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 Aprile 2001 - Orizzonti della fede

Piccole Chiese crescono
Guyana, come cambia la missione
Un gesuita locale testimonia l'impegno della Compagnia di Gesù nel rinnovare e attualizzare il modo di annunciare il Vangelo in un Paese dalle molte tradizioni culturali.

La Guyana è un Paese molto esteso, con una piccola popolazione (750mila abitanti) ma con una grande varietà di tradizioni e di culture. Vi convivono diversi gruppi etnici: nativi amerindi, africani (provenienti soprattutto dalla costa occidentale), indiani veri e propri, cinesi, portoghesi dell'isola di Madeira e un gruppo rimanente misto. Tutte queste persone, a parte ovviamente gli indigeni, sono approdate sulle spiagge della Guyana tra l'inizio del XVIII secolo e l'inizio del Novecento.

Una Chiesa "limitata"

Nei primi secoli, la Chiesa ha concentrato i suoi sforzi nel "portare la fede" a queste persone, attraverso la fondazione di scuole e chiese sul territorio, comprese le zone più periferiche dove vivevano gli indios. Più di recente, precisamente nel 1976, il governo di Forbes Burnham ha nazionalizzato tutte le scuole, restringendo l'ambito dell'evangelizzazione alla costruzione di chiese, e introducendo il divieto di qualunque insegnamento di tipo religioso.
La Chiesa cattolica ha risposto a questa sfida dedicandosi alla elaborazione e al consolidamento di programmi di catechesi nelle parrocchie, e anche alla formazione di persone capaci di portare avanti questi programmi. Nello stesso tempo, seguendo il Decreto del Concilio Vaticano II sui laici, la Chiesa della Guyana ha studiato un programma per la formazione di "Assistenti laici parrocchiali", figure che hanno assunto un ruolo-guida nella vita delle parrocchie e delle diocesi.
L'iniziativa ha avuto particolarmente successo nell'entroterra del Paese, tra le popolazioni indigene, dove, a causa delle grandi distanze da percorrere e dell'eterogeneità tra le varie comunità, il sacerdote solo occasionalmente riesce a visitare i villaggi. Tutte queste attività sono state pensate all'interno di un contesto in cui ciò che più conta è trasmettere alle persone la fede, la dottrina cristiana e i sacramenti.

Evangelizzazione integrale

Oggi, con lo sviluppo del concetto di "evangelizzazione integrale" secondo le indicazioni della Lettera di Giacomo - che richiama l'importanza di unire la fede alla soddisfazione dei bisogni fondamentali dell'uomo (Gc 2, 11-17) -, la Chiesa va nella direzione di integrare fede e giustizia nel contesto dello sviluppo umano integrale. Questo cambiamento di prospettiva ha avuto un impatto positivo sulla vita dei popoli amerindi che sono assistiti da membri della Compagnia di Gesù.
Ai gesuiti è stata data questa difficile missione nei primi anni Sessanta, e quindi essi hanno una grande responsabilità per "tutto l'interno (del Paese)", una missione che copre sei dei nove gruppi tribali di indios che vivono in Guyana: Macusi, Wapisiana, Patamona, Arawaks, Warau, Caribe e spagnoli. Così, oltre all'insegnamento dei principi fondamentali della fede e al nutrimento della vita sacramentale dei fedeli, la Chiesa è impegnata in progetti di sviluppo, come corsi di cucito, la traduzione di libri importanti per la cultura locale, la formazione di leader comunitari.
Per quanto riguarda le città delle aree costiere, i gesuiti hanno due parrocchie in Georgetown, la capitale, una a Linden e nove chiese sparse lungo la costa da Plaisance a Michony, distanti l'una dall'altra circa 30 miglia. A Georgetown, inoltre, la Compagnia supporta due iniziative nell'evangelizzazione integrale. La prima, "Le ali della misericordia", è stata fondata dalle Sorelle della Misericordia di Dallas (Usa), la seconda, "Speranza nella gioventù", è stata fondata dalle Orsoline dell'Unione Romana. Entrambe queste opere sono finalizzate ad aiutare i giovani che hanno abbandonato gli studi a esprimere il loro potenziale, dando loro alcune nozioni tecniche di base e, nello stesso tempo, ad aumentare la loro fiducia in se stessi. Questi progetti sono estesi a tutti i giovani, non solo ai cattolici, anche se la filosofia e l'impostazione di fondo sono ispirate dalla tradizione cattolica e dall'insegnamento sociale della Chiesa.
Così, la Chiesa, qui in Guyana, negli ultimi 15 anni ha operato un passaggio dalla tradizionale evangelizzazione "di mantenimento" a una più creativa evengelizzazione "orientata alla missione", che è appunto ciò che intendiamo quando parliamo di evangelizzazione integrale.


Malcolm Rodrigues S.I.

 Storia di un Paese multicolore


1498: Cristoforo Colombo esplora per primo la Guyana, termine amerindo che significa "terra dalle molte acque". Fine XVI sec.: gli olandesi avviano intense relazioni commerciali con gli indigeni; ben presto però si diffonde, come nel resto del continente, anche la schiavitù.
1796: la Gran Bretagna prende possesso dell'attuale Guyana. All'Olanda rimane il territorio più a est, oggi Suriname. La situazione viene formalizzata nel Congresso di Vienna del 1815.
1834: l'abolizione della schiavitù stimola l'immigrazione di lavoratori stranieri, principalmente da India, Portogallo e Cina, che vanno ad aggiungersi agli indios, agli ex-schiavi africani e ai colonizzatori europei, creando un mix di etnie unico in America Latina (la Guyana è detta anche "nazione dei sei popoli").
1950: Forbes Burnham, un afro-guyanense educato in Gran Bretagna, fonda il primo partito politico moderno, il People's Progressive Party (Ppp). Un altro leader è Cheddi Jagan. Punti principali del programma sono l'indipendenza e la creazione di una società socialista.
1953: il Ppp vince le prime elezioni a suffragio universale concesse dalla Gran Bretagna, ma pochi mesi dopo Londra sospende la Costituzione e invia le sue truppe per bloccare quello che viene definito un "piano comunista". Da una costola del Ppp e su iniziativa di Burnham nasce il People's National Congress (Pnc), che si colloca su posizioni più conservatrici. Ma il Ppp, capeggiato, da Jagan, vince le elezioni nel 1957 e nel 1961.
1963: Londra accetta di concedere l'indipendenza alla Guyana ma in modo graduale. Nelle elezioni del 1964 l'alleanza tra Pnc e un altro partito conservatore ottiene la maggioranza.
23 febbraio 1970: dopo un lungo iter, la Guyana conquista formalmente l'indipendenza. Presidente è Forbes Burnham, che già dal 1964 guida il Paese con metodi autoritari. Il Pnc arriva a conquistare oltre il 75% dei voti in elezioni la cui validità è messa in forte dubbio dalla comunità internazionale. Vengono soppresse le libertà civili e gli oppositori politici, tra cui il gesuita e giornalista Bernard Drake, vengono eliminati.
1985: Burnham muore e viene sostituito da Desmond Hoyte, il quale guida una transizione pacifica verso la democrazia, avviando anche importanti riforme economiche.
1992: il Ppp, ancora capeggiato dal vecchio Cheddi Jagan, vince le prime elezioni riconosciute come regolari dalla comunità internazionale. Jagan diventa presidente e forma un governo dove sono rappresentate tutte le etnie del Paese.
1997: Janet Jagan, moglie di Cheddi e cofondatrice del Ppp, vince le elezioni. Lascia in seguito la presidenza a Bharrat Jadgeo.
2001: l'Alta Corte dichiara nulle le elezioni del 1997. Un vizio di forma nelle procedure per l'ammissione al voto aveva escluso dalle liste almeno 30mila elettori. La sentenza arriva comunque a ridosso delle nuove elezioni, tenutesi il 19 marzo.
A fronteggiarsi sono ancora una volta i due "nemici" storici: Ppp e Pnc.

Alcuni dati
Capitale: Georgetown
Lingua ufficiale: inglese (unico caso in America latina)
Moneta: dollaro della Guyana
Economia: nei primi anni Novanta la Guyana era lo Stato più povero dell'emisfero occidentale, dopo Haiti. Grazie a incisive riforme appoggiate dal Fondo monetario internazionale, la situazione è migliorata e oggi, nella classifica dello sviluppo umano, la Guyana precede numerosi Paesi latinoamericani, come Guatemala, El Salvador, Nicaragua e Bolivia. Peraltro molte delle aziende locali, in particolare le miniere, sono di proprietà straniera.
Materie prime: zucchero, riso, oro, diamanti, bauxite.



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