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 Febbraio 2003 - Chiese e religioni in dialogo

L’Europa si allarga, le fedi si adeguano
Come intendono rispondere le varie denominazioni cristiane alla sfida dell’allargamento dell’Unione a Paesi da una parte «di frontiera» dal punto di vista religioso, dall’altra per lungo tempo campioni della cristianità di fronte all’ateismo di regime?

Foto di gruppo per i partecipanti  al consilgio europeo dei leader religiosi svoltosi a Oslo

Un nuovo organismo interreligioso

«Come leader religiosi europei, ci impegniamo a lavorare insieme per porre fine ai conflitti, per riaffermare la nostra condanna al terrorismo, promuovere la giustizia e la convivenza pacifica fra i diversi popoli, religioni e tradizioni presenti in Europa». Questo è l’impegnativo proposito con cui a Oslo, nel novembre scorso, si è costituito il Consiglio europeo dei leader religiosi, grazie a una iniziativa della Conferenza mondiale delle religioni per la pace (Wcrp), nata nel 1970. Fanno parte dell’organismo 30 membri: cinque rappresentanti per ciascuna Chiesa cristiana e per ogni religione. Attorno allo stesso tavolo siedono ortodossi, anglicani e protestanti, cattolici, musulmani, ebrei e un rappresentante per ciascuna delle nuove fedi presenti sul continente europeo: induismo, buddhismo, bahá’í, sikh. L’iniziativa ha preso corpo un anno fa a Parigi, nel corso di un incontro fra un gruppo ristretto di autorità religiose: il gran rabbino Samuel Sirat, vice-presidente della Conferenza europea dei rabbini, il card. Godfried Daneels, arcivescovo di Bruxelles, il metropolita Kirill, della Chiesa ortodossa russa, e Mustafa Ceric, Reis-ul-ulema della Bosnia-Erzegovina. Quest’anno, una prima sfida attende il neonato organismo: l’allargamento dell’Unione Europea. «L’idea di costituire anche in Europa un luogo dove i leader religiosi possano incontrarsi e parlare - ha spiegato alla stampa Jehangir Sarosh, moderatore della Wcrp Europa - è stata sollecitata dalle sfide che l’Europa sta affrontando. Penso in particolare al processo di costituzione dell’Unione Europea e al suo allargamento, soprattutto a Est. Penso anche alla questione dell’immigrazione e dell’arrivo nel nostro continente di nuove religioni. Quest’ultima è una questione estremamente delicata perché l’incontro di popoli e culture diverse può scatenare nuovi conflitti e tensioni, ma può anche essere ragione di arricchimento culturale. Di fronte al crescente fenomeno migratorio, l’Europa rischia spesso di divenire teatro di nuove ondate di antisemismo, islamofobia e razzismo. Per prevenire tutto questo, è necessario dar vita ad un dialogo che coinvolga tutte le nazioni e in primo luogo i leader religiosi». La nascita del Consiglio europeo è stata suggellata da una dichiarazione finale sottoscritta da tutti i leader religiosi: «Prendiamo atto - si legge nel testo - della sanguinosa storia dei conflitti in Europa così come dei tentativi di usare le religioni per fomentare i fuochi dei conflitti etnici, sia qui in Europa sia nel mondo. Le nostre comunità religiose stanno lavorando da lungo tempo per rifiutare questo abuso della religione».



Giovanni Maier.




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