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Jan Beyzym (1850 - 1912)

Qualifica: Sacerdote
Motivo: Martire
Luogo: Madagascar

Lettera del P. Genrale dei Gesuiti

Cari Padri e Fratelli,
la pace di Cristo.

Sono lieto di informarvi che nel corso del suo viaggio in Polonia nel prossimo mese di agosto Giovanni Paolo II proclamerà beato un nostro confratello, il P. Jan Beyzym, gesuita polacco, "servo dei lebbrosi" in Madagascar. La beatificazione, alla quale desidero partecipare, avrà luogo la domenica 18 agosto a Cracovia.

Il P. Jan Beyzym nacque il 15 maggio 1850 a Beyzymi Wielkie in Volinia, regione dell'attuale Ucraina. Dopo gli studi al liceo di Kiev, entrò nel noviziato della Compagnia a Stara Wiés il 10 dicembre 1872. Compì gli studi di filosofia e di teologia a Cracovia, dove il 26 luglio 1881 fu ordinato sacerdote. La sua prima missione apostolica fu di lavorare nelle scuole di Tarnopol e di Chyrów.

Durante gli anni passati come educatore, crebbe e maturò in lui il desiderio di consacrarsi al lavoro impegnativo del servizio dei lebbrosi. Con il permesso del Padre Generale Luis Martin, giunse in Madagascar nel 1898, pronto a condividere la missione apostolica dei gesuiti francesi.

Il P. Beyzym fu assegnato al lebbrosario di Ambahivuraka presso Tananarive. Là vivevano 150 lebbrosi in un'estrema povertà materiale e spirituale, decimati dalla fame e dalla malattia, privi della più elementare assistenza medica. In una delle sue molte lettere scriveva: "Giorno e notte vivo con i malati" e aggiungeva che i lebbrosi, pur essendo terribilmente sfigurati, "non cessano di essere nostri fratelli e sorelle, che hanno bisogno della nostra attenzione". Per tredici anni continuò a dedicarsi a loro con tutte le sue forze, con tutte le sue doti, con tutto il suo cuore.

Oggi un ospedale con 150 letti a Marana, presso Fianarantsoa, costruito grazie ai fondi ricevuti soprattutto dai suoi compatrioti, rimane il memoriale della sua dedizione. Fu un pioniere nel tempo in cui non si poteva guarire dalla lebbra e i lebbrosi erano banditi dalla società. Il P. Beyzym ha operato per cambiare i comportamenti sociali, incoraggiare i poveri ad essere generosi verso i più poveri di loro, costruire ospedali per la cura dei malati e soprattutto restituire loro il senso della dignità e della speranza.

Il P. Beyzym morì a Marana il 2 ottobre 1912. Nella sua vita e nelle sue missioni apostoliche ebbe sempre davanti agli occhi quello che Sant'Ignazio prescriveva ai religiosi della Compagnia: la maggior gloria di Dio e la salvezza delle anime. Il P. Beyzym scriveva: "La nostra patria è dove si può sperare la maggior gloria di Dio e l'aiuto delle anime. Poco importa se si vive all'equatore o al polo nord. Ciò che conta veramente è morire al servizio del Signore Gesù come membro della nostra santa Compagnia. Chiedo questa grazia sia per me sia per tutta la nostra cara Provincia" (lettera del 28 maggio 1910).

Nelle difficoltà trovava la consolazione nella preghiera di Sant'Ignazio: "Prendi, Signore, e ricevi tutta la mia libertà, la mia memoria,la mia intelligenza e tutta la mia volontà, tutto ciò che ho e possiedo, tu me lo hai dato, a te, Signore, lo ridono; tutto è tuo, di tutto disponi secondo ogni tua volontà; dammi il tuo amore e la tua grazia: questo mi basta" [Esercizi Spirituali, n. 234]. Ripeteva questa preghiera più volte al giorno, e dopo averla recitata era solito ripetere tutto consolato: "Grazie a Dio, tutto sembra andare per il meglio".

Con la beatificazione del P. Jan Beyzym, la Compagnia - e di fatto ogni gesuita - riceve un segno di conferma e un invito a continuare nel servizio della missione di Cristo in modo radicale e trasparente. La vita del nostro confratello polacco ci offre un esempio di fede che anticipa il Regno dell'amore, servendo i fratelli feriti sia dal rifiuto della società sia dalla loro malattia. L'eloquente espressione dell'opzione preferenziale per i poveri, realizzata dal P. Beyzym ben al di là delle parole, dovrebbe ispirare noi tutti.

Vi invito a unirvi a me, alle Province di Polonia e di Madagascar nel ringraziamento al Signore per il dono della santità del P. Jan Beyzym. Preghiamo perché il nuovo Beato gesuita susciti in molti giovani il desiderio di offrire la loro vita per amore di Cristo.

Fraternamente vostro in Cristo
Peter-Hans Kolvenbach S.I.
Superiore Generale


Roma, 31 luglio 2002
Solennità di Sant'Ignazio di Loyola



 

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