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 Aprile 2003 - Cosmorama

Primopiano
Roger Etchegaray

Ottantenne, ex arcivescovo di Marsiglia, il cardinale Roger Etchegaray è diventata una figura nota in tutto il mondo durante la crisi irachena, un’occasione mediatica che ha reso familiare il suo volto al grande pubblico. Il Papa e la diplomazia vaticana lo hanno inviato in quella che era chiaramente una mission impossible: farsi ascoltare e far ragionare Saddam Hussein, il più crudele e sanguinario degli autocrati mediorientali. Il cardinale francese, in passato già protagonista di numerose missioni diplomatiche, ha parlato con il dittatore iracheno al quale ha consegnato un messaggio da parte del Papa. È forse ingeneroso scrivere, come qualche commentatore ha fatto, che con la missione di Etchegaray la diplomazia vaticana è tornata a farsi sentire e vedere, dopo tanto tempo, rispolverando i fasti di secoli lontani, quando incuteva rispetto e si faceva ascoltare da tutte le corti d’Europa, ma è certo che il cardinale Etchegaray le ha dato un impulso e una visibilità straordinari. Più che una missione diplomatica in senso stretto, in effetti, si è trattato di un incarico motivato da una grande sollecitudine pastorale e dalla preoccupazione di una possibile catastrofe umanitaria in Iraq. Ciò che sta a cuore alla Santa Sede sono le sofferenze ulteriori che patirebbe il popolo iracheno, già provato da oltre dieci anni d’embargo.
Così, per la seconda volta nell’arco di un anno, Etchegaray è stato incaricato da Giovanni Paolo II di prestare aiuto nel corso di una crisi internazionale. Era già accaduto nell’aprile dello scorso anno, durante l’assedio alla Basilica della Natività, a Betlemme, dove avevano trovato rifugio centinaia di palestinesi armati e assediati dai soldati israeliani.
Etchegaray è conosciuto per la modestia, la semplicità, il calore umano e il buon senso, ma è soprattutto un maestro del dialogo. Prima della recente missione, fu nel 1998 l’ultima volta che si recò in Iraq, con lo scopo di sondare la possibilità di un viaggio papale a Ur dei Caldei, nella no-fly zone, il luogo in cui secondo la tradizione nacque Abramo. Il Papa avrebbe desiderato recarvisi in pellegrinaggio nel 2000, durante il Giubileo, ma complicazioni politiche da parte irachena resero impossibile il progetto.
La biografia del cardinale Etchegaray testimonia la ricchezza delle sue esperienze e la loro importanza. Nato nel 1922 a Esplenette, nella diocesi di Bayonne, nel Paese Basco francese, Roger Etchegaray, vescovo ausiliare di Parigi dal 1969, arcivescovo di Marsiglia dal 1970, è stato il primo presidente della Conferenza episcopale europea, dal 1971 al 1979. Creato cardinale da Papa Giovanni Paolo II nel 1979, rassegnò le dimissioni dal governo pastorale dell’arcidiocesi (1985). Dal 1984 è stato presidente della Pontificia Commissione Iustitia et Pax (1984-1998) e del Pontificio Consiglio Cor Unum (1984-1995). Oltre a partecipare a molte riunioni del Sinodo mondiale dei vescovi, del Sinodo dei vescovi europei, del Sinodo africano e quello dell’episcopato latinoamericano, Etchegaray è stato Presidente del Comitato centrale per il Grande Giubileo dell’Anno 2000. Numerose le missioni da lui espletate come inviato speciale del Papa tra cui quelle nelle isole Samoa, in Ungheria, in Belgio.



Federico Tagliaferri




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