Jacques Salčs (1593)
Giorno di celebrazione: 19 gennaioQualifica: Sacerdote
Motivo: Martire
Luogo: Aubenas (Francia)
Preghiera e sottomissione alla volontà divina
L'itinerario spirituale del Padre Giacomo Salès non implica nessuna svolta, ne conversione, ne avvenimenti mistici conosciuti; è invece di una semplicità lineare. Già da piccolo, lo Spirito Santo gli aveva concesso il dono di una inclinazione eccezionale alla preghiera, una preghiera che diventerà continua; la sua devozione all'Eucaristia, già molto marcata, gli valse il favore da parte di un prete di servire la Messa ogni giorno; in periodo di vacanze, il suo culto per la Vergine Santa gli dava l'insolito zelo di alzarsi alle quattro di mattina per dire il Piccolo Ufficio; la sua pietà, benché personale, non era affatto individualista: egli la irradiava tra i suoi compagni, senza rispetto umano. Umile per la sua modesta condizione sociale, Giacomo Salès, lo rimarrà per spirito religioso, a dispetto dei suoi successi di professore. Durante i suoi diciannove anni di vita religiosa, di cui otto da sacerdote, egli si mostra, sino allo sfinimento della sua poca salute, disponibile agli altri e ai suoi superiori; costoro lo spostano spesso e gli chiedono un giorno una sostituzione improvvisa che ritarda di tre anni la sua ordinazione sacerdotale. Alcuni tratti sono ancora notevoli nella sua vita spirituale: dimentico di se a forza di essere preoccupato solo di Dio, una preghiera gli è già da lungo familiare: " Gratiam agimus tibi propter magnam gloriam tuam ". Aspetto originale e raro alla sua epoca, la natura e i suoi scenari, la botanica in particolare, gli servono molto per sollevarsi verso il Creatore e a elevare gli altri.
Eucaristia amata, studiata, difesa fino al martirio
Col passare degli anni, l'amore per Gesù sacramentato diventa sempre più dominante, ispira costantemente e con sorprendenti risultati la sua predicazione, le sue conversazioni. Di là il desiderio per il martirio, ravvivato dal presentimento che Dio gliene concede. Spesso diceva: "Il più eccellente atto di amore per Dio è di donare il proprio sangue". Un giorno ha confidato ad un amico: "Caro Padre, il genere di morte che mi si converrebbe, sarebbe quello di ricevere un colpo di archibugio durante la preghiera". Due giorni prima di riceverlo realmente, egli ha l'occasione di dichiarare: "Son già quindici anni che chiedo a Dio la grazia di morire martire". Una tale prospettiva non aveva niente di insolito in quel periodo di guerre religiose, che, per la Francia, si colloca tra il 1562 (Vassy) e il 1593 (Aubenas). Il sacrificio sperato della sua vita era intimamente legato al Santo Sacrificio della Messa, che costituiva il centro di tutta la vita per lui; egli ne parlava frequentemente e non lasciava passare un'ora senza andare a inginocchiarsi davanti al tabernacolo. Professore di teologia -e la sua teologia era preghiera -egli sviluppò felicemente il trattato dell'Eucaristia, secondo S. Tommaso e il Concilio di Trento, svolto da poco. Su questo soggetto egli scrisse un fascicolo dove precisava la dottrina cattolica, duramente contestata in quei tempi dai protestanti. È questo manoscritto, consegnato da lui ai ministri di Aubenas che lo contestarono aspramente il giorno della sua morte, ed è questo punto del dogma che costituirono il motivo esplicito e indiscutibile del suo martirio.
A. Noché, S.J .
da: IN CRISTO GESÙ, Profili spirituali - Milano 1974
Preghiera
Hai conformato, o Dio, questi nostri fratelli, che veneriamo come beati, alla morte di Cristo tuo Figlio; fa' che tutti i credenti divengano, per loro intercessione, perfetti nell'unità.