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La fondazione della Compagnia di Gesù

La Compagnia di Gesù ha oggi oltre 450 anni. Essa è nata, infatti, nel 1539, quando un gruppo di "maestri in arti", che avevano conseguito il baccellierato in filosofia e in teologia alla Sorbona di Parigi, si riunirono a Roma e decisero di costituire un Ordine religioso. A Parigi essi avevano fatto gli Esercizi Spirituali sotto la guida di Ignazio di Loyola, erano divenuti "amici nel Signore" e avevano fatto voto di recarsi in Terrasanta a "aiutare le anime". Non essendo riusciti a partire per la Terrasanta a causa della guerra tra veneziani e turchi, avevano deciso di andare a Roma e di offrirsi al Papa per essere inviati in missione dovunque Egli avesse voluto. La decisione di fondare un nuovo Ordine religioso fu presa il 24 giugno 1539. Ignazio di Loyola, riconosciuto come il capo del piccolo gruppo, a nome dei suoi amici presentò al Papa Paolo III un breve schema in cinque punti che delineava l'istituzione che si voleva fondare, chiamato in seguito Formula Instituti.

Il 27 settembre 1540 il Papa la approvò con la Bolla Regimini militantis Ecclesiae. Nasceva, così, un nuovo Ordine religioso, con alcune particolarità rispetto a quelli allora esistenti: si sarebbe chiamato (ciò che apparve a molti un atto di superbia e di presunzione!) "Compagnia di Gesù"; il suo superiore generale sarebbe stato eletto non per un certo tempo, ma a vita; i membri della Compagnia non sarebbero stati obbligati alla recita corale dell'Ufficio divino né a pubbliche penitenze; sarebbero stati, infine, legati al Papa da uno speciale voto di obbedienza. La Compagnia di Gesù non avrebbe dovuto occuparsi di un'opera particolare: per esempio, dei malati o dell'istruzione cristiana dei bambini, ma avrebbe avuto come scopo "precipuo" quello di "occuparsi del progresso delle anime nella vita e nella dottrina cristiana e della difesa e propagazione della fede", mediante la predicazione della Parola di Dio, gli Esercizi Spirituali, le opere di carità, l'insegnamento della verità cristiana ai fanciulli e ai rozzi, l'ascolto delle confessioni.

Era un programma assai vasto, che avrebbe potuto avere applicazioni molteplici e diverse, secondo questi criteri: compiere tutto in assoluta gratuità, senza ricevere stipendio alcuno per il lavoro apostolico svolto; non chiedere né ricevere dal Papa nessun aiuto materiale per il compimento della missione da lui ricevuta; nella scelta delle opere, la regola da seguire è il maggior servizio di Dio e il bene universale, preferendo lavorare là dove è maggiore il bisogno, dove altri non lavorano, dove il lavoro apostolico è più difficile e più pericoloso, dove c'è speranza di maggiore frutto spirituale e dove ci sono persone o categorie di persone che hanno molto influsso sugli altri, perché - è questa la grande massima di sant'Ignazio di Loyola - "il bene quanto più è universale, tanto più è divino" (Costituzioni della Compagnia di Gesù, Parte VII, n. 622).

 
 

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