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Il noviziato: cos'è?

È forse la domanda che vienefattapiù spesso, ma non è facile rispondere. Si potrebbe presentare un elenco di cose che si fanno, ma sarebbe riduttivo, o all'altro estremo fare un discorso troppo teorico. Forse una via di mezzo potrebbe servire come presentazione ... e cercheremo di dare un'idea di quello che si fa in noviziato, e quello che si cerca di coltivare ...

Per capire meglio il perché del noviziato, è utile tenere presente il fine di questo periodo, come ne parla la stessa Compagnia ...

"Il noviziato è insieme un tempo di formazione e di prova durante il quale la grazia della vocazione dev'essere coltivata e deve anche già manifestare i suoi frutti." (NC 44 § 1)
Il noviziato è un periodo di verifica della vocazione, di discernimento della volontà di Dio per decidere l'orientazione della propria vita. È anche un tempo di fondazione (nell'esperienza spirituale dell'incontro con Cristo), e di iniziazione alla vita religiosa nella Compagnia di Gesù. È una tappa caratterizzata da diversi "esperimenti", diverse prove, che progressivamente aiutano a formare e provare, ad imparare e ad appropriarsi del modo di procedere e della missione apostolica della Compagnia, nel contesto di una stretta relazione con il Signore, accompagnati dal maestro dei novizi.

Tra esperimenti ...

Il nostro cammino in noviziato è segnato da diverse esperienze o "esperimenti". Alcuni di questi risaltano di più in una prima presentazione.

Il primo "esperimento", e quello centrale, è il mese degli Esercizi Spirituali ... esperienza fondamentale dell'incontro con Cristo, e alla stesso tempo di conoscenza personale, dove Dio "rivela" quello che siamo e ci aiuta a conoscere le aspirazioni e i desideri più profondi, e i blocchi che ci impediscono di essere liberi di scegliere Lui. Sicuramente, queste esperienza fondante deve poi essere portata anche nella vita quotidiana: un'educazione alla familiarità con Dio nella preghiera, per crescere nell'amore personale verso Cristo e imparare a cercare Dio in tutte le cose.

a destra: S. Cuore del Fr. Venzo sj
a sinistra:"... aiutando e servendo tutti ..."

Un secondo "esperimento", durante il primo anno, consiste in un mese di servizio in un ospedale... aiutando e servendo tutti, infermi e sani, per servire in tutto e in tutti il proprio Creatore e Signore. Giorno dopo giorno a contatto coi malati e con chi è loro vicino: dove il bisogno non è solo di coloro che hanno problemi fisici o psichici ma di tutti, bisognosi di dare e di ricevere.

D'estate, in tutti e due gli anni, si vive in diverse comunità, e si aiuta in diversi ministeri della Compagnia - gli esperimenti estivi- che ci mettono in contatto con la vita concreta della Compagnia nel suo cammino di preghiera, di missione, di apertura ai problemi interiori e sociali dell'uomo d'oggi.

Nel secondo anno, si vive in casa un esperimento di studio... un mese di corsi brevi (tra cui corsi d'introduzione al Mistero della Chiesa, alla Sacra Scrittura, alla Pedagogia Ignaziana). Per l'esperimento apostolico che si svolge durante la Quaresima siamo mandati in alcune case, o collegi della Compagnia, per svolgere attività varie, in particolare collegate alla preparazione per la Pasqua. In estate, poi, avvicinandoci alla fine di questa tappa, si è inviati, due a due, per il pellegrinaggio in povertà... a piedi senza denaro, né alcuna sicurezza di tipo economico, né cibo né alloggio. Questo perché concretamente si possa sperimentare la presenza e la provvidenza del Signore attraverso le cose per le quali ordinariamente non ci si occupa più di tanto.
 

... e vita quotidiana ...

Ma il noviziato non si può ridurre a questi esperimenti "grandi". È ugualmente importante la vita quotidiana, ordinaria, in casa ... nella preghiera personale e l'Eucarestia quotidiana, aiutando e servendo nei lavori in casa, e negli incontri con il padre maestro sulla vita d'Ignazio (l'Autobiografia) o sulla Compagnia (le Costituzionie le Norme Complementari).

Settimanalmente, durante l'anno (quando non siamo fuori casa), svolgiamo i nostri semplici impegni di apostolato, attraverso l'Associazione "San Marcellino" o in alcune parrocchie della diocesi genovese. L'apostolato diventa sia un momento di crescita interiore e nei rapporti umani attraverso l'incontro con la gente, sia un approfondimento della conoscenza del compagno con cui si svolge l'apostolato.

in alto: un'attività con giovani e ragazzi
a sinistra: in "villa" insiema al Forte Diamante
Importanti anche i momenti di distensione, che aiutano a conoscersi meglio, e a coltivare lo spirito comunitario tra noi. Il giovedì è il nostro tradizionale "giorno di villa", un giorno di stacco in cui usciamo insieme (o in gruppetti) ritornando la sera (prima dei vespri), visitando la città, facendo qualche camminata in montagna o campagna, o - più rilassati - al mare. Trascorriamo insieme anche due periodi di vacanze, dopo Natale, e ad inizio estate.

 

... arrivando ad abbracciare questa vita

 
Il noviziato ha, per così dire, un traguardo. Avendo considerato e provato la vocazione, avendo vissuto in Compagnia per due anni, arriva un momento di scelta. E chi vede, insieme ai superiori, che questa è la vita che vuole abbracciare, e per la quale il Signore lo chiama emette i primi voti di povertà, castità e obbedienza perpertua e di entrare a fare parte più integrale della Compagnia di Gesù una volta terminata la sua formazione quando i Superiori lo chiameranno ad emettere gli Ultimi voti.
a destra: un novizio emette i primi voti





Ultimo aggiornamento: 26/11/2010