Il ministero dell'esorcismo nella chiesa del Gesù Nuovo
Pasquale Puca s.j.

Nel Compendio del Catechismo della Chiesa Cattolica, fatto pubblicare dal Santo Padre Benedetto XVI nel 2005, a proposito dell'esorcismo è scritto: "Si ha un esorcismo quando la Chiesa domanda con la sua autorità, in nome di Gesù, che una persona o un soggetto sia protetto contro l'influsso del Maligno e sottratto al suo dominio. Viene praticato in forma ordinaria nel rito del Battesimo. L'esorcismo solenne, chiamato il grande esorcismo, può essere effettuato solo da un presbitero autorizzato dal Vescovo" (n.352).

L'Arcangelo Michele, che la Chiesa invoca come difensore da ogni insidia del demonio e dei suoi seguaci.

In data 4 maggio 2006 l'Arcivescovo Metropolita di Napoli Card. Michele Giordano, nel decreto col quale conferiva questo particolare ministero della Chiesa al P. Pasquale Puca s.j. della Comunità dei Padri Gesuiti del Gesù Nuovo di Napoli, così scriveva: "Fin dai tempi più antichi la Chiesa ha provveduto con preghiere e suppliche ad implorare la misericordia di Dio perché i fedeli fossero liberati da ogni pericolo e in particolare dalle insidie del demonio.

Dal momento che anche da molti fedeli della nostra Chiesa di Napoli pervengono crescenti richieste di esercizio pastorale del ministero di esorcista, volendo provvedere in modo adeguato a questo delicato servizio [...], le concedo licenza, a norma del can. 1172, di proferire legittimamente esorcismi sugli ossessi del territorio diocesano".

In attuazione di questo particolare mandato conferitogli dal Vescovo diocesano, il P. Puca riceve ogni giorno, individualmente, presso la chiesa del Gesù Nuovo di Napoli, i fedeli che desiderano incontrarlo:

Con l'avvertenza, quanto al pomeriggio dei giorni festivi, ma anche negli altri giorni per chi, forse, viene da lontano, di accertarsi previamente se egli è in sede, essendo impegnato anche in attività svolte altrove.

Solitamente, quando egli prevede di doversi assentare per altri impegni, ne lascia comunicazione sia presso la sacrestia della chiesa, sia presso la portineria della comunità del Gesù Nuovo.

Finora sono stati e sono ancora numerosi i fedeli che quotidianamente vengono al Gesù Nuovo per un incontro personale con l'Esorcista. Nei mesi di maggio - dicembre 2006 essi sono stati 260, dei quali 90 sono poi tornati anche più volte successivamente. La loro provenienza è stata molteplice. Generalmente dalle diverse zone della città di Napoli. Ma anche da 12 Comuni della Diocesi. Anzi, anche da qualche Diocesi vicina.

Attraverso il colloquio, sono stati solitamente evidenziati problemi nuovi o remoti dell'interlocutore, al quale è stato offerto un personale aiuto con opportuni consigli, un'appropriata preghiera di liberazione ed una particolare benedizione.

In seguito, gli incontri sono andati sempre più aumentando, come pure la diversificazione dello stato di vita, del ceto sociale e della provenienza delle persone. Questi i dati relativi ai tempi successivi.

Durante i mesi di gennaio - dicembre 2007 le persone incontrate individualmente sono state: 1.265, di cui 325 venute per la prima volta e 940 tornate in seguito anche più volte. La loro provenienza è stata, il più delle volte, dalle comunità parrocchiali della città di Napoli, ma anche da quelle di 15 Comuni della Diocesi e di altre 19 Diocesi: 12 della Campania e 7 di altre Regioni.

Nei mesi di gennaio - dicembre 2008 i fedeli ascoltati attraverso colloqui personali sono stati: 1.647, dei quali 569 venuti per la prima volta e 1.078 tornati anche successivamente. Come di consueto, la loro provenienza è stata anzitutto dalle varie zone della città di Napoli, ma anche da 24 Comuni della Diocesi e da altre 25 Diocesi: 18 della Campania e 7 di altre Regioni.

Durante i mesi di gennaio - dicembre 2009 gli incontri - che non sono stati interrotti nel mese di agosto - sono stati 2.126, quindi molto più numerosi rispetto a quelli del biennio precedente. Essi riguardano 1.039 persone venute per la prima volta e 1.087 già incontrate precedentemente e tornate ancora altre volte.

I Comuni della loro provenienza - oltre a quello di Napoli - dei diversi Decanati della Diocesi, sono stati 19.

Le Diocesi di appartenenza invece, oltre a quella di Napoli, sono state 28: 18 della Campania e 10 di altre Regioni.

Nel primo trimestre di quest'anno, gennaio - marzo 2010, i fedeli incontrati sono stati 556: 250 venuti per la prima volta e 306 venuti già in passato o tornati anche in seguito.

La loro provenienza, sempre molto varia, oltre che dai diversi Decanati della città di Napoli, è stata anche da quelli di altri 13 Comuni della Diocesi.

Le altre Diocesi di provenienza, tutte della Campania, sono state 14.

Il più delle volte si è trattato di persone interiormente turbate, con notevoli sofferenze spirituali e, talvolta, anche fisiche, spesso originate da incresciose e spiacevoli esperienze personali vissute - anche se non sempre cercate - in famiglia o in altri ambienti. Gli stati d'animo che ne conseguono sono caratterizzati da: sconforto, paura, mancanza di fiducia in se stessi e negli altri, sentimenti di ribellione, di rancore o di vendetta, abbandono della pratica religiosa oppure una religiosità che - in qualche caso - è più vicina alla superstizione che ad un'autentica espressione di fede cristiana della Chiesa.

Non sono mancati, però, casi di persone vittime di malefici, legature, maledizioni o altre forme di cattiveria da parte di gente malvagia, gelosa o vendicativa: con il concorso di persone malefiche che praticano forme di occultismo, riti satanici o altre forme di magia o stregoneria, spesso a scopo di lucro; con ripercussioni dannose molteplici sulle persone che ne sono vittime; soprattutto nella sfera della salute fisica e psicologica, degli affetti, del lavoro, degli affari e del proprio senso della vita.

Vi sono stati, purtroppo, sia pure in numero abbastanza limitato, anche casi di persone vittime di vere e proprie vessazioni, ossessioni e possessioni diaboliche.

I rimedi principali ed anche più efficaci in questi casi, nonostante talvolta possano sembrare lenti ad agire, sono quelli indicati nel Vangelo, cioè il ricorso ai mezzi di Dio: gli esorcismi, le preghiere, i sacramenti, i sacramentali o, più semplicemente, una totale e concreta fiducia in Dio; nella persuasione della verità delle parole dell'Apostolo Paolo: "Se Dio è per noi, chi sarà contro di noi?" (Romani 8,31).

Dio, infatti, è amore ed è più grande del Maligno e dei suoi seguaci.

E' necessario, pertanto, aiutare i fedeli vittime delle insidie del Maligno ad accogliere Dio nella loro vita: apprezzando e valorizzando il dono della sua amicizia, della sua luce e della sua forza; facendo sì che la propria realtà nella sua interezza (pensieri, aspirazioni, comportamenti abituali), non sia resa - o non resti - una dimora incompatibile con la presenza e l'azione paterna di Dio.

Ciò significa aiutarli ad affrontare, con la fiducia e la perseveranza che offre lo Spirito a coloro che credono al Figlio e al suo Vangelo, l'innegabile faticosa lotta contro il male: rinunciando con coraggio alle lusinghe del demonio e ai falsi beni che egli offre; sopportando con rinnovata fiducia in Dio gli innegabili disagi derivanti dal loro rifiuto per non rinunciare all'amicizia con Dio ed alla gioia della sua presenza nella propria vita.

Ciò sarà possibile ed efficace attraverso una fede in Dio che diventa autentica fiducia e vero amore nei suoi riguardi e si concretizza quotidianamente nella preghiera; nell'abituale ascolto di Dio, attraverso la lettura orante della sua Parola; nella frequenza dei sacramenti della Penitenza e della Comunione eucaristica; nel desiderio sincero di lasciarsi illuminare e guidare da Dio; nella necessaria perseverante prudenza, onde evitare ogni sconsiderata occasione di peccato.

E' infatti sempre attuale e illuminante la Parola del Signore riportata nelle Sacre Scritture: "Lampada per i miei passi è la tua parola, luce sul mio cammino" (Salmo 118,105). "Ecco, sto alla porta e busso, se qualcuno ascolta la mia voce e mi apre la porta, io verrò da lui, cenerò con lui ed egli con me" (Apocalisse 3,20).

"Ecco, sto alla porta e busso, se qualcuno ascolta la mia voce e mi apre la porta, io verrò da lui, cenerò con lui ed egli con me" (Apocalisse 3,20).

"Il Padre vostro celeste darà lo Spirito Santo a coloro che glielo domandano" (Luca 11, 13). "Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue dimora in me e io in lui" (Giovanni 6, 56).

La vigilanza deve essere esercitata soprattutto nei confronti dell'azione ordinaria del Maligno, con la quale egli tenta le persone perché commettano il male e si allontanino da Dio. Proprio la tentazione è il pericolo più grave e dannoso, perché si oppone espressamente al progetto salvifico di Dio ed all'edificazione del suo Regno.

Satana riesce ad impossessarsi di ciò che la persona umana ha di più intimo e prezioso quando essa, con atto libero e cosciente, rifiuta Dio e si mette in suo potere con il peccato. E' questa la ragione fondamentale per cui il credente deve sempre vigilare per non essere vittima dell'inganno del demonio e pregare ogni giorno con le parole suggerite da Gesù: "Padre, non abbandonarci alla tentazione, ma liberaci dal male" (Matteo 6,13).

Per il cristiano è motivo di fiduciosa speranza e di serenità interiore nella sua lotta contro il male, il sapere che Gesù Cristo ha vinto Satana. Egli è "il più forte" che ha vinto "il forte" (cfr. Efesini 1,21; Luca 11, 22). In Lui vincitore, anche il credente radicato in Cristo non solo sarà reso capace di vincere il male, ma di superare anche la paura del demonio, quale stato d'animo che intristisce e paralizza la vita.

Ciò non esclude, tuttavia, la necessità di una continua vigilanza, secondo la realistica e sempre valida raccomandazione dell'apostolo Pietro: "Siate temperanti, vigilate. Il vostro nemico, il diavolo, come leone ruggente va in giro, cercando chi divorare. Resistetegli saldi nella fede" (1 Lettera di Pietro 5, 8-9).


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