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Lettera del P. Generale, P. Peter-Hans Kolvenbach S.I.

Lettera del P. Generale, P. Peter-Hans Kolvenbach S.I., del 8 settembre 1985, in occasione della beatificazione di tre gesuiti

"Ecco, sto alla porta e busso. Se qualcuno ascolta la mia voce e mi apre la porta, io verrò da lui, cenerò con lui ed egli con me" (Apoc. 3,20). Anche questo passo neo-testamentario descrive esattamente la vita del Fr. Francisco Gárate, che fu tanto ricercato e apprezzato da quanti lo conobbero e che anche oggi ci parla con la sua bontà umile e dolce e con il suo esempio di pronto servizio. Nato a Loyola vicino alla casa di sant'Ignazio, il Fratel Gárate fu il portinaio dell'Università di Deusto, a Bilbao, per quarantuno anni. In questa frase sta riassunta tutta la realtà esteriore della sua vita. Il suo ricordo ancora presente in alcuni viventi che convissero con lui, si è conservato vivo e trasmesso con affetto, con ammirazione e simpatia, come una eco prolungata del bene che la sua presenza, la sua accoglienza e la sua conversazione lasciava in quanti si mettevano in contatto con lui. La figura del fratel Gárate si è conservata come una espressione della ricchezza della vita semplice e monotona, come il "santo dell'ordinario e del quotidiano", del servizio disinteressato, generoso e competente, della accoglienza cortese, servizievole che ci fa del bene, di una conversazione discreta e incoraggiante. Su tale aspetto della sua vita è sorprendente la convergenza entusiasta delle testimonianze dei contemporanei. La semplicità della sua vita e la luminosità della sua persona si impongono con tal forza che non è difficile scoprirne la fonte profonda. Il fratel Gárate fu un uomo che seppe aprire la porta del suo cuore al Signore che lo chiamava e chiedeva di essere accolto e lo invitava ad entrare in amicizia personale con lui. Accolto in una profonda intimità con Dio, il fratel Gárate si fece lui stesso accoglienza per tutti, dando agli altri senza risparmio il dono del suo tempo, della sua premura e della sua persona. È questo il messaggio che il fratel Gárate ci dà. Formato dalla spiritualità della nostra vocazione, ha saputo incontrare Dio in tutte le cose (Cost. 288) e ha saputo, nella sua portineria di Deusto, aiutare le anime (Cost. 115) comunicando loro col dono di se la presenza accogliente e amorosa di Dio.

 
 

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