San Giuseppe Moscati
il Medico Santo di Napoli  * 1880 - 1927

1 - Chi è S.Giuseppe Moscati? - Benevento, città natale del Santo

Antonio Tripodoro s.j. - Egidio Ridolfo s.j.

Chi è S.Giuseppe Moscati? -- I genitori -- Benevento, città natale del Santo

Chi è San Giuseppe Moscati?

Un medico santo nostro contemporaneo

S. Giuseppe Moscati è un nostro contemporaneo. Di lui possediamo scritti autografi, foto e testimonanze di persone che hanno lavorato con lui o ne hanno sperimentato gli interventi. Lo si sente uno di noi, ma subito si avverte il fascino della sua personalità. E' dotto, saggio, sensibile, umano

Le doti naturali sono modellate dalla santità e sono messe a disposizione di tutti, particolarmente dei più bisognosi. La sua vita è ricca di episodi di carità cristiana. Tutti lo hanno amato da vivo, ma dopo la morte questo affetto è cresciuto a dismisura. Si ricorre a lui come ad una persona carissima, ed egli risponde, spesso si manifesta e innumerevoli sono gli interventi di grazia. Dio si serve di lui per dare serenità a moltissime persone.

Paolo VI
Giovanni Paolo II

"Gli ammalati sono le figure di Cristo"
[da uno scritto di San Giuseppe Moscati del 1922]

Paolo VI, il Papa che lo ha beatificato

"Chi è colui che viene proposto oggi all'imitazione e alla venerazione di tutti?
E' un laico, che ha fatto della sua vita una missione percorsa con autenticità evangelica...
E' un Medico, che ha fatto della professione una palestra di apostolato, una missione di carità...
E' un Professore d'università, che ha lasciato tra i suoi alunni una scia di profonda ammirazione...
E' uno Scienziato d'alta scuola, noto per i suoi contributi scientifici di livello internazionale... La sua esistenza è tutta qui..."

Giovanni Paolo II, il Papa che lo ha canonizzato

"L'uomo che da oggi invocheremo come Santo della Chiesa universale, si presenta a noi come un'attuazione concreta dell'ideale del cristiano laico.
Giuseppe Moscati, medico Primario ospedaliero, insigne ricercatore, docente universitario di fisiologia umana e di chimica fisiologica, visse i suoi molteplici compiti con tutto l'impegno e la serietà che l'esercizio di queste delicate professioni laicali richiede.
Da questo punto di vista il Moscati costituisce un esempio non soltanto da ammirare, ma da imitare soprattutto da parte degli operatori sanitari... Egli si pone come esempio anche per chi non condivide la sua fede".

I genitori

La famiglia Moscati proviene da S.Lucia di Serino, piccolo paese in provincia di Avellino, distante pochi chilometri dal capoluogo.

In S.Lucia di Serino, nel 1836, nacque Francesco, il padre del futuro Santo, che si laureò in giurisprudenza e percorse brillantemente la carriera della magistratura.
Fu giudice al Tribunale di Cassino, Presidente del Tribunale di Benevento, Consigliere di Corte d'Appello, prima ad Ancona e poi a Napoli, dove morì il 21 dicembre 1897.

A Cassino Francesco Moscati conobbe e sposò Rosa de Luca, dei marchesi di Roseto. Dal matrimonio nacquero nove figli: Giuseppe fu il settimo.

Finché visse, il padre del Santo ogni anno conduceva la moglie e i figli al paese natale, per un periodo di riposo e per stare a contatto con la natura. Si recavano insieme nella chiesa delle Clarisse, per partecipare alla Messa, che spesso Francesco stesso serviva.

In due lettere S.Giuseppe Moscati fa cenno al paese natale. La prima è del 20 luglio 1923, scritta durante il suo viaggio in Francia e Inghilterra:
"Alle ore 14.20 partenza per Modane, per la Francia. [...]
Attraversiamo delle valli chiuse da monti ricoperti di castagni (Borgone). Qua e là il nastro argenteo dei fiumi: come è simile questo paesaggio a quello indimenticabile di Serino, l'unico posto al mondo, l'Irpinia, ove volentiere trascorrerei i miei giorni, perché rinserra le più care, le più dolci memorie di mia infanzia, e le ossa dei mie cari!"

La seconda lettera fu scritta il 19 gennaio 1924, dopo aver appreso la morte di un suo zio:
"La fine di zio Carmelo è il crollo di tanti ricordi cari legati alla sua persona. Oh, le dolci memorie della infanzia, dei monti di Serino! Cose e persone del paese di mio padre mi sono fitte nel cuore indelebili; e la dipartita d’ogni testimone della mia passata spensieratezza è una disillusione di più: precipita la parte romantica della mia personalità. E più mi sento solo, solo e vicino a Dio!"

A S.Lucia di Serino Moscati dedicò anche una breve poesia, che conferma la sua particolare sensibilità. La scrisse il 10 aprile 1900, quando aveva venti anni ed era studente di medicina.

Francesco Moscati,
padre del Santo

Rosa De Luca,
madre del Santo

   

Sospiro!…

Sospiro, o diletto
paese natio!…
Sospiro al ricordo
del verde pendio…
Ti vedo da lungi,
ma triste un addio,
migrando lontano
per sempre ti do,
      Crudele destino!…

La pace soave
degli anni miei teneri,
vissuti felici
nel seno tuo provvido,
è’ il dolce ricordo
che serbo di te,
      Paese natio.

Benevento, città natale del Santo

Giuseppe Moscati nacque a Benevento il 25 luglio 1880, festa liturgica di S.Giacomo Maggiore Apostolo.
La famiglia vi si era trasferita da Cassino nel 1877, quando Francesco Moscati fu promosso Presidente di Tribunale, prendendo alloggio in Via S.Diodato, nei pressi dell'ospedale dei Fatebenefratelli.

Dopo pochi mesi andò ad abitare in un appartamento di Via Porta Aurea, vicino all'Arco di Traiano, costruito in onore dell'imperatore nel 114 d.C.
Nel palazzo Andreotti, acquistato poi dalla famiglia Leo, nacque Giuseppe, nell'ultima stanza a sinistra. Si accede all'appartamento attraverso un ampio portale che immette in un cortile da cui parte uno scalone di pietra.
Una lapide accanto al portone d'ingresso ricorda l'avvenimento.

Nella Cattedrale di Benevento, nella cappella del SS.Sacramento, si può ammirare la statua marmorea di S.Giuseppe Moscati, opera di P.Mazzei di Pietrasanta.

"Perseverate con Dio nel cuore...
con amore e pietà per i derelitti,
con fede e con entusiasmo... disposto solo al bene".

[Da una lettera del Dott. Giuseppe Biondi, del 4 settembre 1921]

Benevento alla nascita di Moscati

II 3 settembre del 1860, dopo circa otto secoli di governo pontificio, Benevento veniva annessa al Regno d'Italia.
L'ultimo Delegato Apostolico, Mons. Eduardo Agnelli, nel lasciare la città aveva ricevuto l'onore delle armi dai soldati del nuovo regime. La città mutava vita ed entrava nell'ordine territoriale della nazione italiana.

"Secondo lo schema politico piemontese furono espropriati i conventi, cacciati i religiosi, manomessi gli archivi, deturpate o distrutte linee architettoniche di antichi edifici. Alcuni si aspettavano cose nuove e travolgenti, altri le temevano... II clan massonico, importato da zone limitrofe, ebbe anch'esso il suo tempo favorevole.
Alla venuta della famiglia Moscati, [...] in Benevento i bollori erano in buona parte sopiti". (Lauro Maio, S.Giuseppe Moscati e Benevento sua città natale, Benevento 1987, p.13).

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