Le «Riduzioni»
Già dall'inizio della colonizzazione spagnola in America entrò in vigore il sistema delle riduzioni, in seguito all'istruzione emanata dal Re di Spagna nel 1503, in cui si ordinava che gli indiani nomadi fossero raccolti in villaggi per ridurli così alla civiltà, ad un sistema di vita stabile e al cristianesimo. Ovunque gli spagnoli incontrarono tribù nomadi non unite in una sede fissa come gli Aztechi nel Messico, gli Incas nel Perù, i Muiscas nella Colombia. Perciò i missionari tentarono di raccoglierle in villaggi, e abituarle ad un sistema di vita stabile.
Nella regione de la Plata e del Paraguay i Francescani erano stati i primi a predicare il Vangelo con successo, come s. Francesco Solano e Luis Bolañios, e specialmente quest'ultimo aveva fondato riduzioni di indiani Guarani. I Ge- suiti, arrivati nel 1585 nel Tucuman, nel 1587 nel Paraguay, al principio lavorarono con scarso successo tra gli indiani sia delle commende, sia nomadi. Allora il preposito generale Claudio Acquaviva e il visitatore Esteban Paez prescrissero di sostituire la pratica di missionari volanti con quella di domicili fissi per gli Indiani sottraendoli a tutti i fattori estranei. Il progetto fu approvato dalla corte spagnola con ordinanze reali di Filippo III del 16o6, del 1607 e soprattutto del 1609. Il governatore del Paraguay, Hernando Arias de Saavedra, affidò ai Gesuiti tre territori da cristianizzare: uno all'ovest di Asunción tra i Guaycuru, un secondo nel Paraná tra i Guarani, il terzo al nord del Paranapané tra i Guayra.
La prima missione fallì. Tra le tribù dei Guarani e dei Guayra invece i Gesuiti riuscirono, fondando nel 1610 le prime riduzioni. Tra i Guayara del nord, fino al 1628, 11 riduzioni erano stabilite, 9 delle quali però dal 1628 al 1631 furono distrutte dai Paolisti. In seguito i Gesuiti con 12.000 indiani emigrarono verso sud. Qui i Gesuiti avevano fondato dal 1610 numerose riduzioni presso i Guarani, specialmente tra i fiumi Paraná e Uruguay e dal 1628 pure sull'altra riva dell'Uruguay tra i Tapi. Quest'ultime, pure, furono distrutte nel 1636 e 1638 dai Paolisti, cosicché anche questi indiani si ritirarono verso ovest nelle riduzioni dei Guarani.
Così il territorio delle riduzioni gesuitiche del Paraguay ebbe i suoi confini definitivi, che rimasero stabili fino all'espulsione dei Gesuiti. A scopo di difesa contro le incursioni dei Paolisti il Re di Spagna permise l'armamento degli indiani delle riduzioni, i quali dal 1641 con successo seppero difendersi contro di essi. Al loro apogeo nel 1731 le riduzioni gesuitiche del Paraguay contavano 141.242 indiani cristiani. La grande forza delle riduzioni gesuitiche era il loro isolamento e la loro speciale organizzazione : la terra era proprietà del comune, escludendo tutti i non-indiani, anche gli impiegati spagnoli; la proprietà privata delle famiglie era ridotta ad un minimo. Il nutrimento, il vestito e l'alloggio erano uguali per tutti. La suprema direzione nel temporale e nello spirituale e la giurisdizione erano in mano dei missionari; per l'amministrazione temporale inferiore furono deputati organi scelti dal comune. I prodotti superflui dell'agricoltura e dell'allevamento del bestiame venivano trasportati al mercato nelle città degli spagnoli per fare le provvisioni occorrenti di metalli, sale, ecc., e per poter pagare le contribuzioni, in sé esigue, alla corona.
La pianta delle singole riduzioni era uniforme: al centro la piazza principale con la chiesa, la casa dei missionari, la scuola, i laboratori e il magazzino comune. Di là partivano in tutte le direzioni le vie rettilinee e lungo di esse erano costruite le case, di cui ogni famiglia era provvista. La religione dominava la vita pubblica come la privata. Funzioni sacre iniziavano e concludevano la giornata. I giorni festivi erano celebrati con grande apparato, musica, canti sacri, dopo pranzo rappresentazioni teatrali sacre e profane. Così ogni riduzioni formava una comunità compatta di indiani cristiani diretta dai missionari, con una certa organizzazione teocratica e comunista.
Alcune imperfezioni delle riduzioni, come l'esagerata tutela esercitata, spiegabile considerando i tempi e lo stato culturale degli indiani, il formalismo religioso esteriore e quello civile, già nel sec. XVIII furono molto esagerate dai nemici dei Gesuiti e poi riprese nel sec. XIX da scrittori protestanti come il Gothein e il Pfotenhauer. Ad onta di qualche difetto, le riduzioni ebbero ottimi risultati nel campo dell'educazione religiosa e morale, sempre posta in prima linea, nel campo della stabilità dei popoli, della colonizzazione e della cultura. Per la Spagna le riduzioni, nonostante la relativa indipendenza, non formavano uno stato a parte; ma erano membri dell'Impero coloniale.
Simili riduzioni furono dai Gesuiti fondate nel corso dei secc. XVII e XVIII presso i Chiquito, Chiriguani e Mojo nella Bolivia, presso i Mayna sul fiume Marañon e presso gli Otomachio sul fiume Orinoco. Nel Brasile pure si trova il sistema della riduzioni introdotto dai Gesuiti, specialmente nel nord del Maranhao, ove nei secc. XVII e XVIII furono stabilite fiorenti riduzioni.
Seguendo l'esempio dei Gesuiti, anche i Cappuccini nel sec. XVIII fondarono riduzioni isolate dall'ambiente estraneo tra i fiumi Orinoco e Caroni nel Venezuela. Verso la fine del secolo esistevano nella regione ca. 30 riduzioni con ca. 25.000 indiani cristiani.
Il sistema delle riduzioni fu parimenti introdotto dai Francescani nella California, dove dal 1769 fino al 1823 avevano fondato 21 stazioni con 30.000 indiani cristiani. Il sistema delle riduzioni ebbe in certo qual modo un rinascimento nelle missioni africane dei secc, XIX e XX, non però nella forma strettamente isolazionista delle riduzioni gesuitiche. Così nelle missioni dei Padri dello Spirito Santo, sia nell'Africa occidentale che nell'orientale, si sono fondati villaggi cristiani; nell'Africa orientale come ripari e baluardi contro la schiavitù, nell'Occidente contro il prepotente paganesimo e l'influsso stragrande dei capi pagani. Simile fu il sistema dei Gesuiti nel Congo e nella Zambesia. Nel Congo si stabilirono prima le cosiddette "Fermes-Chapelles", stazioni in vicinanza delle dimore degli indigeni come centri di scuole missionarie e di agricoltura con lo scopo di educare la gioventù al lavoro e sottrarre le nascenti comunità cristiane all'influsso e al potere dei capi pagani. Dopo che il governo belga ebbe proibito le "Fermes-Chapelles", le famiglie cristiane si raccolsero di preferenza in villaggi speciali cristiani. Nella missione della Zambesia pure si adoperò il sistema di fondazione di villaggi cristiani.
Con il progresso delle missioni, però, questo sistema fu dappertutto abbandonato a causa delle deficienze e delle difficoltà del sistema stesso, quali le frequenti scissioni nel seno delle tribù, la mancanza di zelo dei cristiani per la conversione del popolo, e i sospetti più o meno giustificati da parte dei capi e delle autorità coloniali.
- Roque (Roch) González (1576 - 1628)
Nella liturgia viene ricordato il: 16 novembre
Qualifica: Sacerdote
Motivo: Martire