaginazione le grandi fiamme e le anime come in corpi di fuoco.
[67] Il secondo, udire con le orecchie pianti, urla, grida, bestemmie contro Cristo nostro Signore e contro tutti i suoi santi.
[68] Il terzo, odorare con l'olfatto fumo, zolfo, fetore e cose putride.
[69] Il quarto, assaporare con il gusto cose amare, come lacrime, tristezza e il verme della coscienza.
[70] Il quinto, toccare con il tatto, come cioè le fiamme avvolgono e bruciano le anime.
[71] 1 Facendo un colloquio con Cristo nostro Signore, richiamare alla memoria le anime che stanno all'inferno: alcune perché non credettero nella sua venuta; altre perché, pur credendoci, non operarono secondo i suoi comandamentia;
2 dividendole in tre gruppi: il primo, prima della venuta; il secondo, durante la sua vita; il terzo, dopo la sua vita in questo mondo.
3 E con questo ringraziarlo, perché non mi ha lasciato cadereb in nessuno di essi, mettendo fine alla mia vitac.
4 Parimenti, come finora ha sempre avuto di me tanta pietà e misericordiad. Concludere con un Pater noster .
a 51,2; b 50,2; c 60; d 60.
[72] 1 Notaa. Il primo esercizio si farà a mezzanotte; il secondo, la mattina appena alzatosi ; il terzo, prima o dopo la messa, purché sia prima di pranzo; il quarto, all'ora dei vespri; il quinto, un'ora prima di cenab.
2 Questo orario, più o meno, vale sempre in tutte le quattro settimane, a seconda che l'età, la costituzione e il temperamentoc aiutino la persona che si esercita a fare i cinque esercizi o menod.
a 128. 133. 148. 159. b 12. 128. 133. 148. 159. 205. 227; c 4,5-7. 18,1. 129. 162; d 205.
[73] 1 NOTE COMPLEMENTARI
PER MEGLIO FARE GLI ESERCIZI
E PER MEGLIO TROVARE QUELLO CHE SI DESIDERA
2 La prima nota: una volta coricato, quando voglio addormentarmi, pensare per lo spazio di un'Ave Maria all'ora in cui dovrò alzarmi e a quale scopo, riassumendo l'esercizio che dovrò farea.
a 130.
[74] 1 La secondaa: quando mi sarò svegliatob, senza dare adito a questi o a quei pensieri, rivolgere subito l'attenzione a quello che sto per contemplare nel primo esercizio della mezzanotte, provocandomi con esempi a confusione per i miei tanti peccati,
2 come un cavalierec che si trovasse, davanti al suo re e a tutta la sua corte, svergognato e confusod per avere molto offeso proprio colui dal quale prima aveva ricevuto molti doni e molti favorie.
3 Ugualmente, nel secondo esercizio, immaginerò di essere un grande peccatore in catene, che sta per comparire così legato dinanzi al sommo giudice eterno,
4 paragonandomi ai carcerati e incatenati già degni di morte che compaiono dinanzi al loro giudice temporale.
5 E vestirmi con questi o con altri pensieri, secondo la materia proposta.
a 131. 239; b 130. 206. 229; c 94; d 48,4-5. 193; e 52,4.
[75] 1 La terza: a un passo o due dal luogo dove intendo contemplare o meditare, starò in piedi per lo spazio di un Pater noster,
2 con la mente rivolta in alto, considerando come Dio nostro Signore mi guardaa, ecc., e farò un gesto di riverenza o di umiltàb.
a 106,3; b 239.
[76] 1 La quarta: entrare nella contemplazione in ginocchio o prostrato per terraa o supino con il volto in alto o seduto o in piedi, sempre alla ricerca di ciò che vogliob.
2 Avvertiremo due cose: la prima è che, se trovo quello che voglio in ginocchio, non passerò oltre; e se prostrato, farò lo stesso, ecc.;
3 la seconda: nel punto in cui troverò quello che voglio, lì sosterò, senza avere ansia di passare oltrec, finché rimanga soddisfattod.
a 88,2; b 4. 11. 89. 130. 133,1; c 254; d 2,4. 12. 254.
[77] 1 La quinta: finito l'esercizio, seduto o passeggiando esaminerò per lo spazio di un quarto d'ora come mi è andata nella contemplazione o meditazionea;
2 se male, cercherò la causa da cui deriva e, una volta individuata, mi pentirò per emendarmi in avvenire;
3 e se bene, renderò grazie a Dio nostro Signore; e un'altra volta farò allo stesso modo.
a 6. 160.
[78] 1 La sesta: non voler pensare a cose piacevoli né allegre, come la gloria, la risurrezione, ecc., perché per sentire pena, dolore e lacrime per i nostri peccatia è di ostacolo qualsiasi considerazione di gaudio e di allegrezza;
2 tenere presente invece che volendo dolermi e sentire pena, devo richiamare di più alla memoria la morte, il giudiziob.
a 55. 193. 195. 203; b 130. 206. 229.
[79] 1 La settima: privarmi allo stesso scopo di ogni luce, chiudendo finestre e porte nel tempo in cui starò in camera, eccetto che per pregare, leggere e mangiarea.
a 23,4. 130. 229.
[80] L'ottava: non ridere, né dire cosa che provochi il riso.
[81] La nona: frenare la vista, eccetto che nel ricevere o congedare la persona con cui devo parlare.
[82] 1 La decima nota complementarea riguarda la penitenza, che si divide in interna ed esternab.
2 L'interna consiste nel dolersi dei propri peccati, con fermo proposito di non commettere né quelli né altri.
3 L'esterna, o frutto della prima, consiste nel castigo dei peccati commessi, e si pratica soprattutto in tre modi:
a 130. 229; b 359.
[83] 1 Il primo riguarda il mangiarea: quando togliamo il superfluo, non è penitenza ma temperanza;
2 è penitenza quando togliamo dal conveniente, e quanto più se ne fa tanto maggiore e migliore è la penitenza, purché la persona non si indebolisca e non ne segua notevole infermitàb.
a 210-217; b 84,2. 86,2. 89,5. 129. 213.
[84] 1 Il secondo riguarda il modo di dormirea: anche qui non è penitenza togliere il superfluo di cose delicate o molli;
2 ma è penitenza quando nel modo si sottrae al conveniente e quanto più tanto meglio; purché la persona non si indebolisca e non ne segua notevole infermitàb.
3 Tanto meno ci si privi del sonno conveniente, a meno che non si abbia la viziosa abitudine di dormire troppo, in modo da giungere al giusto mezzoc.
a 210-217; b 83,2. 86,2. 89,5. 129. 213; c 213. 229. 350.
[85] Il terzo: castigare la carne, infliggendole cioè dolore sensibile, che si provoca portando cilici o corde o fili di ferro sulle carni, flagellandosi o ferendosi; e altri tipi di asprezze.
[86] 1 Nota. Quel che sembra più conveniente e più sicuro nella penitenza è che il dolore sia sensibile nella carne, e non penetri nelle ossa; in modo che dia dolore e non infermità.
2 Sembra perciò che sia più conveniente flagellarsi con corde sottili, che danno dolore esterno, anziché in altra maniera che produca all'interno notevole infermitàa.
a 83,2. 84,2. 89,5. 129. 213.
[87] 1 La prima nota è che le penitenze esterne si fanno principalmente per tre fini: il primo, per riparazione dei peccati passati;
2 il secondo, per vincere se stessoa, cioè perché la sensualità obbedisca alla ragione e tutte le parti inferiori siano più soggette alle superiori;
3 il terzo, per cercare e trovare qualche grazia o dono che si vuole e si desidera, per esempio se si desidera avere interna contrizione dei propri peccati,
4 o piangere molto su di essib o sulle pene e dolori che Cristo nostro Signore soffriva nella sua passionec, o per la soluzione di qualche dubbio in cui ci si trovad.
a 21; b 55. 84,2; c 193. 203. 316,3; d 319.
[88] 1 La seconda: bisogna avvertire che la prima e la seconda nota complementare si devono osservare per gli esercizi della mezzanotte e dell'alba, non in quelli che si fanno in altri tempi;
2 la quarta nota non si osserverà mai in chiesa davanti ad altri, ma in privatoa, come in casa, ecc.
a 27. 76.
[89] 1 La terza, quando la persona che si esercita non trova ancora quello che desideraa, come lacrime, consolazioni, ecc.b, spesso giova fare cambiamenti nel mangiare, nel dormire e in altri modi di fare penitenzac;
2 in modo che si vari, facendo due o tre giorni penitenza, e per altri due o tre no; perché ad alcuni conviene fare più penitenza e ad altri meno.
3 Anche perché molte volte tralasciamo di fare penitenza mossi da amore sensuale e dal giudizio erroneo che il fisico non possa tollerarla senza notevole infermitàd;
4 altre volte, al contrario, ne facciamo troppa pensando che il corpo possa tollerarla.
5 Siccome Dio nostro Signore conosce infinitamente meglio la nostra natura, molte volte in questi cambiamenti fa sentiree a ciascuno quello che convienef.
a 4,5-7. 11. 130. 133,1; b 48,2-3. 55. 87. 316,3; c 319; d 83,2. 84,2. 129. 213; e 2,4. 62. 63. 65,4. 109. 179,3. 184. 313. 345. 352; f 213. 318,1. 336,6.
[90] La quarta: l'esame particolare si faccia per togliere difetti e negligenze circa esercizi e note complementari; e così nella seconda, terza e quarta settimana.