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 Ottobre 1997 - Conoscere i popoli

Etiopia tra Spirito e materia
A colloquio con il Principe AsfaWossen Asserate
Un rampollo della famiglia imperiale etiopica che vive ormai in Europa, ha deciso di restaurareun tempio fatto costruire dal suo bisnonno all’inizio del secolo: nella nuova Etiopia laè tornata ad essere un punto di incontro della popolazione ortodossa del paese.

Durante gli anni fatali della dittatura marxista del colonnelloMenghistu Hailé-Mariam divenne sempre più difficile per glietiopi praticare la religione. Chi parla così è il principeAsfa Wossen Asserate, a Milano per presentare la Società per lasalvaguardia e la promozione della cultura etiopica che lui ha fondatoinsieme all’Europe Conservation svizzero. Asfa Wossen è l’unicouomo della famiglia imperiale etiopica che si è salvato dalla strageperché si trovava in Germania per il corso di laurea in filosofia.La sorte della sua famiglia è molto triste: le sorelle, la madree i parenti sono stati imprigionati senza che lui potesse far nulla persalvarli. Ora vive a Francoforte ed è consulente per gli affariafricani e del Medio Oriente. Racconta ancora: Molte chiese furono chiusedurante la dittatura marxista e divennero sale di riunione o luoghi perle attività del Partito dei Lavoratori al potere. Adesso Asfa WossenAsserate vuole ricostruire una chiesa ortodossa che si trova poco lontanoda Addis Abeba. Si chiama Genete Jysus - dice - e fu fatta costruire dalmio bisnonno Ras Kassa nel 1922. Egli lasciò una notevole quantitàdi terre come beneficio per la conservazione della chiesa, ma Menghistuincamerò tutte le proprietà private senza alcun risarcimento.I sacerdoti che se ne curavano non avevano più mezzi per le riparazioninecessarie alla conservazione dell’edificio sacro e dovettero assistereimpotenti al suo decadimento. Dopo la fine del regime di Menghistu, nel1991, gli attuali governanti dell’Etiopia mandarono una squadra del Ministerodella Cultura a verificare le condizioni della chiesa e constatarono gliingenti danni da essa subiti. L’edificio non è molto antico, maconserva capolavori d’arte etiopica ed è anche l’unica chiesa chepuò garantire i riti religiosi per milioni di fedeli della regionedi Entoto. I soldi occorrenti al restauro il principe li ha raccolti edè fiero della sua opera. Il tempio è stato nuovamente inauguratoin occasione del battesimo di un bambino etiope che vive in Germania. Ilsuo viaggio verso la terra d’origine non è stato facile in quantodoveva essere scortato per evitare i pericoli per lui e per le personeche lo accompagnavano. L’Etiopia è uno splendido paese e il principene ha molta nostalgia soprattutto quando ricorda il suo popolo e le suefeste. Anni di proibizioni o di limitazioni nella pratica della religionesembrano tuttavia non avere intaccato la fede della gente. Ho assistitopersonalmente alla festa di Natale, che per gli Ortodossi cade il 7 gennaio,alla presenza di migliaia di persone a Lalibela, la città santa.I fedeli sono confluiti da tutte le parti del paese e molti hanno fattouna lunghissima marcia a piedi per assistere alle cerimonie. Nel Medioevofurono costruite qui undici chiese, ognuna delle quali scavata in un soloblocco di roccia, veri capolavori di forza e di pazienza dei costruttoriche hanno creato delle vere opere d’arte. I pellegrini vivono e dormonoper molti giorni nel fossato intorno alle chiese ed assistono alle processioniche si svolgono in alto, sulle mura che circondano il luogo di culto. Gliuomini indossano il costume nazionale: un largo mantello bianco sopra deglistretti pantaloni di uguale colore. Le donne vestono invece un lungo camiceche arriva fino ai piedi, ornato da nastri colorati applicati alla bottoniera.La tribù più numerosa è quella degli Ahmara, che abitanella regione centro-occidentale dell’altopiano etiopico. La lingua èl’ahmarico, parlato anche da altre popolazioni, ed è consideratala lingua ufficiale del paese. Altre razze sono i Galla, che occupano laparte meridionale, i Somali, gli Afar o Dancali, di religione musulmana,i Tigrai e i Falascià, la sola etnia ebraica di colore. L’Etiopiaè ricca di storia e molti la ritengono la culla dell’umanità,anche perché raccoglie popolazioni differenti provenienti da tuttal’Africa. Una leggenda racconta che gli etiopi discendono dalla reginadi Saba, che si recò a Gerusalemme per far visita al re Salomone;dalla loro unione sarebbe nato Menelik, il cui nome vuol dire figlio delsaggio, capostipite della dinastia degli imperatori dell’Etiopia. Gliabitanti del paese, da qualunque parte provengano, hanno ereditato le caratteristichedel loro primo imperatore: saggezza, gentilezza e forza d’animo, che hapermesso loro di resistere a carestie e regimi dittatoriali senza perdereil sorriso, la cordialità e l’attaccamento alla religione. Il principeAsfa Wossen Asserate porta avanti una missione di molto rispetto, a ricordodella sua famiglia e per il bene del suo paese e del mondo intero.


Fiammetta Positano De Vincentiis




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