Seconda Settimana [91-189]
SECONDA SETTIMANA
[91] 1 LA CHIAMATA DEL RE TEMPORALE
AIUTA A CONTEMPLARE LA VITA DEL RE ETERNO
2 La preghiera preparatoria sia la solitaa.
3 Il primo preludio: composizione vedendo il luogob. Qui sarà vedere, con la vista dell'immaginazione, sinagoghe , città e borgate attraverso le quali Cristo nostro Signore predicava.
4 Il secondo: domandare la grazia che voglio. Qui sarà chiedere grazia a nostro Signore perché io non sia sordo alla sua chiamata, ma pronto e diligentec nel compiere la sua santissima volontà.
a 46; b 47. 103. 112. 151. 232; c 5.
[92] [Prima parte.] Primo punto: porre davanti a me un re umano, eletto direttamente da Dio nostro Signore, cui prestano riverenza e obbediscono tutti i principi e tutti gli uomini della cristianità.
[93] 1 Il secondo: osservare come questo re parla a tutti i suoi dicendo:
2 "È mia volontà conquistare tutto il territorio degli infedeli; pertanto, chi vorrà venire con me dovrà contentarsi di mangiare come mangio io, e così di bere, vestire, ecc.;
3 similmente deve lavorare con me di giorno e vegliare di notte, ecc.;
4 perché, così, dopo, abbia parte con me nella vittoria, come l'ha avuta nelle fatiche"a.
a 95,5.
[94] 1 Il terzo: considerare che cosa devono rispondere i buoni sudditi a un re tanto liberale e tanto umano;
2 di conseguenza, se qualcuno non accettasse la richiesta di un simile re, quanto sarebbe degno di essere vituperato da tutto il mondo e ritenuto perverso cavalierea.
a 74. 96.
[95] 1 La seconda parte di questo esercizio consiste nell'applicare il precedente esempio del re temporale a Cristo nostro Signore, secondo i tre punti detti.
2 Quanto al primo punto, se prendiamo in considerazione tale chiamata del re temporale ai suoi sudditi,
3 quanto più degno di considerazione è il vedere Cristo nostro Signore, re eterno, e davanti a lui tutto l'intero universoa; al quale e a ciascuno in particolare rivolge la chiamatab dicendo:
4 "È mia volontà conquistare tutto il mondo e tutti i nemici, e così entrare nella gloria del Padre mioc;
5 pertanto, chi vorrà venire con med deve faticare con me, perché seguendomi nella penae mi segua anche nella gloria"f.
a 102. 145; b 137; c 145; d 93,2-4. 203; e 190ss; f 92. 218ss.
[96] Il secondo: considerare che tutti quelli che avranno giudizio e ragione offriranno tutte le loro persone alla faticaa.
a 94. 147. 159,2.
[97] 1 Il terzo: quelli che più vorranno lasciarsi coinvolgere e segnalarsi in ogni servizio del loro re eterno e Signore universalea, non solamente offriranno le loro persone al lavoro,
2 ma, andando controb la propria sensualità e contro il proprio amore carnale e mondanoc, faranno oblazioni di maggiored valore e di maggiore importanza, dicendo:
a 344; b 13,2. 16,2. 21. 157. 168. 189,10. 199. 217,3. 319. 325,5. 350. 351; c 9. 63; d 23,7. 109,2. 152. 155. 315,1. 331,2. 335,1.
[98] 1 "Eterno Signore di tutte le cose , io faccio la mia oblazionea con il vostro favore e aiutob, davanti alla vostra infinita bontà e davanti alla vostra Madre gloriosa, e a tutti i santi e sante della corte celestec:
2 io voglio e desidero ed è mia deliberata determinazioned, purché sia di vostro maggior servizio e lodee,
3 imitarvi nel sopportare ogni ingiuria e ogni vituperio e ogni povertà, sia attuale sia spiritualef,
4 se la vostra santissima maestà vorrà eleggermi e ricevermi in tale vita e stato"g.
a 5. 234,3; b 43. 61,3; c 151. 232; d 23,7. 25,2. 164. 167; e 155. 166. 167; f 104. 116. 146. 147. 157. 167; g 146.
[99] Prima nota. Questo esercizio si farà due volte al giorno, cioè al mattino appena alzati e un'ora prima di pranzo o di cena.
[100] Seconda. Nella seconda settimana e anche in seguito, giova molto leggere alcuni brani dei libri De imitatione Christi o dei vangelia o delle vite di santi.
a 78. 127. 130. 202. [101] 1 IL PRIMO GIORNO:
LA PRIMA CONTEMPLAZIONE
È SULL'INCARNAZIONEa
COMPRENDE LA PREGHIERA PREPARATORIA TRE PRELUDI TRE PUNTI E UN COLLOQUIO
a 262.
2 La consueta preghiera preparatoriaa.
a 46.
[102] 1 Il primo preludio è richiamare la storia del mistero che devo contemplarea: come le tre divine Persone osservano tutta la superficie o rotondità di tutto il mondo piena di uominib;
2 come, vedendo che tutti scendevano all'infernoc, decidono nella loro eternità che la seconda Persona si faccia uomo, per salvare il genere umano;
3 e così, giunta la pienezza dei tempi , inviano l'angelo san Gabriele a nostra Signorad.
a 2,1; b 95,3. 145; c 71;d 362.
[103] 1 Il secondo: composizione vedendo il luogoa. Qui sarà vedere la grande capacità e rotondità del mondo, dove vivono tante genti tanto diverse;
2 allo stesso modo, poi, in particolare la casa e le stanze di nostra Signora nella città di Nazaret, nella provincia di Galilea.
a 47. 91. 112. 151. 220. 232.
[104] Il terzo: domandare quello che voglio. Qui sarà chiedere conoscenza interiore del Signore, che per me si è fatto uomoa, perché piùb lo ami e lo segua.
a 193. 203; b 109,2. 113. 139.
[105] 1 Nota. Qui conviene notare che questa stessa orazione preparatoria, com'è stata dettata fin dall'inizio, senza cambiarla,
2 e gli stessi tre preludi si devono fare in questa settimana e nelle altre seguenti, modificando la forma secondo la materia trattataa.
a 49. 159,2
[106] 1 Il primo punto è vedere le persone, le une e le altre.
Primo, quelle della faccia della terra, in tanta diversità tanto nei vestiti quanto nei gesti:
2 alcuni bianchi e altri neri, alcuni in pace e altri in guerra, alcuni che piangono e altri che ridono, alcuni sani e altri infermi, alcuni che nascono e altri che muoiono, ecc.;
3 secondo, vedere e considerare come le tre Persone divine, sedute sul loro soglio regale o trono di sua divina maestà, guardanoa tutta la superficie ricurva della terra, e tutte le genti in tanta cecità, e come queste muoiono e scendono nell'inferno;
4 terzo, vedere nostra Signora e l'angelo che la saluta e riflettere per ricavare frutto da tale vistab.
a 75; b 107. 108. 114-116. 122-125. 194.
[107] 1 Il secondo: udire quello che dicono le persone sulla faccia della terra, come cioè parlano tra loro, come giurano e bestemmiano, ecc.;
2 similmente quello che dicono le Persone divine, cioè: "Facciamo la redenzione del genere umano", ecc.;
3 e poi quello che dicono l'angelo e nostra Signora; e dopo riflettere, per ricavare frutto dalle loro parolea.
a 106. 108. 114-116. 122-125. 194.
[108] 1 Il terzo: osservare poi quello che fanno le persone sulla faccia della terra, così come ferire, ammazzare, andare all'inferno, ecc.;
2 similmente quello che fanno le Persone divine, operando cioè la santissima incarnazione, ecc.;
3 allo stesso modo quello che fanno l'angelo e nostra Signora, cioè l'angelo che svolge il suo ufficio di messaggero, e nostra Signora si umilia e rende grazie alla divina maestà;
4 dopo, riflettere per ricavare qualche frutto da ciascuna di queste cose.
[109] 1 Infine si deve fare un colloquioa, pensando a quello che devo dire alle tre Persone divine, o al Verbo eterno incarnatob, o alla Madre e Signora nostra,
2 chiedendo, secondo quello che sentiròc in me, di seguire e imitared di piùe il Signore nostro, appena incarnatof; dire un Pater noster.
a 54. 61. 63. 157. 199. 225; b 53,1; c 2,4. 62. 63. 65,4. 89,5. 179,3. 184. 313. 345. 352; d 98. 104.130; e 23,7. 97. 152. 155. 315,1. 331,2. 335,1; f 114,1.
[110] 1 LA SECONDA CONTEMPLAZIONE
È SULLA NATIVITÀ
2 La stessa preghiera preparatoriaa.
a 46.
[111] 1 Il primo preludio è la storia. Qui sarà ricordare come da Nazaret partirono nostra Signora incinta di quasi nove mesi, seduta, come si può piamente meditare , in groppa a un'asina,
2 e Giuseppe e un'ancella, conducendo un bue, per andare a Betlemme a pagare il tributo che Cesare impose in tutte quelle terrea.
a 264.
[112] 1 Il secondo è la composizione vedendo il luogoa. Qui sarà vedere, con la vista dell'immaginazione, la strada da Nazaret a Betlemmeb, considerando la lunghezza, la larghezza, e se tale cammino sia piano o se per valli o pendii;
2 similmente, osservando il luogo o grotta della natività , vedere quanto sia grande, piccolo, basso, alto, e come era sistemato.
a 47. 91. 103; b 158. 192. 202.
[113] Il terzo sarà lo stesso e con la stessa forma della precedente contemplazionea.
a 104-105.
[114] 1 Il primo punto è vedere le persone: vedere cioè nostra Signora e Giuseppe e l'ancella e il bambino Gesù, dopo che è nato;
2 facendomi io poverello e indegno servitorello che li guarda, li contempla e li serve nelle loro necessità come se fossi presentea, con ogni possibile rispetto e riverenza;
3 e dopo riflettere in me stesso per ricavare qualche fruttob.
a 109,2; b 106-108. 115. 116. 122. 125. 194.
[115] Il secondo, osservare, notare e contemplare quello che dicono; e, riflettendo in me stesso, ricavare qualche frutto.
[116] 1 Il terzo, guardare e considerare quello che fanno, com'è camminare e darsi da fare perché il Signore venga a nascere in somma povertà
2 e, dopo tante sofferenze di fame, sete, caldo e freddo, ingiurie ed oltraggi, muoia in croce. E tutto questo per mea.
3 Poi, riflettendo, ricavare qualche frutto spirituale.
a 98. 206.
[117] Terminare con un colloquio, come nella precedente contemplazionea, e con un Pater noster.
a 109. 225.
[118] 1 LA TERZA CONTEMPLAZIONE
SARÀ UNA RIPETIZIONE DEL PRIMO E SECONDO ESERCIZIO
2 Dopo la preghiera preparatoria e i tre preludi si farà la ripetizione del primo e secondo esercizio,
3 notando sempre alcune parti più importanti, dove la persona abbia sentita qualche conoscenza, consolazione o desolazionea, facendo alla fine anche un colloquio e dicendo un Pater noster.
a 6,1-2. 62,2. 227,3. 254. 313ss.
[119] In questa ripetizione e in tutte le seguenti si seguirà lo stesso ordine che si seguiva nelle ripetizionia della prima settimana, mutando la materia e conservando la forma.
a 62. 159. 204. 227.
[120] LA QUARTA CONTEMPLAZIONE
SARÀ UNA RIPETIZIONE DELLA PRIMA E SECONDA CONTEMPLAZIONEa
NELLA MEDESIMA MANIERA IN CUI SI FECE
NELLA PRECEDENTE RIPETIZIONE
a 64. 128.
[121] 1 LA QUINTA CONTEMPLAZIONE
SARÀ UN APPLICARE I CINQUE SENSIa
SOPRA LA PRIMA E SECONDA CONTEMPLAZIONE
a 133. 204. 227.
2 Dopo la preghiera preparatoria e i tre preludi, giova ripercorrere con i cinque sensi dell'immaginazione la prima e seconda contemplazione, nel modo seguente :
[122] Il primo punto è vedere le persone con la vista immaginativa, meditando e contemplando in particolare le circostanze in cui si trovano, e ricavando qualche frutto da tale vistaa.
a 106-108. 114-116. 122-124. 194.
[123] Il secondo, udire con l'udito quello che dicono o possono dire e riflettendo in se stesso ricavarne qualche frutto.
[124] 1 Il terzo, odorare e gustare, con l'odorato e con il gusto, l'infinita soavità e dolcezza della divinitàa, dell'anima e delle sue virtù e di tutto, secondo la persona che si contempla;
2 riflettere in se stesso e ricavarne frutto.
a 223.
[125] Il quarto, toccare con il tatto, per esempio abbracciare e baciare i luoghi dove tali persone camminano e siedono; sempre procurando di ricavarne frutto.
[126] Si deve concludere con un colloquio, come nella prima e seconda contemplazionea, e con un Pater noster.
a 109. 117. 225.
[127] 1 Prima nota. Per tutta questa settimana e le altre seguenti leggere soltanto il mistero della contemplazione che devo fare subito dopoa;
2 in modo che, nel frattempo, non legga alcun mistero che non sia da contemplare in quel giorno o in quell'ora, affinché la considerazione di un mistero non disturbi quella di un altrob.
a 11; b 78. 100. 130. 206.
[128] 1 La seconda. Il primo esercizio dell'incarnazione si farà a mezzanotte; il secondo all'alba; il terzo all'ora della messa; il quarto all'ora dei vespria e il quinto prima dell'ora di cena;
2 soffermandosi per un'ora in ciascuno dei cinque esercizib; e il medesimo ordine si osserverà in tutto il seguito.
a 64. 120; b 12. 72. 133. 148. 159. 205. 227. 255.
[129] 1 La terza. Se la persona che fa gli esercizi è anziana o debole, o se, benché forte, è rimasta in qualche modo debilitata dalla prima settimana,
2 è meglio che in questa seconda settimana, almeno alcune volte, senza alzarsi a mezzanottea, faccia una contemplazione la mattina, una all'ora della messa e un'altra prima di pranzo,
3 e una ripetizione su di esse all'ora dei vespri, e dopo applichi i sensi prima di cena.
a 83,2. 84,2. 86,2. 89,5. 213.
[130] 1 La quarta. In questa seconda settimana, di tutte le dieci note complementari di cui si è detto nella prima settimanaa bisogna modificare la seconda, la sesta, la settima e, in parte, la decima.
2 Quanto alla secondab, appena sveglio, mi rappresenterò la contemplazione che devo fare, desiderando di conoscere di più il Verbo incarnato per servirlo e seguirlo di piùc.
3 E la sestad sarà richiamare frequentemente alla memoria la vita e i misteri di Cristo nostro Signore, incominciando dalla sua incarnazione fino al punto o mistero che sto contemplandoe.
4 E la settimaf sarà di avvalersi dell'oscurità o della luce, del buono o del cattivo tempo tanto quanto la persona che si esercita sentirà essergli di vantaggio e aiuto per trovare quello che desiderag.
5 E quanto alla decima notah, chi si esercita deve regolarsi secondo i misteri che contempla, perché alcuni richiedono penitenza e altri noi.
6 Di maniera che si facciano tutte le dieci note aggiuntive) con molta attenzionel.
a 73ss; b 74. 206. 229; c 104. 109,2; d 78. 206. 229; e 78. 100. 127. 206; f 23,4. 79. 229; g 4,5-7. 11. 89. 133; h 82. 229; i 23,4; l 90. 96.
[131] 1 La quinta nota. In tutti gli esercizi, eccetto in quelli della mezzanotte e del mattino, si farà l'equivalente della seconda nota complementarea nel modo seguente:
2 appena mi ricordo che è l'ora di fare l'esercizio, prima di andare considererò dove vado e dinanzi a chi,
3 riassumerò un poco l'esercizio che sto per fare, e poi, attenendomi alla terza nota complementareb, entrerò nell'esercizio.
a 74. 239,1; b 75.
[132] 1 IL SECONDO GIORNO, prendere per prima e seconda contemplazione la presentazione al tempioa e la fuga come in esilio in Egittob;
2 e su queste due contemplazioni si faranno due ripetizioni e si applicheranno i cinque sensi su di esse, come si è fatto il giorno precedente.
a 268; b 268.
[133] 1 Nota. Alcune volte, anche se chi si esercita è robusto e dispostoa, giova variare, da questo secondo giorno fino al quarto incluso, per meglio trovare quello che si desiderab,
2 fare solo una contemplazione all'alba e un'altra all'ora di messa, e ripeterle all'ora dei vespri; e applicare i sensic prima di cenad.
a 129; b 4,5-7. 11. 89. 130,4; c 121. 204. 227; d 72. 128. 205. 227.
[134] IL TERZO GIORNO, contemplare come il bambino Gesù era obbediente ai suoi genitoria a Nazaret, e come poi lo trovarono nel tempiob; e così fare dopo le due ripetizionic e applicare i cinque sensi.
a 271; b 272; c 148. 204.
[135] 1 PREAMBOLO
PER CONSIDERARE GLI STATI
2 Abbiamo considerato ormai l'esempio che Cristo nostro Signore ci ha dato per il primo stato , che consiste nell'osservanza dei comandamenti, quando egli era sotto l'obbedienza ai suoi genitori,
3 e così pure per il secondo stato, che è di perfezione evangelica , quando per attendere al puro servizio del suo eterno Padre rimase nel tempio, lasciando suo padre adottivo e sua madre naturale.
4 Contemplando contemporaneamente la sua vita, cominceremo a investigare e domandarci in quale vita o stato sua divina maestà vuole servirsi di noia.
5 E così, come introduzione a questo, nel primo esercizio che segue vedremo l'intenzione di Cristo nostro Signore e, al contrario, quella del nemico della natura umanab;
6 e come dobbiamo disporci per arrivare alla perfezione in qualsiasi stato o genere di vita che Dio nostro Signore ci darà di scegliere.
a 1,3. 5. 15,3; b 136. 335,7. 326,4-6. 327. 333.
[136] 1 IL QUARTO GIORNO, meditazione delle due bandiere, l'una di Cristo sommo capitano e Signore nostro, l'altra di Lucifero mortale nemico della nostra umana naturaa
[MEDITAZIONE SULLE DUE BANDIERE]
2 La solita preghiera preparatoriab.
a 135,5. 325,7. 327; b46.
[137] Il primo preludio è la storia. Sarà qui come Cristo chiama e vuole tuttia sotto la sua bandiera e Lucifero al contrario sotto la sua.
a 95,3.
[138] 1 Il secondo: composizione vedendo il luogo. Sarà qui vedere di tutta quella regione di Gerusalemme come un grande campoa, dove il sommo capitano generale dei buoni è Cristo nostro Signore;
2 e nella regione di Babilonia com'è l'altro campo, dove il capo dei nemici è Lucifero.
a 140. 144. 327.
[139] 1. Il terzo: chiedere quello che voglio. Sarà qui chiedere conoscenza degli inganni del cattivo capo e aiuto per guardarmene;
2 e conoscenza della vita vera cheil sommo e vero capitanoa indica e grazia per imitarlob.
a 313-336; b 104.
[140] Il primo punto è immaginare il capo di tutti i nemicia come se sedesse in una grande cattedra di fuoco e di fumo, in quel grande campob di Babilonia, con aspetto orribile e spaventosoc.
a 327; b 138. 144. 327; c 329,1. 333,2-4. 349,2-3.
[141] 1 Il secondo, considerare come fa appello a innumerevoli demoni, e come li sparge gli uni in questa città, gli altri in un'altra città
2 e così per tutto il mondo, non tralasciando province, luoghi, stati, né persona alcuna in particolare.
[142] 1 Il terzo, considerare il discorso che fa loro, e come li ammonisce perché gettino reti e catene.
2 Innanzitutto devono tentare con la cupidigia delle ricchezze, come avviene nella maggior parte dei casi , perché più facilmente giungano a vano onore del mondo, e poi a grande superbia;
3 di modo che il primo gradino sia quello delle ricchezze, il secondo quello dell'onore e il terzo quello della superbia, e da questi tre gradini induce a tutti gli altri vizi.
[143] Così al contrario si deve immaginare del sommo e vero capitano, che è Cristo nostro Signore.
[144] Il primo punto è considerare come Cristo nostro Signore si pone in un grande campoa di quella regione di Gerusalemme, in luogo umile, bello e grazioso .
a 138. 140. 327.
[145] Il secondo, considerare come il Signore di tutto il mondo sceglie tante persone, apostoli, discepoli, ecc., e li invia per tutto il mondo a spargere la sua sacra dottrina tra persone di ogni stato e condizionea.
a85,4. 102.
[146] 1 Il terzo, considerare il discorso che Cristo nostro Signore fa a tutti i suoi servi e amici, che invia per tale missione ,
2 raccomanda loro di volere aiutare tuttia portandoli: primo, a somma povertà spirituale
3 e, se sua divina maestà fosse servita e li volesse eleggereb, non meno alla povertà attuale;
4 secondo, al desiderio di ignominie e disprezzic, perché da queste due cose deriva l'umiltà;
5 di modo che tre siano i gradini: il primo, povertà contro la ricchezza; il secondo, ignominia o disprezzo contro l'onore mondano; il terzo, umiltà contro la superbia;
6 e da questi tre gradini inducano a tutte le altre virtù.
a 98; b135,3. 147. 157. 168. c 98. 116. 167.
[147] 1 Un colloquioa con nostra Signora perché mi ottenga da suo Figlio e Signore la grazia di essere ricevuto sotto la sua bandiera :
2 primo, in somma povertà spirituale e non meno nella povertà attuale, se sua divina maestà fosse servita e mi volesse scegliere e ricevere;
3 secondo, nel sopportare ignominie e ingiurie, per più imitarlo in essi , purché possa sopportarli senza peccato di persona alcuna né dispiacere di sua divina maestàb; e con questo un'Ave Maria.
4 Secondo colloquio. Chiedere le stesse cose al Figlio, perché me l'ottenga dal Padre; e con questo dire Anima Christi.
5 Terzo colloquio. Chiedere altrettanto al Padre, perché me lo conceda; e dire un Pater noster.
a 62. 64. 148,2. 156. 159,3; b 96. 98.
[148] 1 Nota. Questo esercizio si farà a mezzanotte, e poi un'altra volta al mattino, e si faranno due ripetizionia dello stesso, all'ora della messa e all'ora dei vespri,
2 terminando sempre con i tre colloqui: con nostra Signora, con il Figlio e con il Padreb;
3 e l'esercizio delle Categorie che segue, un'ora prima di cenare.
a 134; b 147. 149. 159
[149] 1 LO STESSO QUARTO GIORNO si faccia la meditazione delle tre categorie di persone per abbracciare il meglioa.
[MEDITAZIONE SULLE TRE CATEGORIE DI PERSONE]
2 La solita preghiera preparatoriab.
a 23,7. 152. 167; b 46.
[150] 1 Il primo preludio è la storia: riguarda tre categorie di uomini, ciascuna delle quali ha guadagnato diecimila ducati non puramente o pienamente per amore di Dioa,
2 e vogliono tutti salvarsi e trovare in pace Dio nostro Signore, togliendosi il peso e l'impedimento che hanno per questo, nell'affetto della cosa acquisita.
a 1,3. 16,2. 21. 169,5. 172. 174.
[151] Il secondo, la composizione vedendo il luogoa. Sarà qui vedere me stesso, come sto davanti a Dio nostro Signore e a tutti i suoi santib, per desiderare e conoscere quello che sia più gradito alla sua divina bontàc.
a 47. 91. 103. 112. 232; b 98,1. 232; c 23,7. 155. 169,6.
[152] Il terzo, domandare quello che voglio. Qui sarà chiedere la grazia per scegliere quello che più sia a gloria di sua divina maestàa e salvezza dell'anima miab.
a 23,7. 97. 109,2. 155. 315,1. 331,2; b 23,7. 149. 167. 233.
[153] La prima categoria vorrebbe liberarsi dell'affetto che ha per la cosa acquisita, per trovare in pace Dio nostro Signore e potersi salvare; e non pone i mezzi in atto fino all'ora della mortea.
a 169,5.
[154] 1 La seconda vuole liberarsi dell'affetto, ma vuole liberarsene in modo tale da conservare la cosa acquisita, così che sia Dio ad andare là dove egli vuolea;
2 e non si decide a disfarsene per andare a Dio, anche se questo fosse lo stato migliore per lui.
a 169,3-7.
[155] 1 La terza vuole liberarsi dell'affetto, ma vuole liberarsene in modo tale da non aver neppure affezione a tenere la cosa acquisita o non tenerla,
2 ma vuole soltanto volerla o non volerla secondo che Dio nostro Signore gli metterà nella volontàa e a tale persona sembrerà meglio per servizio e lode di sua divina maestàb;
3 e, nel frattempo, vuole fare come se lasciasse tutto affettivamente, sforzandosi di non volere né quello né alcuna altra cosa se non lo muova unicamente il servizio di Dio nostro Signorec;
4 in maniera che il desiderio di poter megliod servire Dio nostro Signore lo muova a prendere la cosa o lasciarlae.
a 15,3. 180,1. 184; b 46. 169,2; c 16,5. 46. 98. 177. 184; d 23,7. 97. 109,2. 151. 152. 315,1. 331,2; e 23,7. 169.
[156] Fare gli stessi tre colloqui che si sono fatti nella precedente contemplazione delle due bandierea.
a 62. 64. 147. 148. 159,3. 168.
[157] 1 Notaa.Quando noi sentiamo affetto o ripugnanza contro la povertà attuale, quando non siamo indifferenti alla povertà o alla ricchezza,
2 per spegnere tale affetto disordinato giova molto chiedere nei colloqui (sebbene sia contro la carne ) che il Signore lo scelga nella povertà attualeb;
3 e questo egli vuole, chiede e supplicac, a condizione che sia di servizio e lode di sua divina bontàd.
a 199; b 98,2; c 13,2. 16,2. 97. 168. 217,3. 319. 325,5. 350. 351; d 98,4.
[158] IL QUINTO GIORNO: contemplazione sulla partenza di Cristo nostro Signore da Nazaret al fiume Giordanoa, e come fu battezzatob.
a 112. 192. 202; b 273.
[159] 1 Prima nota. Questa contemplazione si farà una volta a mezzanotte e un'altra volta al mattino, e su di essa due ripetizioni, all'ora della messa e dei vespri, e prima di cena applicare su di essa i cinque sensia;
2 premettendo, in ciascuno di questi esercizi, la solita orazione preparatoria e i tre preludib, secondo tutto ciò che è stato spiegato nella contemplazione dell'Incarnazione e della Nativitàc,
3 e terminando con i tre colloquid delle tre categoriee, o secondo la nota che viene dopo le categorief.
a 62. 119. 204. 227; b 49. 105; c 101-117; d 62. 147. 156; e 147; f 157. 168. 199,4.
[160] Seconda nota. L'esame particolare, dopo pranzo e dopo cena si farà sopra le mancanze e negligenze circa gli esercizi e note complementari di questo giorno; e così in quelli che seguonoa.
a 6,1-2. 90. 130. 207.
[161] 1. IL SESTO GIORNO: contemplazione su come Cristo nostro Signore andò dal fiume Giordano al deserto incluso a; osservando in tutto la stessa forma del quinto.
a 274.
2. IL SETTIMO GIORNO: come sant'Andrea e altri seguirono Cristo nostro Signorea.
a 275.
3. L'OTTAVO: discorso della montagna, che quello delle otto beatitudinia.
a 278.
4. IL NONO: come Cristo nostro Signore apparve ai suoi discepoli sulle onde del marea.
a 280.
5. IL DECIMO: come il Signore predicava nel tempioa.
a 288.
6. L'UNDICESIMO: risurrezione di Lazzaroa.
a 285.
7. IL DODICESIMO: giorno delle palmea.
a 287.
[162] 1 La prima nota. Nelle contemplazioni di questa settimana, secondo il tempo che ciascuno vuole dedicarvi o secondo il frutto che farà, si può allungare o abbreviarea.
2 Se si allungano, prendere i misteri della visita di nostra Signora a santa Elisabettab, i pastoric, la circoncisione del bambino Gesùd, i tre ree, e altri ancora;
3 se si abbreviano, tralasciare anche alcuni di quelli proposti. Con ciò infatti si vuol dare un'introduzione e un metodo per poi meglio e più compiutamente contemplaref.
a 4,5-7. 8. 9. 10. 17,3. 72. 209,6. 226,5; b 263; c 265; d 266; e 267; f 228. 238,3. 261.
[163] La seconda. La materia delle scelte a si comincerà dalla contemplazione di Nazaret al Giordano incluso, corrispondente al quinto giornob, secondo che si dichiara nel seguito.
a 169ss; b 158.
[164] 1 La terza. Prima di entrare nelle scelte, per affezionarsia alla vera dottrina di Cristo nostro Signore
2 giova molto considerare e fare attenzione sui seguenti tre gradi di umiltà , considerandoli a intervalli per tutto il giornob,
3 e similmente facendo i colloqui, secondo quanto avanti si diràc.
a 5. 98,2. 234,1-2; b 208; c 168.
[CONSIDERAZIONE SUI TRE GRADI DI UMILTÀ]
[165] 1 Il primo modo grado di umiltà è necessario per la salvezza eterna, cioè che mi abbassi e mi umilii tanto quanto mi sia possibilea, perché in tutto obbedisca alla legge di Dio nostro Signore,
2 di modo che, anche se mi facessero padrone di tutte le cose create in questo mondo, neppure per la mia vita temporale mi metta a deliberare di trasgredire un comandamento sia divino sia umano, che mi obblighi a peccato mortale.
a 324,1.
[166] 1 Il secondo è umiltà più perfetta della prima, se, cioè, io mi trovo in tale disposizione che non voglio né mi affeziono più a tenere ricchezza che povertà, a cercare più onore che disonore, a desiderare più vita lunga che brevea,
2 essendo uguale il servizio di Dio nostro Signore e la salvezza dell'anima miab; e con ciò, né per tutto il creato e neppure se mi togliessero la vita, mi metta a deliberare di fare un peccato veniale.
a 16. 23,5-6. 157. 170. 179; b 98,2. 167.
[167] 1 Il terzo è umiltà perfettissima, quando, cioè, includendo la prima e la seconda, ed è di uguale lode e gloria della divina maestàa,
2 per imitare e assomigliare più attualmente a Cristo nostro Signore
3 voglio e scelgob piuttosto povertà con Cristo povero che ricchezza, piuttosto ignominie con Cristo pieno di esse che onori,
4 e desidero più di essere stimato insensato e folle per Cristo, il quale per primo fu ritenuto tale, che saggio e prudente in questo mondoc.
a 98,2. 166; b 98. 116. 146; c 98. 146.
[168] 1 Nota. Così, per chi desidera ottenere questa terza umiltà giova molto fare i tre sopradetti colloqui delle categoriea,
2 chiedendo che il Signore nostro voglia sceglierlo per questa terza, maggiore e migliore umiltàb, al fine di imitarlo e servirlo di più, se fosse di uguale o maggiore servizio e lode di sua divina maestà.
a 147. 157. 159,3. 199,4; b 13,2. 16. 97. 199. 217,3. 319. 325,5. 350. 351.
[169] 1 PREAMBOLO
PER FARE UNA SCELTA
2 Primo punto . In ogni buona scelta, in quanto dipende da noi, l'occhio della nostra intenzione dev'essere semplicea, avendo di mira unicamente il fine per cui sono creato, cioè per lode di Dio nostro Signore e salvezza dell'anima miab;
3. e così qualunque cosa io scelga dev'essere tale da aiutarmi a conseguire il fine per cui sono creato, senza subordinare né tirare il fine al mezzo, ma il mezzo al fine.
4. Accade infatti che molti prima scelgano di sposarsi, il che è mezzo, e poi di servire Dio nostro Signore nel matrimonio, mentre servire Dio è finec. Similmente vi sono altri che prima vogliono avere beneficid e poi servire Dio in essie.
5. Di modo che questi non vanno diritti a Dio, ma vogliono che Dio venga diritto alle loro affezioni disordinatef; e di conseguenza, fanno del fine il mezzo e del mezzo il fine. Sicché quello che dovevano prendere per primo, prendono per ultimog.
6. Prima infatti dobbiamo prefiggerci il voler servire Dio, che è il fine, e secondariamente prendere beneficio o sposarmi se più mi conviene, che è mezzo per il fine;
7. così nessuna cosa deve muovermi a prendere tali mezzi o a privarmi di essi, se non soltanto il servizio e lode di Dio nostro Signore e salvezza eterna dell'anima miah.
a 172,4; b 16,2. 23,2. 80. 155,3. 177. 179,1. 181. 184. 339; c 179. 181. 185; d 16,2. 171; e 179. 181. 185; f 1,3. 16,2. 21. 150,2. 172; g 153; h 1,3. 23. 179,3. 189,5. 233.
[170] 1 PER PRENDERE CONOSCENZA
SU QUALI COSE SI DEBBA FARE SCELTA
CONTIENE IN SÉ QUATTRO PUNTI E UNA NOTA
2 Primo punto. È necessario che ogni cosa di cui vogliamo fare scelta sia indifferente o buona in sé, rientri nell'ambito della santa madrea Chiesa gerarchicab e non sia cattiva né in opposizione ad essa.
a 353. 363,5. 365,3; b 177,2. 352-370.
[171] 1 Secondo. Ci sono cose che sono soggette a scelta immutabile, come sacerdozio e matrimonio, ecc.;
2 altre che sono soggette a scelta mutabile, come prendere beneficia o lasciarli, prendere beni temporali o rifiutarli.
a 16,2. 169.
[172] 1 Terzo. Quando è già stata fatta la scelta in materia immutabile, non c'è più da scegliere, perché non si può sciogliere; così com'è matrimonio, sacerdozio, ecc.
2 C'è solo da osservare che se la persona non ha fatto una scelta debitamente e ordinatamente senza affetti disordinatia, se ne penta e procuri di condurre buona vita nella sua scelta;
3 questa scelta tuttavia non sembra sia vocazione divina perché è scelta disordinata e obliquab; molti infatti in questo errano, facendo di scelta obliqua o cattiva vocazione divina ;
4 perché ogni vocazione divina è sempre pura e limpidac, senza interferenze di amore carnale o di altro affetto disordinatod.
a 169,3-7; b 1,3. 16,2. 21. 150,2. 169,5; c 169,2; d 173.
[173] 1 Quarto. Se qualcuno ha fatto scelta di cose che sono soggette a scelta mutabile, debitamente e ordinatamente, e senza aderire alla carne né al mondoa,
2 non c'è motivo perché faccia una nuova scelta, ma in quella si perfezioni quanto potrà.
a 172,4.
[174] 1 Nota. Bisogna notare che, se tale scelta mutabile non è stata sincera e bene ordinataa,
2 allora giova rifarla nella maniera dovuta, se si desidera che da essa provengano frutti notevoli e molto graditi a Dio nostro Signore.
a 150,2.
[175] 1.TRE TEMPI
PER FARE SANA E BUONA SCELTA IN CIASCUNO DI ESSI
2. Il primo tempo è quando Dio nostro Signore così muove e attrae la volontà che, senza dubitare né poter dubitare, l'anima devotaa segue quello che le è mostrato,
3. così come fecero san Paolo e san Matteo nel seguire Cristo nostro Signore.
a 330,1.
[176] Il secondo, quando si acquista sufficiente chiarezza e conoscenza per esperienza di consolazioni e desolazionia, e per esperienza di discernimento dei vari spiritib,
a 6; b 313-336. 345-351.
[177] 1 Il terzo tempo è tempo tranquillo. Si ha quando la persona considerando prima perché è nato l'uomo, cioè per lodare Dio nostro Signore e salvare la propria animaa,
2 e questo desiderando, sceglie come mezzo un genere di vita o uno stato entro i limiti della Chiesab, per essere aiutata nel servizio del proprio Signore e nella salvezza della propria animac.
3 Si ha tempo tranquillo quando l'anima non è agitata da vari spiriti e usa le sue facoltà naturali liberamente e tranquillamented.
a 16,5. 23,2. 155,3. 177. 179,1. 180. 181. 184; b 170. 352-370; c 20,7. 181s; d 16,5. 23,2. 169. 179,3. 180. 185. 189,5.
[178] 1 Se la scelta non si fa nel primo o secondo tempo, seguono, per questo terzo tempo, due modi di farla.
2 IL PRIMO MODO
PER FARE UNA BUONA E SANA SCELTA
COMPRENDE SEI PUNTI
3 Primo punto. Mettermi dinanzi la cosa su cui voglio fare scelta, così come un ufficio o beneficio da prendere o lasciare, o qualunque altra cosa che è soggetta a scelta mutabile.
[179] 1 Secondo. È necessario avere come obiettivo il fine per cui sono creato, che è per lodare Dio nostro Signore e salvare la mia animaa;
2 e con questo trovarmi liberob, senza alcun affetto disordinato, in modo da non essere inclinato o affezionato più a prendere la cosa proposta che a lasciarla, né più a lasciarla che a prenderla;
3 ma in modo che mi trovi come nel mezzo di una bilanciac, per seguire quello che sentiròd essere più a gloria e lode di Dio nostro Signore e per la salvezza della mia animae.
a 16,5. 23,2. 169. 177. 180. 181. 185. 189,5; b 16. 23,5-6. 157. 166. 170. 342; c 15,5-6; d 2,4. 62. 63. 65,4. 89,5. 109. 184. 313. 345. 352; e 339.
[180] 1. Terzo. Chiedere a Dio nostro Signore che voglia muovere la mia volontàa e mettere nella mia anima quello che io devo fare, circa la cosa proposta, che sia di maggiore lode e gloria suab,
2. riflettendo bene e fedelmente con la mia intelligenza, e scegliendo secondo la sua santissima e benevola volontàc.
a 15,3. 155,1-2. 184; b 16,5. 23,2. 169. 177. 181. 185.189,5; c 5. 234,5.
[181] 1 Quarto. Considerare, ragionandoa, quanti vantaggi o utilità mi provengono nel tenere l'ufficio o beneficio proposto, solo per la lode di Dio nostro Signore e la salvezza della mia animab;
2 e, al contrario, considerare ugualmente gli svantaggi e i pericoli che ci sono nel tenerlo.
3 Fare altrettanto nella seconda parte: considerare cioè i vantaggi e utilità nel non tenerlo, e similmente, al contrario, gli svantaggi e pericoli nel non tenerlo.
a 20,8. 177; b 16,5. 23,2. 169. 177. 179,3. 180. 185. 189,5.
[182] 1 Quinto. Dopo aver così ponderato e ragionatoa sotto ogni aspetto sopra la cosa proposta, osservare da quale parte la ragione inclina di più;
2 e così, secondo la maggiore mozione razionale e non secondo qualche mozione sensuale , si deve fare deliberazioneb sulla cosa proposta.
a 20,8. 177; b 183. 187.
[183] 1 Sesto. Fatta tale scelta o deliberazionea la persona che così l'ha fatta deve andare a pregare, con molta diligenza, davanti a Dio nostro Signore,
2 ed offrirgli tale scelta, perché sua divina maestà voglia riceverla e confermareb se è di sua maggior lode e servizio.
a 182,2. 187; b 188.
[184] 1 IL SECONDO MODO
PER FARE UNA SANA E BUONA SCELTA
COMPRENDE QUATTRO REGOLE E UNA NOTAa
2 La prima regola è che quell'amore che mi muove e mi fa scegliere la cosa discenda dall'alto, dall'amore di Diob;
3 in modo che colui che sceglie sentac prima in sé che quell'amore che più o meno ha per la cosa che sceglie è solo per il suo Creatore e Signored.
a 348-341; b15,3. 155,1-2. 180,1. 237. 338; c 2,4. 62. 63. 65,4. 89,5. 105. 179. 313. 335. 352. d 16,5. 23,7. 46. 155,3. 169,2.
[185] 1 Seconda regola. Pensare a un uomo che non ho mai visto né conosciuto e, desiderando io ogni sua perfezione, considerare quello che gli direi di fare e scegliere per la maggior gloria di Dio nostro Signore e maggiore perfezione della sua animaa.
2 Osservare la regola che pongo per l'altrob, facendo io altrettanto.
a 16,5. 23,2. 169. 177. 179. 180. 181; b 339.
[186] Terza regola. Immaginandomi in punto di morte, considerare il modo di procedere che allora vorrei aver tenuto nella maniera di fare la presente scelta e regolandomi su di essa, prendere coerentemente la mia decisionea.
a 340.
[187] 1 Quarta regola. Immaginando e considerando come mi troverò nel giorno del giudizio, pensare a come allora vorrei aver deliberatoa in merito alla cosa presente;
2 e la regola, che allora vorrei aver seguito, prenderla adesso per potermi troviare allora con piena soddisfazione e gaudiob.
a 182,2. 183; b 341.
[188] Nota. Adottate le suddette regole per la mia salute (G=salvezza) e quiete eterna, farò la mia elezione e oblazione a Dio nostro Signore, secondo il sesto punto del primo modo di fare elezionea.
a 183.
[189] 1 PER EMENDARE E RIFORMARE
IL PROPRIO GENERE E STATO DI VITA
2 Quanto a coloro che sono costituiti in prelatura o in matrimonio (sia che abbondino molto di beni temporali, sia che no), bisogna avvertire che
3 quando non hanno motivo o molto pronta volontà per scegliere delle cose che sono soggette a scelta mutabile,
4 è molto utile, invece di scegliere, dare modo di procedere per emendare e riformare il proprio genere e stato di vita di ciascuno di loroa;
5 ponendo cioè la loro esistenza, genere e stato di vita a lode e gloria di Dio nostro Signore e salvezza della propria animab.
6 Per raggiungere e conseguire questo fine, deve molto considerare e riconsiderare mediante gli esercizi e i modi di scegliere, secondo ciò che è stato spiegatoc,
7 quanta abitazione e quanti domestici debba tenere, come li debba dirigere e governare, come debba istruirli con la parola e con l'esempiod;
8 similmente dei suoi averi: quanto debba destinare alla propria famiglia e abitazione e quanto distribuire ai poveri e ad altre opere piee,
9 non volendo né cercando alcun'altra cosa che, in tutto e per tutto, una maggiore lode e gloria di Dio nostro Signore.
10 Pensi, infatti, ciascuno che tanto più progredirà in tutte le cose spirituali, quanto più uscirà dal proprio amore, volere e interessef.
a 343,2. 344,5-6; b 23,2. 169,2. 179,1. 180. 181; c 175. 188; d 344;e 344,5-6; f 16,2. 21. 97. 146. 147. 157. 167. 199.