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 Dicembre 2004 - Cultura, culture

Il libro del mese

Mario Deaglio
Postglobal
Laterza, Roma-Bari 2004,
pp. XII+160, € 15,00



Negli anni ’90 si è spesso proclamato di vivere processi di globalizzazione inarrestabili e definitivi. I cantori di una economia mondiale integrata sostenevano che lo sviluppo avrebbe diffuso prosperità in tutto il pianeta, risolvendo le gigantesche disparità nei livelli di vita. Dopo la fine del ciclo espansivo della «nuova economia», avvenuto nel 2000, e gli attacchi terroristici contro gli Usa del 2001, sappiamo che una fase è terminata. Riflettendo seriamente sulla storia recente si scopre che la globalizzazione degli anni 1985-2000 è stata breve e non è stata neppure l’unica. Nel periodo 1840-1914, infatti, il mondo aveva già vissuto un più lungo periodo di integrazione del mercato mondiale, di dinamismo della finanza e di progresso nelle comunicazioni. Ma anche quell’epoca terminò, all’improvviso, fra le rovine della prima guerra mondiale.
Rileggendo le esperienze passate, questo prezioso saggio aiuta a fare il punto sulla situazione del mondo di oggi e sulle sue prospettive. Invita a confrontarsi con la fase «postglobal» che abbiamo dinanzi, consapevoli della reversibilità della globalizzazione e dei processi di disgregazione in corso. Le differenze sociali e culturali si dimostrano più forti dei meccanismi di unificazione del mercato, inadeguato a regolare da solo la politica e la società globale. Occorre ripensare i modi per aiutare lo sviluppo di quella parte dell’umanità rimasta indietro, senza imporre modelli del primo mondo e sapendo che serviranno decenni per sradicare la povertà estrema.
Si delinea la possibilità di proseguire il cammino fatto con forme di integrazione su scala più ridotta (una sorta di globalizzazione-arcipelago), più adatte a fornire spazi di sviluppo autonomo alle diverse grandi aree geografiche e culturali. Dalla necessità di ricucire gli strappi e mettere le basi di un «intreccio di civiltà», coniugando unità e diversità, viene la sfida - possibile - per il futuro.


Francesco Pistocchini




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