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 Maggio 2000 - Rubriche

Alle frontiere della missione
Il padre Generale festeggia con i Santal

Il p. Peter Hans Kolvenbach, generale dei gesuiti, insieme con i superiori maggiori dell'Assistenza dell'India, ha visitato il villaggio di Majlispur nella provincia di Dumka-Raiganj. Là è avvenuto l'incontro biannuale dei responsabili della Compagnia di Gesù in India, radunati in questo luogo per festeggiare il 75° anniversario della fondazione della missione tra i Santal, la tribù aborigena più numerosa del subcontinente indiano.
L'evangelizzazione di quella zona fu avviata nel dicembre 1923, prima della fine della XXVII congregazione generale. Il p. Liborio Rubino, superiore della provincia di Sicilia che allora comprendeva anche Malta e Grecia, informò il padre generale Ledochowski che la sua provincia era bramosa che le venisse assegnata una missione. Il Generale gli suggerì di rivolgersi al p. Willaert, provinciale del Belgio che allora aveva le missioni del Bengala in India, di Galle nel Ceylon, del Congo in Africa. La richiesta, spontaneamente offerta dal p. Rubino, fu accolta e i primi missionari (il maltese p. Anton De Bono, e due giovani studenti Giuseppe Cordaro siciliano e Bernard Bugeja maltese) arrivarono in India nell'ottobre 1924. Furono accolti benevolmente da mons. Ferdinand Pèrier, il nuovo arcivescovo di Calcutta, e dal p. Maurice Veys, superiore regionale.
Dopo l'arduo studio del Santali, finalmente il 9 ottobre 1925 il p. De Bono si insediò nel villaggio di Majlispur e visse in una capanna quasi sconquassata che anni prima aveva costruito il p. L. Knockaert.
Il p. De Bono dovette affrontare una difficile sfida. I Santal erano vittime di ricchi latifondisti. Il missionario pioniere abbracciò la loro causa e riuscì a ottenere giustizia per essi. I cattolici erano un gruppuscolo e a stento conoscevano i rudimenti della loro fede. Dopo l'arrivo di forze fresche mons. Pèrier incaricò il p. Bejamin Cauchi a passare il Gange e penetrare nel distretto di Santal parganas, patria dei Santal, per incominciare là il lavoro di evangelizzazione.
Gli ultimi missionari di origine siciliana abbandonarono la regione poco prima dello scoppio della seconda guerra mondiale. Dal 1946 al 1974 più di 60 missionari furono inviati da Malta. Nel 1949 il distretto fu congiunto con la missione del Bengala che nel 1956 divenne viceprovincia di Calcutta. Allora fu formata la regione dei Santal, divenuta nel 1989, provincia Dumka-Raiganj che oggi conta 172 membri. La regione santal, che assomma 162.537 cattolici, è attualmente divisa in tre diocesi servite dal clero diocesano.


John Scicluna
Malta


Una disavventura cinese

Le mie avventure cinesi non finiscono mai. Sono incominciate nel 1973, quando sono stato chiamato dall'Università di Guangzhou (Canton) per insegnarvi lingua francese.
Da allora ho fatto molti giri in Cina e ogni volta è stata per me un'esperienza gratificante, piena di scoperte e di possibilità di fare nuovi amici. Anche l'utimo mio giro non ha fatto eccezione. Con due colleghi gesuiti mi sono unito a un gruppo di 18 giapponesi per il nostro sesto pellegrinaggio a varie Chiese di Cina, concludendolo all'isola di Sanciano per commemorare i 450 anni dell'arrivo di san Francesco Saverio in Giappone.
Siamo stati accolti bene. Ma, più delle altre volte, gli ufficiali governativi - cioè i membri dell'Ufficio per gli affari religiosi e dell'Associazione patriottica - ci hanno tenuto sotto sorveglianza. Non ci sarebbe bisogno di dirlo; ci hanno permesso di incontrare solo i rappresentanti della "Chiesa ufficiale" e di ascoltare dappertutto sempre gli stessi elogi della politica religiosa e della "libertà religiosa" che godono tutti i cristiani cinesi. Ma a dispetto di questa "libertà religiosa" ci hanno negato - per la prima volta - di celebrare la messa nella cappella di san Francesco Saverio nell'isola di Sanciano. Un giovane prete cinese dovette giungere da più di 100 km di distanza per celebrarla, e con grande nostro sgomento ci è stato comunicato che non potevamo nemmeno concelebrare con lui. Questo incidente è stato come la punta di un iceberg che ci ha dato la possibilità di cogliere l'attuale situazione della Chiesa in Cina. Quando il mio gruppo ripartì per Tokyo, io mi sono fermato per far visita ad alcune famiglie cristiane e ad amici in varie località.
Così ho avuto la possibilità di fare l'esperienza di come ogni attività religiosa sospetta sia posta sotto stretta sorveglianza. Un giorno, in una città del sud, sono stato condotto all'ufficio di sicurezza e interrogato accuratamente ma, devo dire, con piena gentilezza. L'aver celebrato messa in un luogo non registrato era considerato un atto criminale. Con mia sorpresa ero rilassato (certamente una grazia di Dio) e ho risposto al capo della polizia e al suo assistente con calma, abbassando così la tensione. Sono stato rilasciato un'ora dopo, e sono riuscito a raggiungere l'aeroporto per prendere l'aereo diretto a Pechino. Non mi è stato proibito di continuare il viaggio all'interno della Cina, nè mi ì stato dato alcun avvertimento sul mio ritorno in Cina. Poi, con mio sollievo, i miei ospiti cinesi non sono stati disturbati dalla polizia. Tutto è finito felicemente, ma non dimenticherò mai quell'esperienza, per quanto limitata, perchè sulla situazione religiosa in Cina mi ha insegnato di più che una montagna di articoli di giornali. Un cristiano mi ha scritto alcuni giorni dopo: "Padre, siamo spiacenti per quello che le è successo, ma lei sa bene che per noi questo genere di esperienze è pane quotidiano. Spero con tutto il mio cuore che la Cina e la Santa Sede presto riallaccino relazioni diplomatiche, ma ciò che sta succedendo in Cina non mi rende ottimista".


Christian Cochini S.I.


Una preghiera per cancellare i debiti

In quaresima c'e per la gente lo spazio di fare qualche gesto come un segno personale del desiderio di conversione e di partecipazione a rimodellare in modo differente il mondo. Un mondo senza debiti impagabili sarebbe molto diverso. La Quaresima è un tempo opportuno per pregare a questo scopo. Così abbiamo proposto alcune brevi riflessioni sull'unità che esiste fra le letture dei Vangeli quaresimali e la tragedia umana e politica del debito del Terzo Mondo. Le riflessioni possono costituire la base delle omelie domenicali e ispirare la preghiera personale.

"Dio, madre e padre di tutti
i popoli del mondo,
durante questa quaresima
rimani vicino
a tutti i fratelli e sorelle
che oggi soffrono
vittime innumerevoli
di povertà inutile.

Dio, madre e padre di tutti
i popoli del mondo,
perdona la nostra indifferenza e passività
alle grida delle nostre sorelle e dei nostri fratelli
privi di speranza per la vita.

Dio, madre e padre di tutti
i popoli del mondo,
infiamma i nostri cuori
della tua passione perchà tutti,
bambini, donne e uomini
possano pienamente vivere.

Dio, madre e padre di tutti
i popoli del mondo,
dà a noi il coraggio di porre
fine all'oppressione dei debiti
sì che i poveri si rallegrino
di sentire proclamata
la Buona Notizia.

Amen.


La Conferenza dei Provinciali europei
della Compagnia di Gesù
Bruxelles


Le disumane logiche di guerra

Sono un sacerdote della Repubblica democratica del Congo, rifugiato a Kigoma, in Tanzania. In questo centro sto facendo il possibile per garantire un'assistenza minima alle vittime della guerra, specialmente alle donne e ai bambini. Mi occupo anche di un'associazione che riunisce tutte le mamme di Uvira, la diocesi congolese dove svolgo il mio apostolato, e da dove sono stato costretto ad allontanarmi a causa della guerra.
Abbiamo l'impressione che la comunità internazionale si sia dimenticata di questa parte del mondo. Dopo che sono scattati gli aiuti a favore del Kossovo, per esempio, la razione alimentare indirizzata alle nostre popolazioni è stata dimezzata.
Prima della mobilitazione a favore del Kossovo, la razione alimentare di una persona nell'arco di una settimana era: 1 chilo e mezzo di mais; 800 grammi di fagioli; mezzo litro di olio; 2 grammi di sale. Ora, questa stessa razione deve durare due settimane! Un fraterno saluto a tutta la redazione di Popoli.


Don Federico Kyalumba
Kigoma (Tanzania)




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