| Ottobre 1998 - Editoriale |
| Cinquant'anni di presenza attiva |
| Giuseppe Bellucci |
Il 17 ottobre 1948 partì dalla Sicilia il primo gruppo di gesuiti italiani diretto verso il Madagascar, per lavorare nella diocesi di Fianarantsoa, al Sud. Da quel momento ogni anno partiranno altri gesuiti siciliani per rafforzare la "squadra" che si era insediata nell'"Isola Rossa" (così viene chiamato il Madagascar per il colore rosso che caratterizza la sua terra). Cinque anni più tardi si affiancheranno ad essi, ma più a Nord, nella diocesi di Antananarivo, anche i gesuiti della Provincia di Torino. Oggi sono una cinquantina i gesuiti del nostro paese che operano nell'isola. A cinquant'anni di distanza vogliamo ricordare la storia della "Missione" italiana in Madagascar dedicandole questo numero speciale. Il materiale che pubblichiamo è originale e di prima mano. Nel novembre dell'anno scorso, infatti, il sottoscritto, insieme al P. Antonio Aparo, procuratore delle missioni del Madagascar a Palermo, ha visitato, per oltre un mese, i singoli missionari e le loro opere apostoliche, ha interrogato i primi arrivati ancora in vita, le suore italiane che sono giunte nell'isola insieme ai gesuiti o subito dopo, e tante altre personalità che potevano "testimoniare" il senso di questa presenza e ciò che grazie ad essa è stato realizzato in cinquant'anni, come pure i progetti futuri che sono in cantiere. Ne sono tornato con una mole immensa e interessantissima di materiale che ho cercato di offrirti in queste pagine. Un breve accenno a come è stato "confezionato" il numero ti aiuterà meglio a orientarti nella lettura. Troverai prima di tutto un breve sguardo alla storia del paese, ieri e oggi, a cui seguirà, in due articoli, la storia dell'evangelizzazione dell'isola e l'orientamento della Chiesa per gli anni a venire, completato dai progetti della Compagnia di Gesù, delineati dal responsabile di essa, il Padre Louis Augustin Rabotoson. Il secondo gruppo di articoli rievoca la storia della presenza dei gesuiti italiani in Madagascar: i "pionieri", con il prezioso apporto dei Fratelli e l'appoggio delle congregazioni religiose femminili. L'ultimo gruppo di servizi prende in esame alcune "opere" apostoliche: sono poche tra tante e molto diversificate, ma ognuna di esse rappresenta un settore di impegno missionario: nel campo dell'evangelizzazione, la formazione dei catechisti; in quello sociale, un'azienda agricola modello; nel settore dei mezzi di comunicazione sociale, la casa editrice; in quello dell'educazione, un collegio; in quello, infine, dell'impegno apostolico più diretto, la figura di uno dei missionari attivi dal Nord al Sud dell'isola. Completano il panorama l'azione del Magis, un organismo per la cooperazione allo sviluppo che opera nell'ambito della Compagnia di Gesù, e un articolo del professor Lupo che inquadra il Madagascar nell'ambito dei paesi in via di sviluppo analizzando le cause di questo fenomeno. Non è la prima volta che nel mese di ottobre, dedicato in particolar modo alle Missioni, ti presentiamo un numero speciale monografico: l'ultimo è stato quello di due anni fa in quattro lingue sui gesuiti in Europa. Mi auguro che questa proposta sia di tuo gradimento e che ancora una volta Popoli ti porti in casa una ventata di missionarietà ad ampio respiro. In ogni caso non abbiamo voluto dimenticare l'appuntamento annuale della Giornata Missionaria Mondiale: troverai alla fine del numero il messaggio del Papa che sottilinea "l'esigenza di non circoscrivere mai gli orizzonti del'evangelizzazione, ma di tenerli sempre aperti alle dimensioni dell'intera umanità". Un compito che la nostra rivista, nel suo piccolo, ha sempre tentato di fare. Con questo ti auguro buona lettura. |
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Caro amico che mi leggi, con questo numero inizia la campagna per il rinnovo dell'abbonamento alla rivista. Manteniamo ancora invariata la quota annuale, confidando nei lettori che possono e che sempre ci mandano qualcosa in più per far fronte alle spese sempre crescenti. Rinnova subito l'abbonamento utilizzando il modulo di conto corrente postale con cui hai ricevuto questo numero e che contiene gli estremi di identificazione del tuo nominativo. Lo scorso anno, per un errore nel programma del computer, quelli che avevano rinnovato l'abbonamento prima della fine del 1997 hanno ricevuto poi un avviso come se fossero dei "morosi": chiediamo scusa di questo inconveniente che abbiamo provveduto ad eliminare; la tecnologia moderna fa purtroppo di tali scherzi, spesso incontrollabili nonostante la nostra buona volontà. Sicuro di averti ancora nella grande famiglia dei nostri lettori, ti ringrazio fin d'ora e ti auguro ogni bene.
Il direttore
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