Stefano Corticelli
A che cosa paragonare l'ordinazione sacerdotale ? Essa è come un filo di lana che una donna tesse ad altri per formare un maglione. Questo filo, che ha il colore di una nuova responsabilità davanti alla chiesa, è ben poca cosa da solo. Intessuto insieme ad altri, viene a formare un disegno nel maglione. Mi piace esplorare i vari intrecci di un capo in corso di fabbricazione. Ne prendo in mano uno, quello che rappresenta la mia vita. Il corpo principale è dato dalle relazioni intessute con ciascuno di voi, nella preghiera, nel dialogo, nel tempo passato a tavola, o a preparare un pranzo, a fare le pulizie, o a uscire per un film. Altre relazioni si intrecciano a queste, con i giovani di Padova, gli allievi e i prof di Palermo, i vicini di casa e gli altri parrocchiani di Cavalleggeri. Davvero queste relazioni sono intrecciate. Mi stupisce, ma mi sembra che dopo l'ingresso in noviziato io non abbia trovato un solo amico che non sia anche amico di almeno un confratello. Tengo per me le amiche ! Scherzi a parte, è un grande dono poter invitare una persona in comunità, e ancora più grande portare uno sguardo comune sulle nostre attività. La trama di queste relazioni è diventata sempre più fitta. A Cergy, nell'appartamento in cui vivo, passiamo molto tempo a parlare di una famiglia che cerca un alloggio, di uno straniero minacciato di espulsione, di un giovane che staziona sulla strada, ma anche di un ragazzo che va ad animare un campo della Caritas in Mali o di un rifugiato che ha trovato lavoro… i tuoi problemi sono i miei problemi, le tue gioie sono le mie gioie. Discutere e lavorare insieme tra persone di fede diversa è una realtà palpabile ad ogni istante in questa cittadina nei pressi di Parigi. La vita associativa favorisce i contatti. Una associazione musulmana offre un corso di arabo aperto a tutti ; Ibrahima, un amico musulmano, ha un lavoro di responsabilità al Secours Catholique, la Caritas francese. Tali scambi mi portano a dire che il ministero ordinato, per me, ha senso solo se raggiunge, in qualche modo, le persone di altre fedi e i non credenti. Le associazioni cristiane, dal canto loro, mi sembrano fatte per collaborare. Mi procura una grande gioia vedere i responsabili della parrocchia prepararsi ad accogliere il MEG. In questo tessuto di relazioni passano altri fili. Uno è dato dalla riflessione filosofica e teologica, strettamente unite tra loro. Il metodo degli studi mi permette di ritrovare un'integrazione tra pensiero e vita sperimentata a Padova. Sono riconoscente anche per la solidità degli studi teologici a Napoli, su cui so di poter contare per il ministero. Un secondo filo è dato dalla spiritualità, ben tessuto alla riflessione intellettuale e alla pedagogia del MEG. Piuttosto che andare alla ricerca di eventuali altri fili, ritornerei con voi su quello che costituisce la trama principale del maglione, che era incominciata con la preghiera tra confratelli. Mi affido alla vostra preghiera, oggi, il 24 maggio, e sempre