|
La Guyana è un Paese molto esteso, con una piccola popolazione (750mila abitanti) ma con una grande varietà di tradizioni e di culture. Vi convivono diversi gruppi etnici: nativi amerindi, africani (provenienti soprattutto dalla costa occidentale), indiani veri e propri, cinesi, portoghesi dell'isola di Madeira e un gruppo rimanente misto. Tutte queste persone, a parte ovviamente gli indigeni, sono approdate sulle spiagge della Guyana tra l'inizio del XVIII secolo e l'inizio del Novecento.
Una Chiesa "limitata"
Nei primi secoli, la Chiesa ha concentrato i suoi sforzi nel "portare la fede" a queste persone, attraverso la fondazione di scuole e chiese sul territorio, comprese le zone più periferiche dove vivevano gli indios. Più di recente, precisamente nel 1976, il governo di Forbes Burnham ha nazionalizzato tutte le scuole, restringendo l'ambito dell'evangelizzazione alla costruzione di chiese, e introducendo il divieto di qualunque insegnamento di tipo religioso.
La Chiesa cattolica ha risposto a questa sfida dedicandosi alla elaborazione e al consolidamento di programmi di catechesi nelle parrocchie, e anche alla formazione di persone capaci di portare avanti questi programmi. Nello stesso tempo, seguendo il Decreto del Concilio Vaticano II sui laici, la Chiesa della Guyana ha studiato un programma per la formazione di "Assistenti laici parrocchiali", figure che hanno assunto un ruolo-guida nella vita delle parrocchie e delle diocesi. L'iniziativa ha avuto particolarmente successo nell'entroterra del Paese, tra le popolazioni indigene, dove, a causa delle grandi distanze da percorrere e dell'eterogeneità tra le varie comunità, il sacerdote solo occasionalmente riesce a visitare i villaggi. Tutte queste attività sono state pensate all'interno di un contesto in cui ciò che più conta è trasmettere alle persone la fede, la dottrina cristiana e i sacramenti.
Evangelizzazione integrale
Oggi, con lo sviluppo del concetto di "evangelizzazione integrale" secondo le indicazioni della Lettera di Giacomo - che richiama l'importanza di unire la fede alla soddisfazione dei bisogni fondamentali dell'uomo (Gc 2, 11-17) -, la Chiesa va nella direzione di integrare fede e giustizia nel contesto dello sviluppo umano integrale. Questo cambiamento di prospettiva ha avuto un impatto positivo sulla vita dei popoli amerindi che sono assistiti da membri della Compagnia di Gesù.
Ai gesuiti è stata data questa difficile missione nei primi anni Sessanta, e quindi essi hanno una grande responsabilità per "tutto l'interno (del Paese)", una missione che copre sei dei nove gruppi tribali di indios che vivono in Guyana: Macusi, Wapisiana, Patamona, Arawaks, Warau, Caribe e spagnoli. Così, oltre all'insegnamento dei principi fondamentali della fede e al nutrimento della vita sacramentale dei fedeli, la Chiesa è impegnata in progetti di sviluppo, come corsi di cucito, la traduzione di libri importanti per la cultura locale, la formazione di leader comunitari.
Per quanto riguarda le città delle aree costiere, i gesuiti hanno due parrocchie in Georgetown, la capitale, una a Linden e nove chiese sparse lungo la costa da Plaisance a Michony, distanti l'una dall'altra circa 30 miglia. A Georgetown, inoltre, la Compagnia supporta due iniziative nell'evangelizzazione integrale. La prima, "Le ali della misericordia", è stata fondata dalle Sorelle della Misericordia di Dallas (Usa), la seconda, "Speranza nella gioventù", è stata fondata dalle Orsoline dell'Unione Romana. Entrambe queste opere sono finalizzate ad aiutare i giovani che hanno abbandonato gli studi a esprimere il loro potenziale, dando loro alcune nozioni tecniche di base e, nello stesso tempo, ad aumentare la loro fiducia in se stessi. Questi progetti sono estesi a tutti i giovani, non solo ai cattolici, anche se la filosofia e l'impostazione di fondo sono ispirate dalla tradizione cattolica e dall'insegnamento sociale della Chiesa.
Così, la Chiesa, qui in Guyana, negli ultimi 15 anni ha operato un passaggio dalla tradizionale evangelizzazione "di mantenimento" a una più creativa evengelizzazione "orientata alla missione", che è appunto ciò che intendiamo quando parliamo di evangelizzazione integrale.
|