![]() |
IV Centenario della Consacrazione della Chiesa del Gesł Nuovo 7 Ottobre 1601 - 7 Ottobre 2001 Pasquale Puca s.j. |
Nel mese di gennaio del 1552, guidati da P.Alfonso Salméron, uno dei primi compagni di Sant'Ignazio di Loyola, fondatore della Compagnia di Gesù (approvata da Papa Paolo III il 27 settembre 1540), dodici gesuiti s'insediarono a Napoli.
Dopo una prima sede provvisoria, si stabilirono nel centro antico di Napoli, sotto seggio di Nilo, nell'attuale via Giovanni Paladino. L'abitazione dei Padri diventa presto anche sede dei corsi da essi istituiti per gli studenti: inizialmente, di grammatica, umanità e retorica; poi anche di filosofia, matematica e teologia.
|
Nasce, così, il "Collegio Massimo" dei gesuiti: vera e propria Università; denominato Collegio del Gesù, dal nome dell'attigua Chiesa dove i Padri svolgevano il loro ministero sacerdotale. Questa Chiesa sarà poi chiamata Gesù Vecchio quando - ad opera di due architetti gesuiti: Giuseppe Valeriano prima e Giovanni de Rosis dopo, nel palazzo Sanseverino, costruito nel 1470 da Novello da San Lucano per Roberto Sanseverino principe di Salerno - viene costruita una nuova Chiesa del Gesù; che, per distinguerla dalla precedente, fu chiamata Gesù Nuovo.
Il principesco palazzo Sanseverino era stato acquistato dai gesuiti nel 1584, e il 15 dicembre dello stesso anno viene già posta la prima pietra per la trasformazione interna dell'edificio nella Chiesa, secondo il progetto del P.Valeriano.
I lavori vengono eseguiti molto speditamente, sicché il 15 agosto del 1597, festa dell'Assunzione di Maria, il rustico della Chiesa è già completo, e questa viene già inaugurata con la celebrazione della S.Messa, anche se manca ancora la cupola.
Negli anni 1594-1597, San Roberto Bellarmino, poi Cardinale e Arcivescovo di Capua, ha già la sua sede di Superiore Provinciale dei gesuiti napoletani nella nuova abitazione dei Padri, realizzata accanto alla Chiesa del Gesù Nuovo.
Nel 1598 Costantino Marasi e Andrea Sarti aprono i tre finestroni sulla facciata della Chiesa. Nel 1600 Belisario Corenzio affresca la cappella degli Angeli (attualmente del Sacro Cuore, in fondo alla navata destra). Contemporaneamente, negli anni 1600-1602, un altro artista, Mario Marasi, esegue le decorazioni marmoree nella cappella della Natività (seconda a sinistra), mentre Belisario Corenzio nel 1601 ne cura gli affreschi.
Il 7 ottobre 1601 la Chiesa del Gesù Nuovo viene consacrata e dedicata all'Immacolata, che era Patrona della casata del viceré Pedro Giron, duca di Osuna. La cappella maggiore viene consacrata dall'Arcivescovo di Napoli, mentre altri tre vescovi consacrano quelle degli Angeli (oggi del Sacro Cuore), dell'Annunciazione (poi di san Francesco Borgia, ultima a destra) e della Natività.
|
Maria Regina degli Angeli |
Oltre che da altre fonti documentali, la data della consacrazione della Chiesa del Gesù Nuovo risulta anche da una lapide marmorea collocata sotto il grande affresco di Belisario Corenzio, nella parete sinistra della cappella degli Angeli, detta anche della Regina degli Angeli, a motivo di una tela (poi rimossa) raffigurante la SS.Trinità con la Madonna, gli Angeli e i Santi.
Nella lapide si legge: "ANNO DOM [INI] MDCI DIE VII MENSIS OCT [OBRIS] ANDREAS DE FRANCHIS ARCHIEPISCOPUS TRANENSIS HOC ALTARE DEI MATRIS SEPTEMQUE ANGELORUM NUMINI CONSECRAVIT [...]" (L'anno del Signore 1601, il giorno 7 del mese di ottobre, Andrea de Franchis Arcivescovo di Trani consacrò questo altare alla santa Madre di Dio e ai sette santi Angeli).
Va sottolineato che sono davvero tanti, e di notevole valore, gli artisti che anche in seguito, oltre quelli già menzionati, hanno lasciato il segno del loro genio nelle diverse opere strutturali e decorative della nuova Chiesa dei gesuiti napoletani. Cerchiamo di ricordarli raggruppandoli secondo un certo ordine cronologico.
Quanto a coloro che hanno operato durante la prima metà del '600, ricordiamo: Girolamo Imparato, che nel 1602 dipinse la tela della Nativitą; Mario e Costantino Marasi, per la decorazione marmorea degli Angeli realizzata nell'anno 1605 nella ricordata cappella degli Angeli; Cosimo Fanzago e Vitale Finelli, che negli anni 1615-1621, insieme con Costantino Marasi, realizzano le decorazioni marmoree e scultoree della cappella di San Carlo Borromeo (prima a destra); Massimo Stanzione, che nel 1640 affresca la volta della cappella maggiore, precedentemente già affrescata da Belisario Corenzio, ma rovinata da un pauroso incendio del 1639; Jusepe de Ribera, che nel 1641 consegna le tre tele per la grande cappella di Sant'Ignazio.
Donato Vannelli e Antonio Solaro nel 1650 iniziano la decorazione marmorea della cappella della Visitazione (la seconda a destra), oggi meta di continui pellegrinaggi di gruppi di fedeli di ogni età e condizione sociale, provenienti anche da fuori Napoli, perchè in questa cappella è stata recentemente collocata un'urna di bronzo contenente i resti mortali del Prof. Giuseppe Moscati: il Medico Santo nato a Benevento il 25 luglio del 1880, morto a Napoli il 12 aprile 1927 e canonizzato da Giovanni Paolo II il 25 ottobre 1978. Il corpo di Giuseppe Moscati era stato trasferito dal cimitero napoletano di Poggioreale nella Chiesa del Gesù Nuovo già dal 16 novembre 1930.
Tra gli artisti che hanno contribuito al completamento della monumentale Chiesa del Gesù Nuovo durante la seconda metà del '600, vanno certamente ricordati: Aniello Falcone, che nel 1652 affresca la volta della grande sacrestia; Dionisio Lazzari, che negli anni 1658-1660 realizza l'altare presso la medesima sacrestia e il lavabo nel locale a questa adiacente.
Luca Giordano, che negli anni 1676-1677 esegue le tele per l'altare di San Francesco Saverio; Arcangelo Guglielmelli e Francesco Solimena, i quali nel 1677 lavorano nella cappella di Sant'Anna (oggi di San Francesco de Geronimo, parallela all'attuale cappella del Sacro Cuore, nella quale più tardi, nell'anno 1932, viene collocato un altorilievo di Francesco Jerace con alcuni episodi della predicazione del Santo), mentre contemporaneamente inizia la lavorazione di due nuovi reliquiari, sotto la direzione di Gian Domenico Vinaccia; Pietro e Bartolomeo Ghetti i quali negli anni 1693-1695 arricchiscono il rinascimentale portale principale della Chiesa con colonne, timpani e sculture di Angeli; Paolo De Matteis, che nel 1698 affresca le grandi volte delle cappelle di Sant'Ignazio e di San Francesco Saverio, insieme con quella mediana della Chiesa.
|
dipinta da Girolamo Imparato [Foto: Cav.Vittorio Di Cesare] |
Il già ricordato Paolo De Matteis nel 1717 termina gli affreschi della nuova cupola realizzata da Arcangelo Guglielmelli nel 1692, perché quella precedentemente eretta nel 1629 da F. Agazio Stoia, su progetto del Valeriano, era crollata in seguito al violento terremoto del 5 giugno 1668.
Francesco Solimena nel 1725 affresca la controfacciata della Chiesa con la meravigliosa Cacciata di Eliodoro dal Tempio; Matteo Bottigliero e Francesco Pagano negli anni 1742-1743 eseguono la base marmorea sulla quale oggi poggia la grande statua dell'Immacolata presso l'altare maggiore, opera realizzata più tardi, insieme con le sculture dei Santi Pietro e Paolo, nell'anno 1859, da Antonio Busciolano.
Va osservato infine che, in tempi molto più vicini a noi, al patrimonio artistico già abbondante del Gesù Nuovo, si sono aggiunte ancora altre opere di considerevole valore. La prima è la statua in bronzo di San Giuseppe Moscati, opera dello scultore veneziano Pier Luigi Sopelsa. Dal 7 ottobre del 1990 essa è nella cappella della Visitazione, accanto all'urna, essa pure in bronzo, relizzata nel 1977 da Amedeo Garufi, nella quale sono racchiusi i resti mortali del Medico Santo.
La seconda è il grande Crocifisso ligneo della seconda metà del '300, proveniente dall'Arciconfraternita napoletana dei Santi Andrea e Marco a Nilo, in via Giovanni Paladino. Quando venne affidato ai gesuiti del Gesù Nuovo era in pessime condizioni; perché gli insetti xilofagi avevano divorato il 40% del legno. Ciò aveva causato, tra l'altro, la perdita delle mani, il distacco dell'avambraccio destro e del braccio sinistro. Venne quindi accuratamente restaurato da Carolina Izzo, con la collaborazione di Matilde Mürner, l'assistenza di Attilio Cuccaro e la supervisione di Angela Schiattarella, della Soprintendenza ai Beni Artistici e Storici di Napoli. Dal 1995 esso è al lato dell'altare maggiore.
Per i fedeli che numerosi sostano quotidianamente in preghiera ai suoi piedi, è il Crocifisso-Vivente: per l'aspetto maestoso e sereno del suo volto, che fa pensare ad una morte non ancora avvenuta; ma dal costato destro squarciato da una ferita profonda e slabbrata, quasi a svelare ai fedeli il mistero dell'amore misericordioso di Dio nell'estremo sacrificio dei proprio Figlio Unigenito.
|
Concludendo, si può affermare che quattrocento anni di storia sono tanti e considerevoli le opere strutturali e decorative realizzate al Gesù Nuovo in quattro secoli. E' però immensamente più grande l'ammirazione di chi, osservando il numero dei fedeli di ogni età e condizione sociale, dei sacerdoti, delle religiose e dei religiosi che quotidianamente - e non soltanto in occasione di alcune particolari solennità liturgiche - si recano a pregare nella Chiesa del Gesù Nuovo, riflette sulla inesauribile azione di Dio.
E' infatti davvero immensa l'azione santificatrice svolta da Dio nella nostra Chiesa in questi quattrocento anni, attraverso il ministero della Parola e dei Sacramenti (particolarmente del Sacramento della penitenza e riconciliazione e del ministero della direzione spirituale) di innumerevoli generazioni di Padri gesuiti che - a partire dal lontano 7 ottobre del 1601, giorno della consacrazione del Gesù Nuovo - sono stati (e sono tuttora) a servizio di Cristo Signore; impegnandosi, in conformità al carisma spirituale e apostolico del loro Fondatore, nell'aiutare il prossimo a crescere nella personale conoscenza e nella personale esperienza della fede cristiana, secondo il magistero della Chiesa, sotto la guida del Romano Pontefice, Vicario di Cristo in terra.
IL 7 OTTOBRE GIORNATA GIUBILARE: In occasione del Quarto Centenario della Consacrazione della Chiesa del Gesł Nuovo, S.E. il Cardinale Arcivescovo di Napoli, Michele Giordano, ha proclamato per la nostra Chiesa il 7 ottobre giornata giubilare, concedendo di lucrare in questo giorno l'indulgenza plenaria.
NOTA: Vedi anche: Messaggi pervenuti per il Quarto Centenario della Chiesa del Gesł Nuovo: 7 Ottobre 1601 - 7 Ottobre 2001, con il testo del Messaggio inviato da Giovanni Paolo II, per mezzo del Cardinale Angelo Sodano, il Messaggio del Cardinale di Napoli Michele Giordano e il Messaggio del Prep.Generale della Compagnia di Gesł, P.Peter-Hans Kolvenbach.
![]() |
Home Page
|
moscati@gesuiti.it |