| India
Un «frutteto» per gli indigeni
Più di cinquanta persone, tra cui gesuiti, sostenitori, soci
e capi villaggio locali, hanno partecipato al Bhoomi Pujan, la cerimonia
d’inizio della costruzione del nuovo Centro sociale Bagaicha (frutteto)
a Ranchi, nello Stato indiano di Jharkhand. La cerimonia, celebrata
da tre pahans, sacerdoti tradizionali, ha rappresentato un momento importante:
«La presenza dei tre sacerdoti» - osserva Stan Lourdouswamy
S.I., coordinatore del centro - «è stata molto significativa».
Il Centro, nato dall’impegno comune delle cinque Province dei
gesuiti negli Stati del Jarkhand e del Madhya Pradesh, fa parte dell’impegno
a favore delle popolazioni tribali locali. Negli ultimi tre anni il
centro aveva sede in un appartamento in affitto. In linea con le priorità
di azione sociale dei gesuiti indiani, esso si è occupato di
questioni legate ai diritti umani, della mobilitazione delle popolazioni
tribali su questioni specifiche, di controversie legali di interesse
pubblico, di ricerca e informazione. Per realizzare pienamente gli obiettivi
di Bagaicha, tuttavia, occorreva un nuovo edificio: a costruzione ultimata
ci sarà maggiore possibilità di attuare interventi di
più vasta portata. Bagaicha si impegnerà a fondo per articolare
le motivazioni alla base dei diversi movimenti popolari e delle lotte
in Jharkhand e accompagnerà questi movimenti nel loro percorso.
Metterà a disposizione degli attivisti infrastrutture adeguate
e fornirà tramite avvocati e professionisti qualificati servizi
di consulenza in materia legale.
Headlines
Liberia
I libri di scuola contro le armi
Il padre Michael Heinz, coordinatore della Commissione Giustizia e Pace
dei missionari verbiti a Roma, ha inaugurato a Salala, nella Liberia
centrale, la prima biblioteca aperta dopo la guerra in questo Paese
dove quasi tutto è stato saccheggiato. La maggior parte delle
scuole liberiane attualmente sono prive di lavagne e di libri. La biblioteca
di Salala rappresenta quindi un risultato notevole. Raccoglie 6mila
volumi donati dai bambini irlandesi in seguito a una campagna promossa
dalle forze irlandesi di peace-keeping a servizio dell’Onu, in
particolare dal cappellano, il padre Brendan Madden. L’iniziativa
è una risposta a un articolo del padre Amalraj S.I., direttore
del Jesuit Refugee Service (Jrs) in Liberia, pubblicato su Company,
una rivista dei gesuiti americani. L’articolo «Cercare libri
in un Paese di fucili» ha suscitato risposte positive. Padre Heinz
ha lodato gli sforzi del Jrs dicendo che in un Paese dove i signori
della guerra hanno dato armi ai bambini, il Jrs sta offrendo libri.
La cerimonia si è svolta alla presenza di un gran numero di ragazzi,
delle forze di polizia dell’Onu e dei leader della comunità
locale. Il Jrs conduce una campagna di sensibilizzazione sulla necessità
di rendere l’istruzione una priorità in un Paese dove il
90% delle scuole continua a restare chiuso. Lo slogan «Ci sono
più fucili che libri in Liberia» è stato raccolto
dall’Unicef per la sua conferenza dei donatori.
JRS Dispatches
Rep. Dominicana
Un Centro «con» i poveri
Trenta anni fa un gruppo di gesuiti della Provincia delle Antille
iniziò a lavorare nei quartieri poveri di Santo Domingo. La lezione
più importante che appresero fu che i poveri possono e devono
essere i protagonisti della propria storia. Sulla base di questo principio
sorse il Centro per gli Studi sociali (Ces) dedicato a padre Juan Montalvo
S.I. Il Centro, attivo dal 1993, intende rafforzare le organizzazioni
di comunità nella capitale dominicana. Il suo principio ispiratore
perciò non è di lavorare «per» i poveri, ma
«con» i poveri. I temi cardine della sua missione sono la
democrazia e la povertà. Partendo da una diagnosi della situazione,
il Centro ha organizzato seminari di formazione per leader di comunità
sulla democrazia, la soluzione di conflitti, le tecniche di amministrazione,
ecc., con l’obiettivo di rafforzare le organizzazioni dei poveri.
Questo lavoro di formazione cerca di fare fronte alla situazione di
fragile democrazia del Paese promovendo una più intensa partecipazione
delle sue componenti maggiormente escluse.
Col passare degli anni, il Ces ha iniziato anche a promuovere spazi
per organizzazioni di comunità in vari quartieri di Santo Domingo.
Il Centro accompagna questi gruppi nell’analisi della realtà
locale, nell’elaborazione di progetti, nelle trattative con le
autorità e infine nella realizzazione dei progetti stessi una
volta approvati. Il Centro collabora con altre Ong per un cambiamento
politico e sociale a livello nazionale, in settori come la riduzione
della violenza, il rafforzamento delle istituzioni giudiziarie e delle
politiche sociali.
Il lavoro è oggi svolto da un’équipe di 25 laici,
un gesuita e molti volontari, spesso aiutati da collaboratori internazionali
e si finanzia attraverso i servizi offerti (formazione, consulenza e
ricerca) e i progetti presentati alle organizzazioni internazionali
e allo Stato dominicano.
IJND News
Honduras
Il teatro con i diseredati
Nell’estate del 1979, mentre in Nicaragua i sandinisti facevano
cadere la lunga dittatura di Somoza, in una umile casa di Olanchito,
in Honduras, nasceva la compagnia teatrale La Fragua (la fucina). Fu
l’inizio di un cammino che ha recentemente festeggiato 25 anni
di percorso. Oggi, stabilitosi nella città di El Progreso, il
teatro La Fragua vanta un repertorio che comprende oltre 60 spettacoli
tra cui ¡El evangelio en vivo!, Los cuentos hondureños,
Los cuentos infantiles (nati durante l’emergenza dell’uragano
Mitch nel 1998), e La trilogía histórica, che presenta
i fatti più importanti di cinque secoli di storia dell’America
Centrale.
Ha svolto tournée in diversi Paesi americani e in Spagna, mettendo
la cultura dell’Honduras in dialogo con altre culture del mondo,
e ha organizzato corsi di teatro in diversi Paesi centroamericani, facendo
del teatro una scuola che risvegli la creatività degli emarginati.
La Fragua è un teatro vivo, audace ed energico, che in un solo
spettacolo unisce la danza, l’acrobazia, il canto e la recitazione.
Oltre a intrattenere cerca di trasfigurare il cuore e il pensiero del
suo pubblico, attraverso uno stile originale, in cui si colgono le influenze
del teatro povero di Grotowski, le idee pedagogiche di Paulo Freire
e l’eredità del teatro dei gesuiti del XVI secolo. Ricordare
questa traiettoria significa riconoscere l’impegno e le lotte
del suo creatore e attuale direttore, il padre Jack Warner S.I., che
ha realizzato opere fuori dai luoghi tradizionali, reclutando attori
non nelle accademie ma nei quartieri popolari emarginati.
Alcuni si stupiscono nel vedere un prete interamente dedito al teatro.
Padre Warner ha dimostrato in tanti anni di lavoro il potenziale evangelizzatore
e umanizzante di questa arte. Non a caso la Compagnia di Gesù
adottò il teatro come uno strumento per combattere le idee della
Riforma protestante.
Nel maggio 2002, l’Università de Paul di Chicago (la più
grande università cattolica degli Usa) rese omaggio a padre Warner
e ai suoi giovani attori conferendo loro un premio.
www.fragua.org
Europa
Una missione comune
Nel discorso si apertura dell’Assemblea generale della Conferenza
dei Superiori gesuiti europei, il 24 ottobre a Napoli, il Presidente,
padre Mark Rotsaert S.I. ha invitato a una migliore comprensione della
«comune missione europea» dei gesuiti del continente. «Temo
che non saremo in grado di preparare il futuro - ha affermato - se resteremo
prigionieri dei confini delle nostre Province e dei nostri Paesi».
La X Assemblea generale ha riunito i Superiori maggiori dei 25 Paesi
membri dell’Unione europea, dei Paesi candidati, della Russia,
del Maghreb e del Medio Oriente. La missione comune non è politica,
ma religiosa e pone alcuni interrogativi di fondo: che cosa significa
l’evangelizzazione nell’Europa del Terzo millennio? Il cristianesimo
sopravviverà in Europa? Una collaborazione più stretta
è necessaria fra gesuiti europei. In primo piano c’è
il tema della razionalizzazione dei Centri di formazione della Compagnia.
«Una nuova generazione di giovani gesuiti chiede più collaborazione
interprovinciale per essere preparati a una missione comune»,
ha detto padre Rotsaert. Parte di questa missione è il crescente
coinvolgimento con immigrati e rifugiati. La Conferenza dei Superiori
europei della Compagnia di Gesù fu creata nel 1972 dal padre
Arrupe e comprende 36 superiori maggiori in rappresentanza di circa
6.460 gesuiti del continente.
www.jesuits-europe.org |