VIENI SANTO SPIRITO
"Vieni, Santo Spirito,
manda a noi dal cielo
un raggio della tua luce".
“Vieni Santo Spirito, …”.
È il grido profondo ed inconscio di tutta la creazione. Il grido di chi ha sete del Dio vivente, perché di Te ogni uomo ha sete, o Signore. Il grido di chi crede e di chi non crede, perché l'animo umano, in modo consapevole o meno, “attende il Signore più che le sentinelle, l’aurora”.
Tu, o Spirito Santo, sei già nel profondo del mio essere. Spirito vivificatore, spezza quello che dentro di me m'incatena e prendi pieno possesso del mio essere.
“… manda a noi dal cielo…”.
Questo cielo è già dentro di me, non al di fuori; allora ti prego, o Signore, che il tuo Spirito si espanda in me come i raggi del sole si espandono sulla creazione e mi illumini; che io possa stare davanti a questo Spirito che è fuoco come una nuvola mattutina davanti al sole che sorge.
“… un raggio della tua luce”.
Solo un raggio, o Spirito Santo, perché la pienezza della tua luce mi abbaglierebbe. Tu, infatti, sei pienezza di luce. Come un raggio di sole, entrando in una camera oscura da una fessura, rivela quanta impurità c'è in quella piccola traiettoria, così, o Spirito Santo, un raggio della tua luce mi renda cosciente di quanto ho bisogno di purezza interiore.
“Vieni, padre dei poveri,
vieni, datore dei doni,
vieni, luce dei cuori”.
“Vieni, padre dei poveri, …”.
Vieni, o Padre di chi è povero: io sono la povertà assoluta. Rendimi cosciente di questa povertà, perché tu sei Padre di questa povertà. Tu la prediligi, perché Gesù ha detto: “Beati i poveri in spirito” (Mt 5,3).
Più sono povero, più ho diritto a questa paternità, per essere abbracciato dall'infuocato tuo Amore che mi rende figlio prediletto del Padre, in Cristo Gesù.
“…vieni, datore dei doni, …”.
Tu sei il dono del Padre, ma come il sole si rifrange in tanti raggi, tu venendo a me ti rifrangi nei sette doni che effondi su di me: sapienza, intelletto, consiglio, fortezza, scienza, pietà, timor di Dio. Doni stupendi che santificano l'anima. Forze potenti che, se accettate e coltivate, spingono alla realizzazione piena delle virtù teologali - fede, speranza, carità - e delle virtù morali. Senza i tuoi doni, o Spirito Santo, le virtù infuse nel battesimo agiscono con lentezza e fatica; potenziate da essi portano con facilità alla santità e alla realizzazione della vita divina in ognuno di noi. Tu sei dono del Padre, o Spirito Santo, tu sei il principio in me della varietà di quei doni che arricchiscono l'anima nelle sue diverse operazioni e la rendono feconda, nella pienezza di quel piano per cui il Padre l'ha creata.
“… vieni, luce dei cuori”.
O Spirito Santo, prima ti ho chiesto un raggio della tua luce; ora ti chiedo, nella potenza del nome di Gesù e per il suo preziosissimo Sangue, la pienezza della luce e di te stesso. Te lo chiedo con l'intercessione di Gesù presso il Padre, sottomettendomi alla sua parola che dice:
“Se dunque voi, che siete cattivi, sapete dare cose buone ai vostri figli, quanto più il Padre Celeste darà lo Spirito Santo a coloro che lo chiedono”. (Lc 11,13)
E così prego: “Padre, nel nome di Gesù, donami la pienezza della luce dello Spirito Santo. Ho bisogno della tua luce, o Spirito Santo, perché non cammini nelle tenebre e possa vedere la luce che è in me, perché non chiuda gli occhi a questa luce. Invadi il profondo del mio essere con dolcezza e soavità, perché vedendo in me quello che non piace al Padre e anche le ferite che ho ricevuto nella vita, io mi esponga a questa tua luce e sia guarito. O luce del mio cuore, fa che io cammini nella tua scia risplendente sul mare azzurro e limpido della mia vita e che da te sia spinto, con la tua brezza divina, verso il mistero infinito della Santissima Trinità, nel quale voglio immergermi”.
“Consolatore perfetto,
ospite dolce dell’anima,
dolcissimo sollievo”.
“Consolatore perfetto, …”.
“Io pregherò il Padre ed Egli vi darà un altro Consolatore perché rimanga con voi per sempre” (Gv 14,16).
Così dice Gesù. Il primo Consolatore sei tu, Gesù, ma il tuo Spirito, che effondi su di noi, è il secondo Consolatore, completezza della consolazione che viene dal Padre. Io ho bisogno di questa consolazione così come ho bisogno dell'aria per vivere. Nei momenti di aridità, di oscurità, del dubbio che può tormentarmi in modo atroce, vieni in me, Consolazione Divina; fammi comprendere che anche l’oscurità, l'aridità, la desolazione sono dono tuo; fa' che io sappia attendere il momento della tua venuta e allontana ogni caligine dal mio essere. Consolatore perfetto, nessuna creatura può consolare in pienezza il mio spirito, perché tu ne sei la pienezza. Non permettere che io vada a dissetarmi a cisterne screpolate.
“… ospite dolce dell'anima, …”.
Ospite divino, quanta dolcezza assaporo quando apro il mio essere alla pienezza della tua ospitalità. Giorno e notte tu abiti nella cella profonda del mio essere, vero ospite divino, e non ti allontani se io stesso non ti forzo ad uscire con il peccato mortale. Ospite dolce, che sai attendere che io instauri un colloquio con te, perché tu come buon Maestro possa farmi gustare la dolcezza delle realtà celesti. Ospite divino, fa che io non ti rattristi, non ti dimentichi, non ti trascuri; qualche volta forza la mia sordità perché io sappia comprendere e ascoltare la tua presenza. Rendimi delicato nel praticare l'ospitalità e fammi cosciente che non sono mai solo.
“… dolcissimo sollievo”.
Tu sei sollievo, come l'ombra dà sollievo al viandante affaticato, Spirito Santo. A volte mi sento soffocato, distrutto, sconcertato nel mio essere da sofferenze fisiche e morali; tu portami con dolcezza materna il sollievo di cui ho bisogno. Sii per me sollievo come la fontana d'acqua fresca è sollievo per il pellegrino assetato che vi giunge esausto, senza più forze. Io mi trovo a volte nel deserto, sperduto, e ho bisogno di te.
“Nella fatica riposo,
nella calura, riparo,
nel pianto, conforto”.
“Nella fatica riposo, …”.
Ho bisogno di riposarmi in questo letto d'amore che sei tu, Spirito Santo, confortato dalla dolcezza della tua presenza, quando alla sera, stanco e sfibrato dalla fatica, stento a prendere sonno. Anche nel sonno Tu, Spirito Santo, ritempri le mie forze, guarisci le mie ferite perché possa recuperare l'energia necessaria per la mia preghiera, per il mio dovere quotidiano. Vorrei sentire in me la voce di Gesù, che è pur la voce dello Spirito: “Venite, riposatevi un po’ ”.
“… nella calura, riparo, …”
Tu sei come la nube che copriva il popolo ebreo nel deserto; riparo dai dardi infuocati del sole durante il giorno e luce chiara di notte. Sii per me riparo anche quando il maligno scatena in me le battaglie dello spirito che possono aggredirmi attraverso le fiamme del male. Fa' che, come per i tre fanciulli nella fornace ardente, le fiamme non possano rapirmi e un vento leggero ristori e ripari il mio essere.
“… nel pianto, conforto”.
Conforto nel pianto straziante per la morte di una persona cara, per un torto ricevuto, per la confusione della mente causata da un esaurimento nervoso o da altre situazioni che mi hanno gettato nella desolazione più profonda. In questi momenti vengo a te, o Spirito Santo, fonte della consolazione. Tu, o Spirito Santo, sei conforto nel pianto quando mi trovo estremamente solo. Asciuga le mie lacrime, come una mamma quelle del bambino: tu, infatti, nella tua essenza profonda sei anche femminile e nella tua femminilità mi avvicini alla maternità di Dio.
“O luce beatissima,
invadi nell’intimo
il cuore dei tuoi fedeli”.
“O luce beatissima, …”.
Luce beata, soffice come le ali di un angelo, che porta in sé la beatitudine dell'essenza divina. Luce beata, che risplendi della bellezza trinitaria, tu sei la beatitudine dei Santi e della Vergine Maria. Fa' che anch'io entri nello spirito delle beatitudini di cui mi parla Gesù nel suo Vangelo e soprattutto nella beatitudine che compendia tutte le altre: la beatitudine dei poveri, dei disprezzati, degli emarginati.
“Beati i poveri in spirito perché di essi è il regno dei cieli”. (Mt 5,3) “…invadi nell'intimo…”.
Prima, con timidezza, quasi in sordina, ho chiesto un raggio. Ora, nell’armonia di una grandiosa sinfonia, domando la pienezza della luce come una cascata che scende da un vulcano incandescente. Tu, luce divina, invadi tutta la mia vita e non tralasci nulla; nulla permetti che rimanga nell'oscurità, anche le piaghe e gli anfratti più reconditi.
“… il cuore dei tuoi fedeli”.
Questo mio cuore, che solo il Padre conosce nella sua realtà profonda, ha bisogno di te. Tu, Amore del Padre, permei questo cuore così misterioso e così grande, che aspira alla pienezza dell'amore. Riempi, o Spirito Santo, la mia intelligenza con la tua luce, perché possa comprendere la verità e compierla giorno per giorno; la verità mi farà libero. Illumina la mia volontà perché possa discernere ciò che piace ed è gradito al Padre Celeste. Donami, come un dono forte, discernimento per fare le scelte giuste e anche per consigliare scelte giuste. Illumina la mia memoria perché sappia riconoscere la grandezza dei doni che ho ricevuto. Così, in questa luce, potrò camminare verso la santità.
“Senza la tua forza,
nulla è nell’uomo,
nulla senza colpa”.
“Senza la tua forza, …”.
Gesù, prima di salire al cielo, ha detto ai suoi Apostoli: “Avrete la forza dello Spirito Santo che scenderà su di voi e mi sarete testimoni a Gerusalemme, in tutta la Giudea e la Samaria e fino agli estremi confini della terra”. (At 1,8)
Tu, o Spirito Santo, sei potenza di Dio che trasforma gli Apostoli in annunciatori del Vangelo, perché senza questa forza tutto sarebbe caduto nel vuoto. O Spirito Santo, vieni in me come forza nella mia debolezza, nella mia fragilità, perché senza di Te sono come un motore spento. Ho bisogno di questa forza per poter annunciare Gesù e testimoniare Gesù. Questa forza ha spinto gli Apostoli e spinge ancora all'evangelizzazione; dona coraggio nel testimoniare Gesù, anche a costo del martirio. Forza divina, vieni in me, vinci la mia timidezza e dammi la certezza che chi opera in me sei tu stesso.
“… nulla è nell'uomo, …”.
Io sono una nullità, pur essendo, come creatura, capolavoro dell'Amore di Dio; ma su questa nullità, su questa povertà, su questa peccaminosità fa presa l'infinita misericordia del Padre; proprio perché sono povero, Dio mi ama. Ho bisogno di questa tua dolcezza nei momenti tragici della mia vita, per rialzarmi dalle cadute, per sopportare il dolore con dignità e per non impressionarmi della mia stessa povertà.
“… nulla senza colpa”.
Anche le opere più sante che compio possono essere guastate dal mio egoismo e dalla ricerca di me stesso; per questo ho bisogno di una grande purezza interiore nelle intenzioni, perché possa operare solo per la gloria del Padre. O Spirito Santo, donami la consapevolezza che con Te posso fare tutto. Ho bisogno di questa tua forza, perché, pur conoscendo il mio nulla, non sia tormentato dallo scoraggiamento, ma possa dire con S. Paolo:“Tutto posso in colui che mi dà la forza”.
“Lava ciò che è sordido,
bagna ciò che è arido,
sana ciò che sanguina”.
“Lava ciò che è sordido, …”.
Tu sei lavacro di rigenerazione nella Grazia battesimale, ma sei pure lavacro di vita nuova in ogni momento della mia esistenza. Ho bisogno di questo bagno quotidiano, che non cancella le sozzure del corpo ma, come dice S. Pietro, quelle dell'anima. Infatti, camminando in questo mondo continuamente mi sporco attraverso la concupiscenza degli occhi, la concupiscenza della carne e la concupiscenza della vita. Mi metto così, Signore Gesù, sotto la tua croce; voglio bere in abbondanza lo Spirito che sgorga dalla roccia del tuo Cuore e dire con tutto il cuore: “Acqua del costato di Cristo, lavami”.
“… bagna ciò che è arido, …”.
Io sono come terra arida, senz'acqua, e le zone di aridità facilmente occupano il mio cuore. Il deserto può avanzare! Tu irriga queste zone ogni giorno, ogni ora, perché il deserto fiorisca e la terra del mio cuore non venga bruciata dall'arsura della vita. Bagna ciò che è arido perché io non muoia nel profondo del mio essere.
“… sana ciò che sanguina”.
Quante ferite ancora sanguinanti sono in me! A volte sembra che si chiudano, ma poi basta un nulla per farle riaprire. Ferite nel corpo, a causa di malattie forse ancora in atto, ferite nella psiche, ancora sanguinanti nell'inconscio, ferite nello spirito causate forse da ricordi di peccato, o da sbagli che la natura non perdona, benché l'Amore misericordioso abbia tutto dimenticato. Queste ferite prendile tu, o Spirito Santo, così come sono, e uniscile alle ferite sanguinanti di Gesù Crocefisso, perché tutto venga sanato, perché il Sangue di Gesù mi inebri veramente e, guarendomi anche dai ricordi più tormentosi, io possa entrare nella pienezza della Pace.
“Piega ciò che è rigido,
scalda ciò che è gelido,
drizza ciò che è sviato”.
“Piega ciò che è rigido, …”.
Trasforma la mia rigidità, la mia resistenza alla tua azione; rendimi duttile come l'oro nelle mani dell’orefice e come l'argilla nella mano del vasaio; rendimi duro come il diamante che non viene scalfito dal male. Tu, o Spirito Santo, vincendo la mia rigidità, rendimi attento alle tue ispirazioni. “O Spirito Santo, vita della mia vita, fa che io sia fedele alle tue sante ispirazioni”.
“… scalda ciò che è gelido, …”.
Il peccato è la freddezza. Quando mi intacca, fa gelido il mio cuore e mi rende freddo, gelido con me stesso, gelido con il prossimo, gelido nel rapporto con Dio. Quanto ho bisogno, o Spirito Santo, di essere abbracciato da Te, di essere riscaldato ogni giorno dall'ebbrezza del tuo Amore.
“… drizza ciò che è sviato”.
Quando prendo un sentiero sbagliato, tu riportami sulla dritta via; raddrizza con dolcezza e amore tutte le storture che i venti impetuosi hanno causato in me. Raddrizza la mia volontà nel bene perché tutto compia per amore e per la gloria del Padre. Perché possa dire con tutta sincerità, insieme a S. Ignazio, "In ogni cosa amare e servire". Di questa rettitudine di vita ho continuamente bisogno.
“Dona ai tuoi fedeli
che solo in te confidano
i tuoi santi doni”.
“Dona ai tuoi fedeli…”.
Essere tuo fedele. Donami, o Spirito Santo, di rimanere sempre nel numero dei tuoi amici, di essere nel tuo nido, sopra il quale tu aleggi come l'aquila volteggia sui suoi piccoli. Come vorrei che fossero mie queste parole del Deuteronomio (32,10-12):
“Egli lo trovò in terra deserta, in una landa di ululati solitari. Lo circondò, lo allevò, lo custodì come pupilla del suo occhio. Come un'aquila che veglia la sua nidiata, che vola sui suoi nati, Egli spiegò le ali e lo prese, lo sollevò sulle sue ali. Il Signore lo guidò da solo, non c'era con lui alcun Dio straniero”.
Così tu vegli su di me che sono a te consacrato: hai posto su di me il tuo sigillo.
“… che solo in te confidano…”.
La mia speranza è in te ed anche la mia fiducia è in te perché:
"La speranza (…) non delude, perché l'Amore di Dio è stato riversato nei nostri cuori per mezzo dello Spirito Santo che ci è stato donato." (Rm 5,5).
In questa speranza, in questa certezza che tu sei in me, io mi fido come un bambino che sta tra le braccia del padre e della madre.
“… i tuoi santi doni”.
Come la luce del sole, espandendosi sulla natura, l'arricchisce di infiniti e più svariati colori, così tu, o Spirito Santo, venendo a me ti distribuisci nei doni e nei carismi più vari. O Spirito Santo, rendimi limpido come un lago alpino, affinché tu possa entrare in me fin nel più profondo del mio essere. Solo questa purezza di spirito ti permette di scendere in me in profondità e di espandere le tue ricchezze fecondatrici. Il germe di questi molteplici doni, come forza che rende attive tutte le virtù, l’hai deposto in me nel battesimo.
“Dona virtù e premio,
dona morte santa,
dona gioia eterna”.
“Dona virtù e premio, …”.
Fa che io possa comprendere la gratuità della salvezza, che tutto ciò che è in me procede da Te o, meglio ancora, dalla Santissima Trinità, così come i raggi procedono dal sole che tutto illumina e feconda. Come tutto proviene dall'abbondanza di una fontana limpida, così, o Spirito Santo, espandi su tutta l'umanità la ricchezza della tua grazia. Ciò che sarà premio di vita eterna sarà ancora gratuito dono del tuo Amore.
“… dona morte santa, …”.
Qui tutto si conclude per l'eternità. Tutto è preparazione per questa nuova nascita e tu, o Spirito Santo, mi hai cesellato interiormente, giorno per giorno, per prepararmi a questo nuovo incontro. Hai scolpito questo capolavoro per collocarlo al posto giusto nella celeste Gerusalemme.
Ti chiedo come ultimo dono, per l'intercessione di Maria Madre di Gesù, che il mio ultimo istante, il mio ultimo respiro siano un atto perfetto di Amore di Dio.
“… dona gioia eterna”.
Fa' che anch'io, nell'incontro con Gesù, mentre tu sarai ancora il mio avvocato e il mio difensore, possa sentirmi dire da Lui:
"Vieni, servo buono e fedele, entra nel gaudio del tuo Signore."
O Spirito Santo, fuoco divino,
Amore incandescente della SS. Trinità,
consuma la mia povera esistenza,
preparami giorno per giorno
ad entrare nella gloria eterna,
dopo essere stato crocefisso,
con Gesù Crocefisso,
ed essere bruciato e offerto
come olocausto,
per diventare lode e gloria della SS. Trinità.
AMEN