Il Prof. Giuseppe Moscati preferì
il lavoro nell’Ospedale
alle glorie accademiche
Prof. Renato Guerrieri

Carriera ospedaliera di Moscati | Opzione per il lavoro ospedaliero | Moscati docente
Schivo dal carrierismo | Lapide dedicata a Moscati nell’Ospedale Incurabili

Articolo tratto dall’intervento tenuto dal Prof. Renato Guerrieri – Primario nell’Ospedale Incurabili - durante la Cerimonia commerativa per la Canonizzazione del Prof. Giuseppe Moscati, che nello stesso Ospedale aveva svolto la sua professione medica come Primario della "III Sala Uomini" (Ospedale S.Maria del Popolo degli Incurabili, 29 dicembre 1987).

Il Prof.Giuseppe Moscati
in una foto del 1923

Tappe della carriera ospedaliera di Moscati

Il Prof. Giuseppe Moscati fu certo un illustre luminare della gloriosa "Scuola Medica Napoletana", della quale mi ritengo nell’ambito ospedaliero un modesto epigono. Da tempo mi urge nell’animo - sensazione quasi indefinibile - qualcosa che mi ha indotto a continuare la mia opera di Medico qui, negli "Incurabili", che è stato a lungo "l’Ospedale"" per antonomasia di Napoli; centro vivo per secoli della cultura, del sapere e dell’attività medica della città, considerato in un importante studio francese della metà dell’ottocento (1) uno fra i tre Ospedali più notevoli d’Italia, con l’Ospedale Maggiore di Milano e Santa Maria Nuova di Firenze. Del resto, in pratica, aveva avuto qui inizio con Domenico Cotugno quella che fu poi denominata la "Scuola Medica Napoletana", come lo stesso Moscati ebbe a ricordare in una sua celebre commemorazione.

Vorrei principalmente fermarmi sui traguardi della carriera ospedaliera di Moscati, raggiunti sempre col plauso ammirato delle Commissioni d’esame. Già al Concorso per Coadiutore infatti seguirono le pubbliche lodi del Prof. Cardarelli, considerato allora il Maestro dei Maestri, elogi peraltro ripetuti dallo stesso Prof. Cardarelli in altre circostanze.

E cìò in straordinaria sintonia con le brillantissime affermazioni nel campo scientifico. Giacché Moscati, autore di ben 32 pubblicazioni (che per quell’epoca erano un numero notevole), giudicate successivamente dall’illustre Professor Quagliariello di "notevole portata scientifica e soprattutto pregevoli per sobrietà, acume e giustezza nelle conclusioni", conseguì la Docenza in Chimica Fisiologica nel 1911 e nello stesso anno fu nominato Socio della Regia Accademia Medico-Chirurgica, su proposta dello stesso Prof. Cardarelli.

A coronamento poi della sua attività di Clinico e uomo di Scienza, nel 1922 conseguì in maniera brillante la Docenza in Clinica Medica; fatto di particolare rilìevo in quanto la Commissione d’esame, composta da illustri Clnici dell’epoca (Grandenigo, Castellino, Zagari, Boeri, Varisco) ritenne superfluo l’esame richiesto dalla prassi, riconoscendo così nella sua personalità di Clinico e di Scienziato, già universalmente nota ad onta della giovane età, gli elementi indiscussi della così detta "chiara fama", come risulta dai verbali della Commissione esaminatrice, esistenti negli Archivi del Ministero della Pubblica Istruzione, trovati dopo molte ricerche da Padre Marranzini e recentemente riportati in uno studio dal Prof. D’Onofrio.

Nel primo periodo della sua attività ospedaliera, inoltre, e per lunghi anni, giacché le leggi lo consentivano (ma a prezzo di un lavoro massacrante!) Moscati continuò la ricerca scientifica presso l’Istituto di Fisiologia Umana diretto dal Prof. Malerba, che peraltro sostituì nell’insegnamento ufficiale della materia per gli anni 1916-17, essendo il Malerba gravemente infermo.

La stessa attività Egli continuò poi col Prof. Bottazzi, uno dei Fisiologi più insigni dell’epoca, col quale ebbe anche rapporti di grande amicizia. Era infatti il Medico della famiglia Bottazzi, seguì il Maestro nel famoso Congresso di Edimburgo, riceveva da lui inviti per la villeggiatura ed ebbe anche a supplirlo nell’insegnamento di Fisiologia per l’anno accademico 1917-18, nonché nel Corso Ufficiale di Chimica Fisiologica negli anni 1917-18 e 1919-20.

Il Prof. Renato Guerrieri
29 dicembre 1987

L’opzione decisa per il lavoro in Ospedale

Fu anche amico del Prof. Gaetano Quagliariello, a favore del quale rifiutò l’insegnamento ufficiale della Chimica Fisiologica, ed ebbe come allievi i Professori Bossa e Tesauro, ma preferì alle glorie accademiche il lavoro nell’Ospedale, come tra l’altro risulta da un’accorata lettera di diniego al Prof. Bottazzi.

Preferì la sua vita di Medico in Ospedale, che lo portava a coltivare in maniera preponderante l’attività clinica, prevalendo nel suo animo soprattutto l’idea della Medicina come apostolato. Ritenne quindi che soltanto nell’Ospedale avrebbe potuto svolgere l’esaltante attività del contatto con l’uomo infermo, solo così avrebbe potuto combattere a tu per tu con la malattia e la sofferenza, solo così avrebbe potuto lenire il dolore, confortare gli ammalati e assisterli nelle afflizioni della morte che incombe. E sopra ogni cosa in questa pratica realtà, col suo grande cuore illuminato dalla Grazia Santificante, avrebbe avuto la possibilità di lottare per il riscatto delle loro anime immortali dal grande nemico.

Fu in questo nostro Ospedale Incurabili che il suo acume clinico, ricco d’intuito, ingegno e cultura scientifica, maturata nel lavoro universitario e già ben esercitato nella assidua frequenza ospedaliera negli ultimi anni del suo studentato, divenne ben presto tanto straordinario da sbalordire spesso gli studenti e gli allievi che lo seguivano già numerosissimi nelle Corsie, anche nelle sue lezioni pomeridiane, e da destare l’ammirazione, la stima e un quasi reverente rispetto anche in Colleghi più anziani.

Tutto ciò è notorio, ma io ne ho avuto conferma dalla viva voce del Prof. Domenico Salvatore, di cui sono stato Assistente agli inizi della mia carriera ospedaliera, e che a sua volta era stato Assistente del Prof. Moscatì, nonché dal Dott. Tafuri, mio vecchio amico che aveva seguito i suoi Corsi d’insegnamento; e indirettamente da molti altri.

Moscati docente

Moscati infatti tenne continuamente, sin dal 1911, quello che si chiamava "Corso pareggiato", dapprima per la Chimica Clinica e successivamente, con l’affettuoso consenso del suo Primario Prof. Castronuovo, anche per la Clinica e la Semeiotica, proseguendolo poi in maniera ufficiale come Primario e con la Docenza in Clinica Medica, fino alla sua morte.

I discepoli e i giovani colleghi del Moscati furono numerosi, e tra i tanti vorrei ricordare, oltre ai Professori Bossa e Tesauro, i Professori Mazzeo, Tramontano, Ninni e Piccinino. Tutto ciò ad onta che il suo insegnamento, così come la sua attività in Ospedale, fosse oltre che impegnativo anche severo, portato talora su toni aspri allorché Egli intravedeva disinteresse, colpevole negligenza e soprattutto scarsa umanità.

In definitiva questo nostro grande personaggio, che il Prof. Bottazzi, il Prof. Castellino e tanti altri estimatori definirono creatura dolcissima, comprensiva, di estrema delicatezza di sentimenti, addirittura anima angelica, seppe avere la necessaria severità, anche nel suo ambiente di lavoro allorché fu necessario.

Lapide commemorativa per Giuseppe Moscati collocata nel grande atrio dell'Ospedale Incurabili. Il testo è riprodotto in questa pagina.

Clinico completo e schivo di ogni carrierismo

Contrariamente a quanto alcuni ancora pensano per disinformazione, Giuseppe Moscati fu un Clinico completo, autentico precursore della Medicina moderna, giacché fu il primo - o tra i primi - a intravedere il concetto che nella Diagnostica, e conseguentemente nella Terapia, doveva entrare con tutta la sua importanza il patrimonio di ricerca fisiologica, chimica e delle nuove scoperte della ricerca medica.

Per questo il suo ex Collaboratore ed Amico Prof. Quagliariello disse che per Moscati "si doveva rivendicare con orgoglio l’origine strettamente biologica della sua genialità clinica". Di ciò fanno fede le sue ricerche scientifiche, tra cui ricorderemo, in breve sintesi, un originale metodo di dosaggio della glicemia, i lavori sul glicogeno, la dimostrazione che fu tra i primi a dare dei rapporti surrene-pancreas, le ricerche sull’ipofisi, nonché quelle sul trattamento del diabete con l’insulina, che fu forse il primo ad attuare a Napoli.

Moscati infatti, conoscendo l’inglese, il francese e il tedesco, ancorché preso dalla sua intensa attività professionale, si teneva strettamente al corrente della produzione scientifica nel mondo e ben sapeva quindi degli studi di Best sull’insulina e delle prime ricerche sperimentali sull’uomo.

Contemporaneamente - ed è questo un aspetto precipuo della straordinariamente completa sua personalità scientifica - Egli riteneva del pari indispensabile lo studio anche morfologico dell’evento morboso; ed è infatti notorio che Egli eseguisse, con grande perizia di anatomopatologo, le autopsie e i successivi riscontri dei casi venuti a morte con diagnosi non accertata.

A riguardo peraltro grande è il nostro rammarico per non poter esaminare tutto il materiale di osservazioni clinico morfologiche che Egli annotava, come riferito dal Prof. Castronuovo, ma che non poteva pubblicare perché la sua febbrile giornata di lavoro e di apostolato, in Ospedale e tra i malati poveri, non gli lasciava più tempo.

L’altro fatto importante da rilevare, per un completo inquadramento storico della personalità di Moscati Uomo di Scienza, è un certo atteggiamento quasi indifferente che, nonostante gli elogi e l’affetto ammirato dei suoi amici universitari, una parte del mondo accademico ebbe a riservargli, soprattutto dopo la sua morte, nell’acquiescenza purtroppo anche degli ospedalieri. Si lasciava colpevolmente intendere che Egli era stato un ottimo Medico, un sant’uomo, ma, in fondo, nulla di eccezionale. Perciò forse su questa grandissima personalità era quasi calata – nella classe medica - una coltre di oblio.

Se la nostra modesta voce può avere qualche importanza (ma sono per fortuna con noi personalità di me ben più illustri) vorremmo oggi proclamare in questo Ospedale che Egli fu un grande Clinico, un autentico luminare della Medicina, il quale, schivo degli onori e delle beghe, in nome di una purissima passione per la Medicina attiva, calato totalmente in una visione cristiana della sofferenza dell’uomo, che voleva alleviare con tutte le sue forze, ebbe a mio avviso il merito di trincerarsi in questo suo Ospedale, dove riuscì ad unificare in mirabile sintesi, con la sua opera e il suo insegnamento, la convergenza della Scienza al più alto livello con la Fede cristiana, di fronte al malato in cui vedeva sempre, e qualunque fosse questo uomo, il volto di Gesù sofferente. Possiamo quindi ben parlare di Moscati come di un grande Medico ed ora anche Medico Santo!

Sono note alcune espressioni di Moscati dirette ai Medici, come è notoria la feconda sua carità, seguendo in questo l’insegnamento di S. Paolo (2). La sua canonizzazione, e il ricordo che ci resta di Lui come grande Medico ci dicono che è riuscito nel suo intento. Ma ciò sarà ancora più vero se noi, suoi modesti colleghi di oggi, sapremo cogliere questo straordinario messaggio di cristiana bontà e di sapere, trasferendolo in concreto nella nostra vita di uomini e di Medici. E soprattutto se saremo capaci di additare alle nuove generazioni che ci sono affidate questo esaltante esempio di santità e di scienza.


Lapide dedicata a Moscati nell’Ospedale Incurabili

Il Prof.Renato Guerrieri, proprio nel periodo cui si riferisce l’intervento proposto in questa pagina, aveva proposto e fatto approvare l’iniziativa di collocare una lapide commemorativa per Giuseppe Moscati, in occasione della sua canonizzazione, da collocare nell’atrio d’ingresso dell’Ospedale "S.Maria del Popolo degli Incurabili", dove Moscati aveva esercitato la sua professione medica come Primario della "III Sala Uomini". Egli stesso si era fatto carico dell’onere della sua realizzazione e ne aveva scritto il testo, che qui riproduciamo:

AL MEDICO SANTO DI NAPOLI

PROFESSORE GIUSEPPE MOSCATI

ESEMPIO MIRABILE
DI SCIENZIATO E LAICO
CHE ESERCITO’ QUOTIDIANAMENTE LA CARITA’
IN QUESTE CORSIE
DI DOLORE E DI SPERANZA
DOVE INIZIO’ E CONTINUO’
FINO ALLA MORTE
LA SUA SUBLIME MISSIONE
COMPIENDO TUTTO PER AMORE
E DONANDO SENZA MISURA
TESORI DI SCIENZA
ILLUMINATI DALLA GRAZIA

L’OSPEDALE INCURABILI

CHE LO ANNOVERA
TRA LE SUE PIU’ FULGIDE GLORIE
RACCOGLIENDO IL RETAGGIO
SPIRITUALE E INTELLETTUALE
DELLA SUA VITA E DEL SUO INSEGNAMENTO
PER AFFIDARLO
ALLE PIU’ GIOVANI GENERAZIONI DI MEDICI
NEL GIORNO DELLA SUA CANONIZZAZIONE
QUESTA LAPIDE POSE
25 OTTOBRE 1987


Note:
1.
Combes, De la Medicine en France et en Italie.
2. A chi gli chiedeva un giorno come facesse a portare avanti una attività così intensa sia in ospedale che fuori, Moscati rispose semplicemente citando S.Paolo: "Tutto posso in Colui che mi conforta!"


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