Padre Pio e Giuseppe Moscati

Due figli della regione di Benevento,
diversi nello stile, uguali nell'amore

Felice D'Onofrio o.f.m.cap.

Finalmente è stata riconosciuta ufficialmente la santità di Padre Pio, e questo appaga un desiderio profondo e diffuso di milioni di persone che, in quasi tutte le parti del mondo, già veneravano l'umile ma grande frate del Gargano.

Una devozione, quella per Padre Pio, che si è diffusa a macchia d'olio, con una spontaneità che sa di prodigioso. Ed è proprio il prodigioso che caratterizza quest'uomo, il quale con la sua vita è divenuto un "segno", proprio in un'epoca razionalistica, miscredente, ma - forse ancora di più - indifferente ad ogni idea di trascendenza.

Padre Pio, beatificato il 2 maggio 1999 e proclamato Santo il 16 giugno 2002

E' la mano del Creatore che sapientemente suscita al momento opportuno un segno di contraddizione, una pietra di inciampo che rappresenti un momento di riflessione per un mondo che corre all'impazzata lungo vie sbagliate.

Padre Pio è stato un segno di contraddizione per i carismi dei quali era dotato, i quali però affondavano nella profonda spiritualità di un uomo che amava tanto il Cristo da immedesimarsi nella sua Passione con la sofferenza del suo corpo.

Si parla tanto di prodigi, di profezie, del potere di leggere nelle coscienze da parte di quest'uomo, e forse si parla meno della sua profonda spiritualità, che risalta in pieno nel suo voluminoso epistolario.

L'uomo è sempre più portato ad interessarsi del fatto eclatante, spettacolare, inspiegabile, molto meno della fede limpida, genuina e sofferta che fa da supporto alle manifestazioni esterne, destinate comunque a restare il più delle volte solo a livello epidermico. Forse è proprio su questo aspetto che spesso gioca la Provvidenza, che in un mondo distratto introduce un elemento di attrazione, per poi far meglio riflettere sul vero essenziale, che è poi la vera fede.

Anche Pietro negli Atti degli Apostoli ci dice che Cristo fu accreditato con segni, prodigi e miracoli presso il suo popolo, il quale però, nonostante la grande attrazione emotiva, lo condannò al supplizio della Croce. Quel che però non era riuscito ai segni, riuscì dopo per l'azione dello Spirito Santo che confermò i discepoli, i quali divennero i propugnatori convinti di una fede che ancora oggi è l'unico punto fermo di questo mondo, anche attraverso la testimonianza dei Santi.

Quel che è curioso è che i Santi sono come Giano bifronte: uguali nell'amore per Dio, diversi nella loro espressività. Molto difficile che i Santi si copino e tentino di imitarsi. A differenza degli altri uomini, essi cercano di conservare la loro individualità. Nell'amore verso Dio sono come i veri artisti: ognuno ha il suo stile; anche se appartengono ad una scuola, ciascuno si distingue per la sua vera impronta. Si tratta di uomini veramente degni di questo nome!

E' bello anche cercare di intravvedere i rapporti tra i Santi, specie quando questi protagonisti della fede sono più o meno coetanei. In tal senso Padre Pio e Giuseppe Moscati, due figli della terra beneventana, nati a distanza di sette anni nello stesso secolo, Padre Pio nel 1887 e Moscati nel 1880, possono essere considerati realmente le espressioni più belle della fede nella prima metà del Novecento, poiché è in tale periodo che hanno espresso il meglio di loro stessi.

Diversi nello stile, uguali nell'amore!

La visione cristocentrica è il punto di contatto più stretto di questi due uomini, che come anelli incrociati si toccano ma poi estrinsecano il loro orientamento in due direzioni diverse.

Padre Pio, frate e sacerdote; Giuseppe Moscati, laico e medico. Forse il carattere un poco reattivo li faceva vagamente somigliare, ma credo che ciò fosse proprio in relazione alla stessa ottica cristocentrica che faceva preferire ad ambedue l'essenziale.

Partendo dal Cristo, l'amore per il sofferente dello spirito e del corpo era per Padre Pio un caricarsi, un compartecipare con la preghiera. Per Giuseppe Moscati l'amore per il sofferente del corpo e dello spirito era un caricarsi di attento esame e di notevole studio.

Ambedue facevano scuola: Padre Pio con l'esempio nel sofferto mistero della penitenza, Moscati nel prodigarsi a dare ai giovani allievi il meglio della dottrina e dell'osservazione scientifica.

San Giuseppe Moscati, beatificato il 16 novembre 1975
e proclamato Santo
il 25 ottobre 1987

La Confessione era il cavallo di battaglia di ambedue; Padre Pio con quella visione introspettiva che non lasciava al penitente adito ad ambiguità, Giuseppe Moscati che la "prescriveva" addirittura sul ricettario, convinto che la guarigione dei mali dello spirito aiutava a guarire quelli del corpo.

Padre Pio, segno visibile nel corpo della passione dei Cristo, Giuseppe Moscati, segno di una invisibile passione del Cristo che modellava il suo spirito nella solitudine di un mondo laico che non poteva comprendere la profondità della sua fede.

Padre Pio, operatore di segni, prodigi e miracoli che lo hanno reso oggetto di contraddizione. Da un lato folle devote ed osannanti fino alla oppressione, dall'altro l'incomprensione dei suoi confratelli. Giuseppe Moscati, senza aver mai operato un qualsiasi segno prodigioso in vita, veniva oppresso da una folla di pazienti anelanti la sua opera di medico.

Padre Pio, statico nel breve perimetro della Chiesa e del convento di S.Giovanni Rotondo, Giuseppe Moscati che vaga da un punto all'altro del sud Italia, portando anche all'estero la voce della grande scuola medica napoletana.

Ambedue hanno vissuto la prima guerra mondiale, Padre Pio come soldato, sempre però nell'ambito dell'Ospedale militare di Napoli; Giuseppe Moscati come Primario del reparto militarizzato dell'Ospedale Incurabili di Napoli.

Non vi è alcuna traccia che i due si siano incontrati a Napoli, probabilmente non si sono né cercati, né tantomeno conosciuti in vita.

Padre Pio trova in P.Agostino Gemelli una inspiegabfle ostilità; Giuseppe Moscati suscita invece nel fondatore dell'Università Cattolica un'ammirazione profonda, tanto da chiederne la beatificazione, augurandosi di poter mettere le spoglie mortali del santo medico nella cappella di una agognata facoltà di Medicina.

La diversità dei ruoli non impediva però ad ambedue una viva sensibilità eucaristica che li trasformava, elevandoli in una profonda adorazione.

Moscati muore nel pieno della maturità in modo inatteso e rapido, Padre Pio muore a 81 anni per la evoluzione di un processo morboso che ne faceva prevedere la fine.

Ambedue chiudono un'epoca storica, anche se diversa nella proiezione. Padre Pio, morendo nel 1968, chiude la sua vita alla fine di un'epoca a cui segue quella postmoderna. Moscati muore nel 1927, quando l'assistenza sanitaria da aspetto caritativo e personalizzato va trasformandosi in pubblica e sempre più anonima.
Ambedue hanno finito il loro ruolo. Ambedue si immergono in quella Eternità da loro sempre agognata.

Di loro resta, al di là dei segni o della capacità professionale, la fede, l'esempio, l'amore, che nella diversità unifica e trascende la creatura in quell'immenso ed infinito oceano di luce, restando per noi viventi segno e richiamo nel nostro cammino terreno.

NOTA: Su questo argomento vedi anche l'articolo di
Sebastiano Esposito s.j.: "Osservazioni sul 'fenomeno' Padre Pio"


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