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 Aprile 2001 - Rubriche

Agire solidale
Intersos, a lezione di sminamento
Un'organizzazione non governativa italiana ha creato un'unità specializzata che, da anni, oltre a bonificare aree minate e a offrire assistenza alle vittime, forma gli specialisti con corsi ad hoc. E le domande dei volontari sono sempre più dei posti disponibili...

Ne scoppia una ogni venti minuti. Tre all'ora. Settantadue al giorno. Le vittime sono quasi sempre civili: il 20% sono bambini. È questo il triste bilancio delle mine antiuomo. Una piaga drammatica che strazia i corpi. Ma pregiudica anche lo sviluppo di intere nazioni perché rende vaste aree impraticabili e, quindi, non più coltivabili. Questa autentica emergenza umanitaria ha suscitato la reazione della società civile. Alle campagne internazionali e nazionali (che hanno portato all'approvazione di un trattato internazionale e di una legge italiana di messa al bando) si è affiancato l'impegno di organizzazioni non governative (ong) che "sul campo" si occupano di assistenza alle vittime e di sminamento. Tra queste c'è Intersos, un'ong italiana che si occupa di emergenze umanitarie. È il 1997 quando Intersos dà vita alla Mine Action Unit. L'obiettivo è creare un'unità specializzata in grado di contribuire all'eliminazione delle mine antiuomo. I suoi compiti? Bonificare aree dalle mine e da residuati bellici esplosivi (bombe a mano, proiettili inesplosi, ecc.), ma anche dare assistenza alle vittime ed effettuare un'opera di sensibilizzazione delle popolazioni a rischio.

Sradicare un pericolo
L'attività di sminamento umanitario inizia nel 1996 in Bosnia dove, nei cantoni di Tuzla e di Sarajevo, gli esperti di Intersos bonificano aree per far ritornare i profughi. Ma l'attività prosegue oltre il 1996. Nel 1999, nel quartiere di Stup a Sarajevo viene bonificata un'area di oltre 30mila mq nella quale è realizzato un mercato rionale. Nel 2000 è resa sicura la zona industriale alla periferia di Sarajevo, poi restituita alle attività produttive. Nel 1997, la Mine Action Unit entra in azione anche in un'altra area devastata dalla guerra e minacciata dalle mine (ne sono sepolte 15 milioni): l'Angola. Dopo i primi limitati interventi, la Mine Action Unit nel 1999 lancia un vasto progetto di bonifica nella provincia di Huila, "ripulendo" un'ampia area nella quale vengono poi fatti rientrare gli sfollati. L'intervento in Angola prosegue nel 2000 a Menongue nella provincia di Cuando Cubango. Al termine della guerra in Kosovo, gli esperti di Intersos sono chiamati a Pec, Klina e Istok. Il loro compito: rendere sicure le abitazioni per facilitare il rientro dei profughi. Sei squadre bonificano 3.600 dei 16mila edifici controllati nella regione dalle forze che operano in Kosovo. In un secondo tempo, gli sminatori si concentrano sulle aree agricole e sulle infrastrutture per dare ai kosovari la possibilità di riprendere le proprie attività.

Sensibilizzare la popolazione e assistere le vittime
Tutti gli interventi di sminamento sono accompagnati da azioni di sensibilizzazione della popolazione nella convinzione che solo un'adeguata informazione può prevenire gli incidenti. In Kosovo e in Bosnia hanno operato, a fianco dei team di sminamento, squadre che svolgevano un'opera di formazione capillare tra la popolazione dei villaggi sui pericoli legati alle mine. Tra le iniziative messe in campo anche la distribuzione di 10mila magliette con le illustrazioni degli ordigni più pericolosi. In Angola all'attività di formazione ne è stata affiancata una di assistenza alle vittime. A Menengue è stato realizzato un Centro ortopedico per la costruzione di protesi e la riabilitazione delle vittime.

Il corso per sminatori
Intersos organizza periodicamente corsi per creare figure specialistiche da impegnare nei programmi di sminamento. Nell'ultimo corso (che si è tenuto a febbraio), sono stati formati 10 coordinatori di progetti di bonifica e 20 supervisori tecnici ed esperti di rilevamento. "L'iniziativa - spiega la coordinatrice Pia Cantini - ha avuto successo. Sono arrivate più domande rispetto ai posti disponibili e abbiamo dovuto fare una piccola selezione. Per i coordinatori erano richieste capacità gestionali-organizzative. Mentre per i supervisori erano richieste capacità più tecniche: a loro spetta sovrintendere sul campo le operazioni di sminamento". Il programma prevede un corso teorico (con insegnamenti generali che offrono una panoramica sulla problematica delle mine), e un modulo di formazione pratica in Kosovo. "Il corso è terminato a marzo - osserva Pia Cantini - ed era il secondo che organizzavamo. Probabilmente lo ripeteremo il prossimo anno. Nel frattempo, la nostra attività formativa continuerà con l'addestramento del personale nei singoli Paesi di intervento".


Enrico Casale



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