Verso gli altari
i genitori di S.Teresa di Lisieux

Riccardo Cascioli
[articolo pubblicato su Avvenire del 28 maggio 2003]

Bimbo guarito a Monza per intercessione di Luigi e Zélie Guerin

"Nello stesso momento, mentre la sostenevo, la sua testolina mi è caduta sulla spalla, i suoi occhi si sono chiusi e, cinque minuti dopo, non viveva più... Non mi aspettavo quella brusca fine e nemmeno mio marito. Quando è rientrato e ha veduto la sua povera figlioletta morta si è messo a singhiozzare esclamando: "Mia piccola Elena! Mia piccola Elena!". Poi insieme l’abbiamo offerta al Signore". Zélie Martin spiega così la perdita della sua figlia prediletta, nel 1870, di appena 5 anni.

Zélie Martin, madre di S.Teresa di Lisieux, in una foto del 1857.

Zélie e suo marito Luigi Martin - i genitori di S.Teresa di Gesù Bambino - sanno bene cosa vuol dire perdere un figlio, quattro ne hanno persi, su nove. E forse per questo che il loro primo miracolo - quello che li porterà fra breve alla beatificazione - riguarda proprio la guarigionedi un bambino, il piccolo Pietro Schilirò, quando era ormai dato per spacciato.

Il miracolo è per ora "presunto" perché l’iter avviato presso la diocesi di Milano è ancora formalmente aperto. Ma tutte le testimonianze raccolte appaiono inequivocabili e la cosiddetta "fase istruttoria" è già praticamente conclusa. In sostanza si attende solo la firma dei cardinale Tettamanzi, che sancirà la fine della fase diocesana del "processo sul miracolo".

E la certezza è tale che domenica 18 maggio l’urna con le reliquie di Santa Teresa - in pellegrinaggio per l’Italia - è stata portata in visita privata nella casa del piccolo Pietro, una villetta al confine tra i comuni di Monza e Muggiò. Privata si fa per dire: nel giardino di casa Schilirò a recitare il rosario c’erano 3-400 persone, una parte di quell’invisibile esercito che l’anno scorso di questi tempi si è unito per invocare l’intercessione dei coniugi Martin.

Pietro Schilirò, quinto figlio di Walter e Adele, è nato il 25 maggio 2002, presentando immediatamente gravi difficoltà respiratorie, che hanno costretto i medici alla terapia di rianimazione: è l’inizio di un calvario che andrà avanti per settimane, i referti medici parlano di "malformazione congenita caratterizzata da grave sovvertimento della struttura polmonare". In pratica il piccolo Pietro non è in grado di respirare né mai lo sarà, almeno per quel che riguarda la scienza. Tanto che il 3 giugno i genitori, visto il dichiarato pericolo di morte, decidono di fargli amministrare il Battesimo.

Lo stesso giorno, su suggerimento del loro padre spirituale, il carmelitano padre Antonio Sangalli, Walter e Adele iniziano una novena ai genitori di santa Teresa, invitando amici e conoscenti a unirsi in questa preghiera. Una novena che verrà ancora ripetuta, senza esiti immediati. Ma intanto sempre più persone vanno a ingrossare le fila dell’esercito che prega i coniugi Martin, quasi a contrastare le crisi respiratorie del piccolo Pietro, che si fanno sempre più gravi e ricorrenti.

"Avevamo la coscienza - dice Adele - che se avesse voluto il Signore avrebbe potuto salvarlo". E se non fosse stato nella Sua volontà, i coniugi Martin avrebbero certamente dato "la luce e la forza necessaria per accogliere la volontà di Dio". Ma il 29 giugno 2002, un sabato mattina, quando i genitori entrano all’ospedale di Monza già preparati al peggio, si trovano davanti un improvviso miglioramento di Pietro, che nel giro di pochi giorni guarisce completamente e il 27 luglio torna a casa.

S.Teresa di Lisieux (1873-1897).
Foto del 25 aprile 1895.

Oggi Pietro ha un anno e nessuna traccia di quanto accaduto. Solo una curiosa, istintiva attrazione per quell’urna che raccoglie le reliquie di sua "sorella" Teresa: era impressionante vedere Pietro sporgersi dalle braccia della madre per toccare quell’urna, mentre un nugolo di bambini le lanciavano petali di rosa, quasi a ricambiare quell’abbraccio che la piccola Teresa stava dando loro dal Cielo. E non è difficile intuire che Teresa avrà condiviso con il fratellino Pietro la sua "felicità di appartenere a genitori senza eguali... un padre e una madre più degni del cielo che della terra" come lei stessa li ha descritti.

Luigi Martin e Zélie Guerin sono la prova che "anche l’amore coniugale può compiere miracoli", come ha ricordato padre Antonio Sangalli agli amici riuniti nel giardino di casa Schilirò.

Il perché lo si capisce da un’altra lettera di Zélie: "Quando abbiamo avuto i nostri figlioli, le nostre idee sono un po’ cambiate; non vivevamo più che per loro, questa era la nostra felicità, e non l’abbiamo mai trovata se non in loro. Insomma, tutto ci riusciva facilissimo, il mondo non ci era più di peso".

E per questa coscienza nella vocazione di sposi e genitori che Giovanni Paolo II li ha dichiarati Venerabili il 26 marzo 1994. E ora che il loro amore ha generato un altro "figlio", Luigi e Zélie si avviano a essere beati, sapendo che "...non saremo felici che quando tutti, noi e i nostri figli, saremo riuniti lassù".

Louis (Luigi) Martin, padre di S.Teresa di Lisieux.


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