![]() |
S.Elisabetta d'Ungheria - 1 Mary Germaine MICM |
Un nuovo ordine sociale -- Stella meravigliosa -- Santa nella Corte del Sovrano -- Un santo Matrimonio
I Poveri -- Avanzando nella santità --
La Croce di Elisabetta -- Cacciata dal Castello -- Ultimi giorni di Gloria
Un nuovo ordine sociale
Arricchita dalla fede Cattolica, l’Europa giunse a nuovi gradi di civilizzazione e cultura sulle rovine dell’antica Roma pagana. Un nuovo ordine sociale ricevette la sua vitalità dalle virtù sociali e personali adottate nella vita della famiglia cristiana. Ciò non fu mai così chiaro come nel Medio Evo quando nelle case reali d’Europa ci furono sovrani che erano dei santi. Questi uomini e donne - valorosi e virtuosi - valutarono la loro santità come apice della loro nobiltà. Le nazioni cattoliche o prosperarono con la benedizione di Dio, o pagarono le conseguenze dell’ infedeltà nei confronti dei loro doveri sacri.
In testimonianza della forza della Grazia di Dio, i guerrieri magiari, una delle comunità più violente e più difficili da sottomettere, diedero alla Cristianità alcuni dei suoi più santi monarchi. Questa linea reale iniziò con la conversione del capo dei Magiari, Geza, nel 975 AC , il cui figlio, S.Stefano, divenne re d’Ungheria e regnò dal 1000 al 1038. Stefano e i suoi discendenti fecero di tutto per estendere l’influenza della fede cristiana anche al di fuori del loro paese e in tutta Europa.
S.Elisabetta d’Ungheria brilla in questa famiglia come una delle stelle più lucenti. Nel breve arco di tempo della sua vita terrena, 24 anni, realizzò mirabilmente i disegni di Dio prima come principessa, poi come moglie, madre e vedova, insegnando a se stessa e trasmettendo alle generazioni seguenti l’incomparabile valore della rinuncia a se stessi e della carità al servizio di Dio.
Stella Meravigliosa
Il padre di S.Elisabetta, Andrea II, ricco e potente re d’Ungheria, Galizia e Lodomeria, iniziò a regnare nel 1205. Era descritto come "valoroso, intraprendente, pio, generoso ed ottimista, che non ha mai pensato al domani". Per rinforzare i legami politici sposò la contessa tedesca Gertrude di Andechs-Meran, diretta discendente di Carlo Magno. La sorella della regina Gertrude, Hedwig, moglie del duca di Slesia, fu proclamata Santa. Un’altra sorella era Badessa Benedettina e due fratelli erano cardinali, meglio detti "principi della Chiesa".
Elisabetta nacque verso la metà del 1207, nel palazzo reale a Pozsony, odierna Bratislava, sul Danubio. I suoi primi tre anni passarono felicemente con la sorella Maria e il fratello Bela, che un giorno sarebbe succeduto al padre come re Bela IV. Fin dalla sua più tenera età Elisabetta amò la musica, la danza e giocare in campagna, ma la sua più grande gioia era fare l’elemosina per alleviare le sofferenze dei poveri.
![]() |
S.Elisabetta d'Ungheria |
L’amore di Elisabetta bambina per la virtù e la preghiera corrisponde perfettamente al suo nome, che in ebraico significa "adoratrice di Dio" o "consacrata a Dio". Ma non c’era per Elisabetta neanche la più remota opportunità di seguire la strada della zia materna, la badessa Benedettina. Seguendo il costume di quel tempo, suo padre, per ragioni politiche, combinò il suo matrimonio quando lei era ancora neonata. Stabilì che Elisabetta sarebbe diventata Duchessa di Thuringia.
Hermann I, Langravio (Conte) di Thuringia, regione della Germania orientale, era patrono delle arti e uno dei sovrani più ricchi ed influenti di tutta Europa al principio del XIII secolo. Era cugino dell’imperatore del Sacro Romano impero, Federico II. Il Wartburg, suo storico castello, era centro di magnificenza e cultura. Ma nonostante la gloria del suo regno, questo era pieno di scompiglio: i principi feudali erano in guerra l’un l’altro ed in conflitto con le autorità reali ed imperiali. Le relazioni amichevoli e il supporto alle potenti nazioni straniere erano importanti allora come non mai. Hermann non aveva perso tempo nel raccogliere informazioni su possibili alleanze vantaggiose cercando una moglie appropriata per il suo giovane figlio Ludwig [Ludovico].
La felice realizzazione di tale intento giunse piuttosto inaspettata. Un pomeriggio, il grande Kingslohr, padrone dei "minnesingers", o trovatori tedeschi, intimorì tutti al castello di Wartburg con una sbalorditiva profezia: "Vedo una meravigliosa stella brillare in Ungheria" - disse in trance - "i suoi raggi giungono fino a Marburg, e da qui si estendono in tutto il mondo. Sappiate inoltre che lì è nata al mio signore, re d’Ungheria, una figlia il cui nome è Elisabetta. Lei sarà data in matrimonio al figlio del vostro principe, diventerà una Santa e la sua santità allieterà tutta la Cristianità".
Il Langravio Hermann prese le parole di Kingslohr molto sul serio, e iniziò un’indagine scrupolosa tra tutti coloro che venivano dall’Ungheria, per sapere di quella principessa nata in quella notte. Compiaciuto di tutto ciò che udiva di lei, iniziò a fare progetti per il fidanzamento di Elisabetta con suo figlio.
Felicemente inconsapevole di tutte le strategie politiche che la circondavano, Elisabetta, a soli quattro anni, dovette all'improvviso rinunciare alle gioie dell’infanzia innocente. Giunse infatti dalla lontana Turingia un drappello di cavalieri per prendere la principessa e portarla alla sua nuova casa. Secondo i costumi dell’epoca, sarebbe cresciuta lì con il suo futuro marito e la sua famiglia, così avrebbe appreso quell'educazione e modi convenzionali tipici di una corte reale per poter diventare una buona moglie per il futuro sovrano.
I cavalieri di Thuringia scortavano un’ambasciata con due carrozze al seguito. Dopo tre giorni di feste e di servizi religiosi, lasciarono l’Ungheria con tredici carrozze, caricate con la dote di Elisabetta e i magnifici doni per la corte di Turingia. Come ricordano antiche cronache: "Molti e meravigliosi vasi d’oro e d’argento; i più preziosi diademi, anelli, collane, cinture piene di gioielli; un bagno d’argento, innumerevoli vestiti, cuscini e copriletti di seta color porpora; cose di un tale valore e bellezza che mai erano state viste nella terra di Thuringia."
Oltre queste meravigliose cose, vi erano sei stupendi cavalli arabi per Elisabetta, insieme ad attendenti e cavalieri. Al suo seguito c'erano anche servitori ungheresi così come le sue personali ancelle, due delle quali le rimarranno amiche fedeli fino alla fine. E' a loro che siamo debitori di molte informazioni biografiche su Santa Elisabetta.
Prima di partire, re Andrea pose sua figlia, "luce dei suoi occhi e gioia della sua vita," nelle mani del conte Walter di Varila: "Promettimi sulla fede di cavaliere cristiano che sarai sempre un vero amico della mia bambina e che la proteggerai." Varila promise: "La proteggerò e le sarò sempre fedele." La regina Gertrude diede il suo addio alla sua bambina piuttosto freddamente, dicendo: "Agisci come una principessa." Successivamente la bambina saprà che la madre due anni dopo era stata uccisa da un gruppo di ribelli.
![]() |
"Elisabetta e le sue compagne studiarono tedesco, francese, latino, storia, musica, letteratura e ricamo." |
Il viaggio dal suo luogo natale alla sua nuova casa, la città di Eisenach, in Turingia, durò diversi mesi, poiché l’entourage reale fu salutato lungo la strada con molte feste. Alla fine giunsero al castello di Wartburg, una costruzione sulla vetta di una montagna circondata da più di cento miglia di scura foresta, massiccio castello centenario che serviva da fortificazione per i villaggi circostanti. Le pareti esterne erano spesse dieci piedi e quelle interne sei. Così viene descritto: "Mura di pietre con pesanti cancelli e torri di controllo, il ponte levatoio, gli inaccessibili parapetti, una prigione sotterranea, una fortificazione stretta, alta, dove ci sono preziosi possessi e gli approvvigionamenti extra sono immagazzinati su diversi piani con coperture a volta, cantine scure ed umide, cucine e panetteria, stanze dei servi e giardini e stalle…"
Al suo arrivo la principessa fu accolta dal Langravio Hermann Langrave e da sua moglie Sophia, che le presentò la sua nuova famiglia: il suo fidanzato, Ludwig, di undici anni, e gli altri suoi figli, Hermann, 10 anni, Agnes, 4, Hermann Raspe e Conrad. A questa famiglia si aggiunsero altri sei bambini nobili di Thuringia, come compagni di gioco di Elisabetta. Due, chiamati Guda e Isentrude, saranno i suoi più cari amici per tutta la vita. Il fidanzamento ufficiale dei due ragazzi ebbe luogo nella Cappella del castello, dove il vescovo benedì Elisabetta e Ludwig.
Fu "amore a prima vista", per quanto possibile tra bambini. Tra loro si chiamavano "fratello e sorella." La loro gioia era farsi compagnia e quando erano piccoli trascorsero quanto più tempo possibile insieme, ma come futuri sovrani di un regno potente entrambi avevano molto da imparare.
Sotto la tutela della madre di Ludwig, Sophia, Elisabetta e le sue compagne studiarono tedesco, francese, latino, la storia del reame, musica, letteratura e ricamo, così come la cura dei lini, tappezzerie e guardaroba. Di capitale importanza, comunque, era l’addestramento dettagliato sul come essere " una futura regina di Landgrave."
Nel frattempo Ludwig effettuava i suoi esercizi come futuro sovrano di Thuringia. Come era tradizione per chi doveva divenire cavaliere, divenne "paggio" all’età di sette anni. Imparò a servire i signori e le dame con modi perfetti. Come cavaliere, avrebbe avuto i propri attendenti, un’armatura ed un cavallo. Anche a lui fu insegnato il latino, francese, musica, matematica, abilità equestri e le arti militari.
Si dice che Ludwig fosse ineguagliabile dal punto di vista fisico e mentale. Era il ritratto perfetto di un cavaliere medievale: "alto, ben proporzionato, affascinante, attirava chiunque gli si avvicinasse, abile nei discorsi, prode ed intrepido." Fu Elisabetta ad elevare queste qualità ad un livello soprannaturale, insegnando a Ludwig ad agire per amore di Dio.
Questa è una delle caratteristiche che contraddistingue la Santa che diventerà Elisabetta. Lei non ha mai voluto, neanche per un minuto, qualcosa che non fosse in conformità alla volontà di Dio, e ha sempre sentito che la sua unione con Ludwig era voluta dal Signore. Amando Ludwig, obbediva alla volontà Divina, quindi, amava Dio. Automaticamente questo spostò il loro amore su un altro piano, tenendolo lontano dall’essere macchiato dal mero affetto carnale. Erano pronti ad acquisire la santità voluta per loro dall’Eccelso Dio.
Fu provvidenziale che Ludwig avesse preso il suo addestramento educativo così seriamente, poiché dovette iniziare a regnare in giovane età, a causa della morte del padre nel 1217. La causa della tragica morte del vecchio Landgrave è attribuibile alle sue difficoltà politiche ed alle sue alleanze contro la Chiesa, che sfociarono nella sua scomunica. Nel medioevo la scomunica era considerata una punizione estrema. Questa censura più seria fu imposta per la correzione dell’offensore e per la difesa del fedele.
Per un sovrano la scomunica significava esclusione da tutti i servizi divini, dalla preghiera pubblica e dai sacramenti della Chiesa, e se avesse perseverato sarebbe stato costretto a perdere il suo ufficio, ed i suoi sudditi sarebbero stati sciolti dall’obbligo di fedeltà a lui. Questo colpo, insieme alla perdita di suo figlio Hermann, lo fecero uscire di senno e per qualche tempo Ludwig ha dovuto agire al suo posto. Poi un giorno Landgrave andò a cavalcare e non tornò mai più.
Elisabetta fu molto colpita per la morte di suo suocero, per chi cioè, oltre Ludwig, l'aveva amata più di chiunque altro. Pregò intensamente per la sua anima. Elisabetta e Ludwig piansero sulla seguente preghiera trovata nel libro delle preghiere di Sophia Landgrave: "A Te, Gesù, raccomando l’anima del Tuo servo, Hermann, che anche se si è macchiato di qualche crimine o peccato, è ancora una Tua creatura per cui il Sacro Sangue di Cristo è stato versato e che ripone in Te le sue speranze. Proteggilo dal male oggi e sempre. Rendilo libero dal potere e dalla violenza dei suoi nemici. Salvalo dalla paura del corpo e dall’improvvisa morte. Lo raccomando a Te con la speranza e la fede che possa essere salvato."
Dopo un periodo di lutto, Ludwig fu fatto cavaliere all’età di diciotto anni, piuttosto che all’età consueta di ventuno, e prese il nome di Ludwig IV [Ludovico IV], Landgrave di Thuringia. Il vescovo di Naumberg presiedette l’elaborata cerimonia. Secondo l'uso del tempo feudale, Ludwig pagò l’omaggio a Federico II come suo vassallo e a sua volta ricevette l'omaggio dei suoi nobili sudditi.
Conosciuto per la sua onestà e nobiltà d’animo, il giovane Langravio fu molto rispettato dagli altri sovrani. Il suo cappellano privato lo descriveva come "allegro, coraggioso, pio, modesto, casto e solo." Elisabetta fu felice del pegno di Ludwig: "La mia anima appartiene a Dio, la mia vita al mio sovrano, il mio cuore alla mia signora, Elisabetta, ed il mio onore a me stesso." Per rispetto ai poveri, ordinò che la tradizionale cerimonia fosse ridotta ad un banchetto. Ciò irritò la corte, che lo accusò di essere stato influenzato da Elisabetta.
|
|
![]() |