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Teresa di Lisieux: Bernard Gouley, Rémi Mauger, Emmanuelle Chevalier |
"Vox populi" – Prima pubblicazione della "Storia di un’anima" – Prime richieste di canonizzazione
Céline "Reporter" – Un "abbraccio universale"
"Vox populi"
Già il 29 ottobre 1897 - Teresa è morta da nemmeno un mese - Madre Maria di Gonzaga spedisce una lettera a P.Madelaine (1): "Gli ultimi avvenimenti (2) mi lasciano quasi muta… La morte del nostro angelo mi lascia un gran vuoto… Lei ha lasciato delle pagine deliziose… e credo che potremmo farle conoscere. Questo è un segreto per voi. Voi dovreste correggere queste pagine. Non lo sa ancora nessuno, neppure in comunità…"
Il premostratense studia i manoscritti per tre mesi, e l'8 aprile 1898 scrive: "La prima lettura della "Storia di un'anima" (3) mi ha incantato, la seconda mi lascia in un entusiasmo inesprimibile. Ci sono in questo libro delle pagine così vive, calde, suggestive, che è quasi impossibile non esserne presi. Vi si trova una teologia che i più bei libri spirituali non raggiungono che raramente a un grado così elevato…
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nell'edizione del 1924 |
Non è una meraviglia vedere come una giovane ragazza di poco più di 20 anni si muova a proprio agio nel vasto campo delle Scritture ispirate, per cogliervi con mano sicura i testi più diversi e meglio appropriati a quel che vuol dire?"
L'entusiasmo di P.Madelaine non era condiviso da tutti… compreso Mons. Hugonin, vescovo di Lisieux, la cui prima reazione fu di rispondere a P.Madelaine di… non fidarsi troppo della immaginazione femminile. Ma comunque, data l'insistenza dell'interlocutore, concede l'imprimatur, arriva anche a lodare "il misticismo amabile, grazioso ed evangelico", ma... rifiuta di fare una prefazione.
P.Madelaine tiene poi al corrente la priora del Carmelo del suo lavoro: "Segnerò con la matita blu ciò che mi sembrerà che debba essere omesso..." Ma poco tempo dopo precisa: "Sto rileggendo il manoscritto e - cosa che mi stupisce - la mia matita blu non sottolinea quasi nulla!…"
Il 30 giugno 1898 P.Luis, un religioso di 80 anni, comunica il suo entusiasmo (4): "Per tre giorni ho vissuto con un angelo! Come Dio è ammirabile! Che nuova invenzione di santità, sconosciuta oso dire fino ad ora! Che rivelazione è data al mondo! E' veramente un genere di santità suscitato dallo Spirito Santo per i tempi presenti, nei quali tante anime, anche cristiane, non vedono nella vita del chiostro che gli orrori della Croce." Quel vecchio religioso ha subito compreso la novità della spiritualità teresiana in relazione alla sua epoca: l'amore divino che viene prima della giustizia divina.
Prima pubblicazione della "Storia di un’anima"
Resta da fare la pubblicazione… Lo zio Guérin (5) accetta di incaricarsi di tutto. Fa dei passi con alcuni editori di Parigi, che però non si dicono interessati. Trova infine un editore di provincia, le edizioni Saint-Paul di Bar-le-Duc, che accettano, e firma un contratto di cui si assume tutte le spese. Il libro sarà di 475 pagine, la tiratura di 2.000 copie e il prezzo 4 franchi. Lo stesso Guérin si incarica di correggere le bozze.
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Il 30 settembre 1898, cioè a un anno esatto dalla morte di Teresa, compare la "Storia di un'anima".
Il volume è inviato ai carmeli, ad altri monasteri amici, ad ecclesiastici e alle persone "del mondo" con le quali le religiose sono in corrispondenza. C'è il timore di non poter smaltire le 2.000 copie, e allora, nella lettera che accompagna l'invio, si chiede a chi riceve il libro di farne la promozione nel proprio ambiente.
Ma quest'ansia non dura molto. Prima della fine di ottobre la posta affluisce, sempre più numerosa. I vari carmeli sono tra i primi a rispondere. "Le nostre novizie hanno delle piccole tentazioni di gelosia" (6), assicura il carmelo di Epernay. "Le nostre piccole novizie vogliono invocare Teresa", constata quello di Villefranche-de-Rouergue. Scrive il carmelo di Chambery: "Noi tutte abbiamo visto e letto delle pagine sublimi. E' Teresa, o è forse Bossuet?" (7)
Il passa-parola funziona… Dal carmelo d'Angers il 27 ottobre: "Ne abbiamo parlato all'esterno, e già ci chiedono il libro." Il 2 novembre 1898 il carmelo di Niort domanda 10 copie, quello di Abbeville ne ha piazzate 150. Dal carmelo di Marienthal: "Vogliate inviarcene 10 copie al più presto, perché ci sono nella nostra Alsazia delle lettrici impazienti." Tre copie sono inviate a Roma, al Papa.
Già da gennaio 1899 vengono notizie da altre parti del mondo. Il carmelo di Saint Louis (Stati Uniti) scrive, in inglese, che il libro è apprezzato e che le novizie hanno appeso al muro la foto di Teresa. Stessa attenzione nel monastero di Sydney, in Australia.
E giungono rapidamente le lettere di laici. Scrive la Sig.ra De Feydeau da Parigi: "Io mi stupisco ogni tanto che il buon Dio possa sopportare il mondo, ma mi pare che una sola anima come la vostra piccola Teresa sarebbe sufficiente per arrestare le folgori del Cielo". Dunque in poche settimane, all'inizio del 1899, i 2.000 esemplari della Storia di un'anima sono esauriti.
Non manca qualche nota dissonante. Una priora scrive: "Questa religiosa così giovane non avrebbe dovuto affermare in modo così assoluto il suo modo di concepire la perfezione." A Lisieux l'abbé Dumaine, che aveva battezzato Teresa, confessa di aver rilevato del sentimentalismo nella Storia di un'anima.
Nella famiglia di Teresa ci si inquietava di questa improvvisa notorietà. Nel 1899 la Sig.ra Guérin, zia di Teresa, dice a Celina che loro sarebbero "costretti a lasciare Lisieux se continua ad aumentare la fama di Teresa intorno a noi…"
Fin dai primi mesi la tonalità generale della corrispondenza che arriva a Lisieux si arricchisce: i corrispondenti non si contentano di ammirare la Storia di un'anima, ma intendono stabilire dei legami personali con la piccola suora di Lisieux, del cui intervento spirituale sono fermamente convinti. Teresa diviene molto presto sorgente di grazie.
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Grazie già ricevute, fin dal 1898, e grazie richieste. Un anonimo scrive nel 1898: "E' un giovane di 23 anni, pieno di deboleza e di miseria, che viene a bussare alla porta del vostro Carmelo e a domandarvi di pregare per lui… Io vado sulla sua tomba." Una signora di Nogent-le-Roi domanda al Carmelo "l'elemosina della preghiera per ottenere, per intercessione di Teresa, la concessione di una scuola libera (gennaio 1899).
Molti carmeli sviluppano lo stesso tema: Suor Teresa ha detto che avrebbe passato il suo Cielo a fare del bene sulla terra: noi ne prendiamo atto e glielo domandiamo.
Iniziano le richieste di foto, disegni, reliquie di Teresa… Il carmelo di Lisieux risponde a tutte le lettere, e invia dei piccoli oggetti (8).
Una serie di altri piccoli episodi rivelano che già prima del 1900 la reputazione di Teresa comincia a diffondersi al di là della regione, e senza che questi fatti siano sempre legati alla Storia di un'anima.
Nei primi mesi dopo la morte di Teresa (30 settembre 1897), un giovane - che diverrà poi il vescovo di Esquimaux - viene a Lisieux in un pensionato. Durante la passeggiata del giovedì pomeriggio, che si fa in fila per tre, il gruppo di "collegiali" passa davanti al Carmelo e un suo compagno gli dice: "Sai, qui da poco è morta una giovane suora. Ebbene, sembra che sia un santa!" Altri episodi: un gruppo di ex-alunne dell'abbazia di Notre-Dame du Pré, dove Teresa aveva fatto i suoi studi, viene a venerare gli oggetti e i vestiti della loro compagna scomparsa. La contessa d'Harcourt fa toccare a delle medaglie una statua che era appartenuta a Teresa. Due sacerdoti della Compagnia delle Missioni Estere celebrano le loro prime Messe nella cappella del Carmelo.
Si cominciano a chiedere delle traduzioni. La prima traduzione sarà inglese, nel 1901. Verranno presto la polacca (1902), l'italiana e olandese verranno (1904), quella tedesca, portoghese, spagnola, giapponese, russa (1905) e via via le altre…
Occorre naturalmente ristampare la "Storia di un'anima". Il vescovo di Lisieux che aveva conosciuto Teresa, Hugonin, è morto qualche mese dopo di lei. Il successore, Mons.Amette, autorizza la reedizione il 24 maggio 1899. Saranno stampate 4.000 copie, poi 2.000 nel 1900 e nel 1901, 3.000 nel 1902 e poi nel 1904, e dopo di allora i numeri andranno sempre più crescendo.
Prime richieste di canonizzazione
Il primo a invocare la canonizzazione di Teresa è, per quel che conosciamo, il P.Etienne, trappista, in una lettera del 18 febbraio 1899: "Se un giorno, come spero, la causa di beatificazione verrà iniziata, Nostro Signore continuerà le sue "debolezze" verso questa "fanciulla di sogno" e si farà suo primo avvocato. Compiango il prelato che dovrà, in questa circostanza, fare l'"avvocato del diavolo".
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Nel 1903 un giovane sacerdote scozzese, che ha letto la prima traduzione inglese: "The Little Flower of Jesus" (9), viene a Lisieux e ha un colloquio con Suor Agnese e le altre due sorelle di Teresa. Ma quando parla di una possibile canonizzazione le religiose ridono: "Se fosse così - dice Suor Agnese - quante carmelitane si dovrebbero canonizzare?"
Perché all'epoca c'era l'idea che per essere proclamati santi occorreva aver fatto cose straordinarie. E cosa c'era di più ordinario - ai loro occhi - che la vita di Teresa? Ed anche Leonia, la sorella di Teresa che è Visitandina, e lo zio Isidoro Guérin, non sono per niente favorevoli a una prospettiva del genere.
Céline "Reporter"
Favore eccezionale, Céline Martin, sorella di Teresa, aveva potuto portare con sé, entrando al carmelo, la sua attrezzatura fotografica, che per l'epoca era molto buona. La userà, come i suoi pennelli, per mostrare sia la vita quotidiana della carmelitane come le loro ricreazioni e i giorni di festa.
Abbiamo così ben 47 foto con scene della vita carmelitana, che mostrano Teresa sola o in gruppo, ai piedi della Croce di pietra del chiostro, mentre interpreta Giovanna d'Arco in una delle composizioni teatrali (récreations pieuses) di sua comosizioni, durante il suo lavoro di sacrista, mentre lava la biancheria con la comunità o falcia il fieno ecc…
Non si deve sottovalutare il ruolo di queste foto nello sviluppo della devozione a Teresa, perché rivelano un viso che concretizza ciò che lo scritto può avere di astratto. Molto presto le immagini della "piccola suora" furono richieste dai fedeli e queste prime immagini ispireranno quel tipo di statue che sono presenti nelle chiese del mondo intero.
La prima edizione della Storia di un'anima (1898) aveva nel frontespizio una foto di Teresa presa il 7 giugno 1897, in cui tiene in mano due immagini, del Bambino Gesù e del Volto Santo. Ma per la seconda edizione, 1889, fu posto in copertina un ritratto di Teresa fatto da Céline, servendosi di una fotografia del 1894. E questo ritratto restò nelle edizioni successive per molto tempo.
Del resto, solamente dopo il 1950 saranno finalmente pubblicate tutte le foto, non ritoccate, fatte da Céline, e sappiamo della lunga polemica a questo proposito, nella quale Suor Agnese è stata più volte attaccata per avere "truccato" il viso della sorella, nello stesso modo in cui lei aveva "corretto" (un po' troppo!) i manoscritti di Teresa…
Un "abbraccio universale"…
Già nel 1905 il fenomeno teresiano attinge una dimensione talmente fuori dal comune che non è inutile porsi qualche domanda per spiegare il fenomeno.
La forma e lo stile della Storia di un'anima evidentemente rispondono allo spirito del suo tempo. La sostanza invece, come noi ci rendiamo ora conto dopo un secolo, è profondamente innovativa. Ma questa "novità" è stata all'epoca percepita dalla maggioranza dei lettori? Probabilmente no, anche se un piccolo numero di teologi, come il P.Madelaine, compresero subito la svolta spirituale operata da Suor Teresa.
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E' sorprendente inoltre il numero di persone che, dai primi mesi dopo la morte, pregano questa carmelitana morta prematuramente, vanno sulla sua tomba, scrivono al carmelo, ringraziano per grazie ricevute.
E' soprattutto il "passaparola" che funziona… perché certamente la maggior parte dei primi pellegrini e corrispondenti non hanno letto la Storia di un'anima… Siamo dunque in presenza anche qui di quell'enigma chè è la "vox populi" (vox populi, vox Dei…).
Con in prima fila Madre Agnese e Suor Geneviève (Céline), le carmelitane di Lisieux affrontano una formidabile attività. "Dopo la mia morte - aveva detto Teresa - voi andrete dov'è la cassetta delle lettere e ti troverete delle consolazioni."
In effetti, il flusso quotidiano della posta diviene sempre più imponente: una media di 50 lettere nei primi mesi, fino ad arrivare anni dopo a un culmine di 500 lettere al giorno!…
Ogni lettera riceve una risposta, è un principio stabilito che le carmelitane osservano ancora oggi, dopo un secolo, un impegno al quale non sono mai venute meno. Più di 100.000 immagini di Teresa sono spedite ogni anno, ed esattamente 183.348 già nel 1909!…
"Che cosa incredibile, mio Dio, alla nostra età! - esclamerà Madre Agnese - Mai avrei potuto supporre solamente la centesima parte di questo abbraccio universale, quando ho lanciato, timidamente, la prima edizione del 1898."
La novità del messaggio teresiano, la sua rispondenza ai bisogni del suo tempo, l'appoggio della Chiesa di Roma, tutte spiegazioni che però non sono sufficienti. Tre anni (1897-1900) per essere conosciuta nei cinque continenti, per attirare le folle sulla sua tomba, per mobilizzare decine di migliaia di corrispondenti, sono veramente pochi. E' una celebrità veramente fulminea.
Il gran lavoro di corrispondenza portato avanti dalle carmelitane di Lisieux e di altri monasteri non avrebbe potuto, da solo, suscitare una tale "passione". C'è in Teresa l'impronta del genio dello Spirito. Resta e resterà sempre una parte di mistero nell'avventura della piccola carmelitana di Lisieux… (10).
Note
1. Madre Gonzaga è stata l’ultima Priora di Teresa. P.Madelaine è un sacerdote premostratense che aveva dato qualche ritiro a Lisieux.
2. La morte di Teresa, avvenuta il 30 settembre 1897.
3. Titolo dato da Madre Agnese, sorella di Teresa e sua Priora per un certo periodo. Fu lei a ordinare a Teresa di redigere il manoscritto.
4. Dopo la lettura del manoscritto che gli aveva passato p.Madelaine.
5. Isidore Guerin, fratello della madre di Teresa, Zélie Guerin, morta quando Teresa aveva quattro anni.
6. Verso Teresa.
7. Famoso autore di libri di vita spirituale dell’epoca, apprezzato ancora oggi.
8. A ciò si deve anche la distruzione di alcune lettere di Teresa, ridotte a striscioline per farne reliquie…
9. Come eco del primo titolo della traduzione inglese della "Storia di un’anima", ancora adesso nel mondo anglosassone Teresa è molto frequentemente e semplicemente chiamata "The Little Flower".
10. Il presente articolo è tratto dall’opera di Bernard Gouley, Rémi Mauger ed Emmanuelle Chevalier: Thérèse de Lisieux, ou la grande saga d'une petite soeur - 1897-1997, pp.27-46.]
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